Politiche del lavoro in Sicilia: gli ex sportellisti all’attacco dei sindacati confederali

Politiche del lavoro in Sicilia: gli ex sportellisti all’attacco dei sindacati confederali
24 maggio 2019

Una nota piuttosto ‘pepata’ dei dipendenti degli ormai ex Sportelli Multifunzionali. Nella quale invitano i sindacati confederali a non parlare “a nome degli Ex Sportellisti: questo non gli è consentito, questo è un atto di ulteriore arroganza e viltà nei confronti di chi non sono degni di nominare, figuriamoci arrogarsi il diritto di rappresentare!”

dagli Ex Sportellisti Liberi
riceviamo e pubblichiamo

Gli Ex sportellisti liberi si dissociano dalle minacce di mobilitazione dei confederali. Li invitano gentilmente a non utilizzare i lavoratori come cartucce dei loro fucili e chiedono di riferire ad alcune testate giornalistiche di non utilizzare alcuna foto che contenga frammenti di battaglia degli ex sportellisti liberi.

Non solo, si dissociano dalla loro piattaforma rivendicativa, poiché in totale contrasto con l’interesse degli stessi lavoratori. Si tratta, peraltro, di proposte che da cinque anni sono fortemente contrastate dagli ex sportellisti, che non vogliono sentire parlare di risorse del Fondo sociale europeo e di “imprenditori di danaro pubblico”.

Apprendere di una mobilitazione, da parte dei sindacalisti della triplice, a nome degli ex sportellisti, dove peraltro, nella piattaforma rivendicativa, si evince il loro vero interesse sui servizi per il lavoro, è quanto di più sbagliato per loro stessi. Un’iniziativa che offende maldestramente l’intelligenza dei lavoratori, che sono poveri, anche a causa loro, ma non imbecilli.

Tali soggetti, dopo non aver mosso un dito per bloccare l’opera di distruzione della Formazione professionale; dopo aver tradito e bistrattato i lavoratori in nome di un disegno ben congegnato dalla politica politicante; dopo aver firmato i licenziamenti, contravvenendo al contratto di lavoro da loro firmato; dopo essere stati silenti in apparenza, ma tramando sotto banco, hanno non solo la pretesa di infiltrarsi sui sacrifici di chi li ha ‘sgamati’ da tempo, ma vorrebbero ‘banchettare’ in tavoli che non gli appartengono e, con la faccia tosta di cui dispongono, senza pudore, chiedono tavoli e tavolini in nome dei lavoratori e minacciano mobilitazioni.

Forse a questi soggetti non è chiaro che gli ex sportellisti, quelli storici – quindi gli unici ad avere voce in capitolo sull’implementazione delle politiche attive del lavoro – non permetteranno la loro becera intromissione a nome loro, in un percorso costato sacrifici inenarrabili. Sono fucili senza cartucce, sono generali senza esercito, i soldati si sono ammutinati.

Che si facciano tutte le mobilitazioni che vogliono, ma in nome dei loro interessi. Che si facciano tutti i tavoli che bramano con ministri, presidenti e assessori, ma abbiano il coraggio civile e l’onesta intellettuale di chiamare, ogni cosa, con il proprio nome; che vadano con la loro bandiera che si chiama interesse anche verso i privati, i loro patronati e gli enti che asserviscono per ricomporre il vecchio sistema di “imprenditori con danaro pubblico”: ma non a nome degli Ex Sportellisti: questo non gli è consentito, questo è un atto di ulteriore arroganza e viltà nei confronti di chi non sono degni di nominare, figuriamoci arrogarsi il diritto di rappresentare!

È scientifico: “Si mobilitano solo quando si apre uno spiraglio favorevole ai lavoratori, che non coincide con i loro interessi”.

Stiano lontani da ciò che non meritano e da ciò che non gli compete.

Giù le mani da risultati scritti con il sangue dei soli lavoratori!

Giù le mani…

Tanto dovevamo.

Ex Sportellisti Liberi

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