Ex sportelli: aspettando Musumeci. Formazione & scuola: binomio sbagliato verso un incerto futuro

Ex sportelli: aspettando Musumeci. Formazione & scuola: binomio sbagliato verso un incerto futuro
21 maggio 2019

Vertenza lavoratori ex Sportelli Muntifunzionali: Sandro Cardinale (USB) non è pessimista, ma non è nemmeno ottimista. Forse anche lui – come noi – vorrebbe capire se il presidente Musumeci e l’assessore Scavone faranno qualcosa o se si ‘crocetizzeranno’… Intanto con il connubio ‘europeista’ tra Formazione professionale e Scuola l’assessore Lagalla sta seppellendo definitivamente l’idea della scuola di Giovanni Gentile

Confessiamo, su Formazione professionale e vertenza degli ex sportellisti non stiamo capendo più nulla.

Sulla Formazione professionale l’assessore regionale, Roberto Lagalla, celebra vittorie su vittorie, ma non abbiamo ancora capito se i dipendenti licenziati stanno trovano lavoro, oppure se l’attuale Governo regionale pensa di scaricarli tutti sulle spalle dello Stato.

Sulla vertenza degli ex Sportelli multifunzionali le notizia si alternano: un po’ sono positive e un po’ sono altalenanti.

Cominciamo con gli ex sportellisti. Dove registriamo un comunicato stampa della federazione USB della Sicilia. Si tratta dell’Unità Sindacale di Base e, precisamente, del suo rappresentante, Sandro Cardinale. Che ricorda in termini positivi l’incontro del 13 maggio scorso con il presidente della Regione, Nello Musumeci.

“Come già detto nella nostra nota divulgata subito dopo l’incontro – dice Cardinale – il Presidente ha rassicurato la delegazione prendendo l’impegno di discutere con l’assessore Antonio Scavone e con la dirigente generale, Francesca Garoffolo, sulla fattibilità della proposta presentata per iscritto che vedrebbe gli ex sportellisti, appartenenti all’Elenco Unico ad Esaurimento, che dovrebbero essere utilizzati per il Potenziamento dei Cpi della Regione siciliana”.

“Dopo una settimana – scrive sempre il sindacalista dell’USB – nessuna risposta è ancora pervenuta a questa organizzazione sindacale, nemmeno sulla questione meramente tecnica. Il Governo non pensi di tenerci buoni con le solite chiacchiere e promesse. Stavolta pretendiamo che parole e intenzioni siano formalizzate da un documento, perché, seppur consapevoli che tutta la vertenza è sempre e comunque assoggettata dai provvedimenti attuativi del Governo centrale, per gli ex lavoratori, ormai disoccupati dal 5 Aprile 2015, le caramelle in bocca hanno un sapore amarissimo”.

Per Cardinale, “l’impegno del Governo regionale dev’essere chiaro ed inequivocabile. Sperando in una celere e positiva risposta, la USB resta fiduciosa della buona impressione avuta durante le interlocuzioni sia con l’assessore Scavone, sia con la dirigente al ramo Garoffalo e, soprattutto, col Presidente della Regione. La USB Sicilia si riserva di mettere in campo altre azioni di protesta, questa volta sotto la Presidenza della Regione, unico organismo che deve pubblicamente dichiarare la propria volontà alla soluzione di una vertenza che, in termini di tempo di attesa, ha superato ogni limite di tolleranza”.

Sulla Formazione professionale non sappiamo molto, se non dei soldi bandi annunciati poco opportunamente in campagna elettorale dal solito assessore Lagalla, che non perde, come dire?, il vizietto tipico della vecchia politica.

Né, francamente, ci convince il miscuglio di stampo renziano-europeista che mette insieme scuola e Formazione professionale. E’ evidente che Lagalla non ha della scuola la concezione che aveva il filosofo Giovanni Gentile, che mai e poi mai avrebbe pensato di preparare la futura classe dirigente con metodi che ricordano la Cambogia di Pol Pot…

Purtroppo una riforma disgraziata varata dal Governo regionale di Raffaele Lombardo ha messo insieme – a nostro avviso in modo alquanto ‘incestuoso’ – Istruzione e Formazione professionale. Quello che sta venendo fuori – secondo i dettami dell’Unione Europea dell’euro, che ai cittadini preferisce i ‘sudditi’ – è un ‘impasto’ dove la scuola si mescola con il lavoro che gli studenti debbono regalare alle imprese.

Apprendiamo così che dal 27 maggio al 13 settembre enti di formazione professionale, Licei o gli Istituti professionali di Stato e paritari, compresi i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, potranno presentare domanda per partecipare alla formazione del nuovo Catalogo dell’offerta formativa in apprendistato: e biri chi manci…

Il ‘succo’ di questa trovata geniale è che ragazzi tra i 15 e i 25 anni (e quindi anche gli studenti di Licei e scuole superiori, dove i ragazzi minorenni lavoreranno invece di studiare!), potranno optare per un percorso professionale e formativo. Obiettivo: acciuffare una qualifica professionale più o meno legata al diploma di istruzione secondaria di secondo grado o al diploma professionale.

Dopo di che potranno ‘ambire’ a diventare precari dei Comuni e della Regione per mantenere in piedi l’attuale sistema della vecchia politica…

In tutto questo – lo ribadiamo – non abbiamo ancora capito se i bandi ‘lagalliani’ prevedono di far lavorare i dipendenti licenziati.

 

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