Agricoltura

Agricoltura in crisi: arrivano gli aiuti (elettorali) un po’ confusi dei grillini

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Ragazzi, così non può funzionare. Intanto dei problemi dell’agricoltura, chi governa, deve occuparsi ogni giorno e non a dieci giorni dal voto per le elezioni europee. E poi bisogna collegarsi con i problemi reali del settore. La buona volontà c’è, qualcosa di buono pure, ma sul grano e sugli interessi dei mutui siamo in altro mare

Forse non andava ‘strillato’ a dieci giorni da voto per le elezioni europee ma, se non c’è niente di meglio, va bene anche così. Almeno per alcune cose i provvedimenti per l’agricoltura adottati dal Governo nazionale Giallo-Verde vanno bene. Per altre cose non vanno bene affatto, soprattutto per la Sicilia.

 

“Con questo provvedimento – leggiamo nel comunicato dei grillini – vengono introdotte importanti norme per il settore ovino-caprino e agrumicolo che riguarderanno anche la Sicilia e le province di Caltanissetta e Agrigento. Così il deputato del Movimento 5 Stelle Dedalo Pignatone”.

Domanda: ma Caltanissetta e Agrigento non fanno forse parte della Sicilia?

Ma andiamo al dettaglio del provvedimento:

“Nel dettaglio – leggiamo nel comunicato – verranno stanziati: 20 milioni di euro per incrementare la dotazione del Fondo di solidarietà nazionale per il 2019″. Forse i grillini dovrebbero fare chiarezza, perché a nostra memoria questo fondo ha escluso la Sicilia. Avranno cambiato la legge? Speriamo di sì.

Quattordici milioni di euro, leggiamo sempre nel comunicato, sono stati stanziati “per potenziare il Fondo indigenti per l’acquisto di formaggi DOP, fabbricati esclusivamente con latte di pecora”. Visto che sono DOP dovrebbero essere formaggi prodotti con latte di pecora italiano.

Ancora: “15 milioni di euro per la copertura dei costi, per l’anno 2019, degli interessi sui mutui stipulati entro il 2018 dalle imprese agricole italiane che operano nei settori in crisi – olivicolo-oleario, agrumicolo e lattiero caseario del comparto del latte ovi-caprino – e che sono esposte verso le banche”.

Poi “2 milioni di euro per le campagne promozionali e di comunicazione istituzionale per incentivare il consumo di olio extravergine di oliva, agrumi, latte ovino e caprino e i relativi derivati”. Ma così non si rischia di incentivare il consumo di  prodotti agricoli non italiani?

Ancora:

“10 milioni di euro per l’anno 2019, per istituire un Fondo che tuteli la qualità e la competitività del latte ovino; 1 milione di euro per il 2019 e 4 milioni di euro per l’anno 2020 per istituire un Fondo nazionale che aiuti i produttori a far fronte alla crisi del settore suinicolo. Verranno inoltre potenziati il monitoraggio e la tracciabilità delle produzioni del latte ovino e caprino”.

“Adesso – dice il parlamentare Dedalo Pignatone – stiamo lavorando a proposte concrete per il settore cerealicolo. Il granaio d’Italia non può restare bloccato, il nostro compito è quello di creare le condizioni perché vi sia una concreta valorizzazione dei prodotti e del lavoro degli agricoltori e dei produttori. Per consentire ciò, stiamo lavorando, tra le altre cose, al prezzo garantito per tutti i prodotti da grano”.

“E infine – conclude Pignatone – nelle scorse settimane, ho presentato alla Camera un’interrogazione e avviato il dialogo per sollecitare il Governo a intervenire con urgenza, così da garantire uno strumento assicurativo che possa risarcire i produttori di uva da tavola nel Sud Italia colpiti dal cracking (o spacco): una fisiopatia che ha causato notevoli danni in gran parte della produzione nelle regioni del Mezzogiorno. L’interrogazione è stata presentata subito dopo l’incontro con i viticoltori, accogliendo il loro grido d’aiuto. Si tratta di una calamità naturale che come tale deve essere trattata e affrontata”.

“Apprezziamo la buona volontà dei grillini – sottolinea Cosimo Gioia a proposito dei 15 milioni stanziati per la copertura degli interessi sui mutui – ma la cifra stanziata fa sorridere”.

Non ci convincono nemmeno le “proposte concrete per il settore cerealicolo”. C’è un problema – almeno per il grano duro che interessa il Sud – di prezzo bloccato da due anni a 18 euro al quintale. Con tutta la buona volontà, non riusciamo a capire che cosa possa significare per gli agricoltori “creare le condizioni perché vi sia una concreta valorizzazione dei prodotti e del lavoro degli agricoltori e dei produttori. Per consentire ciò, stiamo lavorando, tra le altre cose, al prezzo garantito per tutti i prodotti da grano”.

Semmai il prezzo garantito deve riguardare il grano, non certo i prodotti da grano!

La verità è che questi grillini sono veramente confusionari. La buona volontà c’è, per carità: ma le cose fanno fatte bene e non così. E, soprattutto, vanno fatte lontano dalle campagne elettorali…

Foto tratta da movimondo.org

 

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