Le lenticchie nei Centri commerciali di Palermo? Quasi tutte canadesi!

Le lenticchie nei Centri commerciali di Palermo? Quasi tutte canadesi!
13 maggio 2019

Questa non è un’inchiesta, ma la constatazione di una follia in atto: grazie anche alle leggi italiane i ‘Signori della globalizzazione dell’economia’, di fatto, hanno imposto alla stragrande maggioranza di siciliani di portare sulle proprie tavole lenticchie canadesi, con tutto quello che ne consegue per il nostro organismo. In questo articolo vi raccontiamo il perché

La nostra avventura è iniziata lo scorso sabato mattina. Il negozio artigianale dove acquistiamo le lenticchie siciliane è chiuso. Dove trovare le lenticchie siciliane o, magari, italiane? Proviamo in un Centro commerciale. Non l’avessimo mai fatto! Di lenticchie – in confezioni di tanti tipi – ce ne sono tante. La scoperta amara è che, in media, otto confezioni su dieci sono lenticchie canadesi!

Nel primo Centro commerciale, tra una confezione di lenticchie canadesi e l’altra, riusciamo a rintracciare qualche marca di lenticchie italiane, ma nessuna marca di lenticchie siciliane.

Per la cronaca, il prezzo delle lenticchie italiane è, in media, più elevato del prezzo delle lenticchie canadesi. 

Possibile che, a Palermo, nei Centri commerciali è così difficile rintracciare le lenticchie siciliane? Volendo, la Sicilia è una delle regioni italiane dove le lenticchie hanno una certa tradizione: c’è la lenticchia di Villalba (QUI UN APPROFONDIMENTO), c’è la lenticchia di Ustica (QUI UN APPROFONDIMENTO), c’è la lenticchia nera di Leonforte (QUI UN APPROFONDIMENTO).

A queste varietà se ne aggiungono altre meno conosciute, che vengono coltivate in altre zone della Sicilia: noi, ad esempio, acquistiamo spesso le lenticchie che si coltivano nel Corleonese.

Un Centro commerciale, come dire?, magari non fa primavera. Ne proviamo un altro: stessa musica: tante lenticchie canadesi, lenticchie italiane (in proporzione, sempre meno delle lenticchie canadesi), nessuna confezione di lenticchie siciliane.

La stessa cosa la notiamo nel terzo Centro commerciale. Insomma, sabato appuriamo che, nei Centri commerciali di Palermo, trovare le lenticchie coltivate in Sicilia è difficile, e non impossibile.

La domenica (cioè ieri) – ormai è un impegno con noi stessi – tentiamo in un quarto Centro commerciale. Risultato: lenticchie canadesi in grande quantità, qualche confezione di lenticchie italiane, nessuna confezione di lenticchie siciliane.

Abbiamo provato con i Centri commerciali di Palermo: sarà così anche nei Centri commerciali di altre città piccole e grandi della Sicilia? A questa domanda potranno rispondere i nostri lettori siciliani non di Palermo.

Anche per le lenticchie abbiamo imparato la lezione: per trovare le lenticchie siciliane bisogna rivolgersi ai negozi artigianali particolari. 

Però qualche altra considerazione la vogliamo mettere nero su bianco.

La Sicilia è un’Isola di oltre 5 milioni di abitanti. E una delle regioni italiane dove la lenticchia vanta antiche tradizioni. Ma dove, di fatto, la stragrande maggioranza degli abitanti non può mangiare lenticchie siciliane perché la produzione è irrisoria. E, con molta probabilità, perché la poca produzione che c’è prende altre vie.

Risultato: la gran massa dei siciliani, se vuole mangiare lenticchie, deve portare sulle proprie tavole le lenticchie canadesi.

Che cosa comporta questo? Ricordiamo che in Canada – o quanto meno nelle aree fredde e umide del Canada – il glifosato non si utilizza solo per fare maturare il grano, ma anche altri prodotti dell’agricoltura che non riescono a maturare naturalmente.

Ecco un passo di un nostro articolo pubblicato nel luglio dello scorso anno:

“Nel 2017 – dice Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia in un articolo che leggiamo su Life Gravina – le importazioni dal Canada, secondo dati ancora parziali, hanno superato i 292.265 quintali, contro i 251.996 del 2016. L’Italia deve porsi all’avanguardia nelle politiche di sicurezza alimentare e fare in modo che le misure precauzionali introdotte a livello nazionale riguardino anche l’ingresso in Italia di prodotti stranieri trattati con modalità analoghe, come grano, lenticchie, piselli e ceci provenienti dal Canada dove viene fatto un uso intensivo di glifosato proprio nella fase di pre-raccolta”.

E ancora un passaggio tratto da GIFT Great Italian Fodd Trade:

“… sotto gli occhi inconsapevoli dei consumatori, i supermercati vengono invasi di lenticchie Made in Canada, essiccate con glifosato e altri agrotossici. E le importazioni d’oltreoceano minacciano la sopravvivenza delle colture in Italia. Dal Consorzio della lenticchia di Altamura IGP in Puglia – prima regione italiana nella produzione (15,9mila ton, 13 milioni di euro) – il grido d’allarme”.

Per la cronaca, la Sicilia ha ripreso a coltivare lenticchie da una ventina di anni. A parte l’isola di Ustica – dove gli abitanti non hanno mai smesso di coltivarla – la lenticchia di Villalba ha ripreso quota (ma sempre su superfici limitate) alla fine degli anni ’90, mentre la lenticchia di Leonforte ha rischiato di scomparire.

Sapete perché, oggi, è difficile coltivare le lenticchie? Perché i costi della manodopera agricola, in Sicilia, non possono reggere il confronto con quello che avviene nel resto del mondo.

La manodopera agricola, in Sicilia e, in generale, in Italia ha un costo di 80-100 euro al giorno per ogni dipendente. Quanto dovrebbe essere venduta la lenticchia siciliana?

Due anni fa il quotidiano La Sicilia ha pubblicato un’inchiesta da dove veniva fuori che la lenticchia di Leonforte si vendeva a 20 euro al Kg rispetto ai 2 euro al Kg delle lenticchie canadesi e ai 3 euro circa della lenticchia italiana (anche se ci sono lenticchie italiane che costano di più). (QUI L’INCHIESTA DE LA SICILIA).

Se un agricoltore siciliano prova a coltivare le lenticchie cercando di risparmiare sulla voce dei costi che incide di più sul costo complessivo – il costo del lavoro – zact: scattano subito i controlli delle forze dell’ordine, dell’INPS e via continuando. 

Per gli agricoltori significa ‘beccarsi’ contravvenzioni salatissime. Così, in Sicilia, quasi nessuno coltiva più le lenticchie, a meno che non si tratti di un prodotto di alta qualità la cui vendita a prezzi elevati consente agli agricoltori di guadagnarci nonostante l’elevato costo della manodopera.

Chi ha la possibilità di produrre una lenticchia ad alto reddito investe e produce; chi deve produrre una lenticchia siciliana normale, come si dice dalle nostre parti, “ci leva mano”.

Che è quello che succede. Infatti, in Sicilia, i comuni mortali che vogliono mangiare lenticchie hanno a disposizione, per lo più, le lenticchie canadesi!

Non dovete pensare soltanto alle lenticchie che si acquistano per casa: ma anche alle lenticchie che si mangiano nelle trattorie, nei ristoranti, nelle mense e vi continuando: secondo voi sono lenticchie siciliane o canadesi?

Se ci ragioniamo, i signori della globalizzazione dell’economia hanno trovato il modo, utilizzando le leggi italiane, di fare mangiare alla stragrande maggioranza dei siciliani le lenticchie canadesi.

Pensate un po’ che sistema: chi prova a produrre lenticchie in Sicilia deve pagare un operaio 80-100 euro al giorno e deve competere con chi produce con un costo del lavoro molto più basso. Per provare a produrre a costi più contenuti dovrebbe infrangere la legge italiana e rischiare denunce e multe.

Con un sistema del genere la stragrande maggioranza dei siciliani, che gli piaccia o no, è costretta a mangiare lenticchie canadesi…

E’ o no, un problema? Rispetto a questa condizione oggettiva cosa ha fatto e cosa fa il Governo nazionale? Cos’ha fatto e fa il Governo siciliano? Ve lo diciamo noi: nulla!

Buona zuppa di lenticchie (canadesi) a tutti!

C’è qualche candidato alle elezioni europee nella Circoscrizione Sicilia-Sardegna che ha qualcosa da proporre?

Foto tratta da turismo.it 

 

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