La condanna di Antonello Montante: “Il sistema Montante c’è”. E la politica?/ MATTINALE 276

La condanna di Antonello Montante: “Il sistema Montante c’è”. E la politica?/ MATTINALE 276
11 maggio 2019

L’ex presidente di Confindustria Sicilia è stato condannato in primo grado. Le accuse formulate dalla magistratura reggono. Rimane da chiarire qual è stato il ruolo del contesto politico. Perché Montante, contrariamente alla tesi di chi l’ha dipinto come il protagonista di un “governo parallelo”, è stato protagonista di ben due Governi regionali di centrosinistra 

Quattordici anni con il rito abbreviato. Questa la condanna inflitta dal Tribunale di Caltanissetta ad Antonello Montante, tre anni e sei mesi di carcere in più di quanti ne aveva chiesto la Procura che l’ha inquisito e portato sotto processo. Così ha deciso il Gup Graziella Luparello.

Si chiude veramente male il processo di primo grado per l’ex presidente di Confindustria Sicilia, per anni uno degli uomini ‘politici’ più potenti della nostra Isola. Già, la politica. Mai, in Sicilia, prima di Antonello Montante, un’organizzazione imprenditoriale era riuscita ad entrare nei gangli del vero potere: in Sicilia e fuori dalla Sicilia, se è vero che Montante era diventato il responsabile della legalità di Confindustria nazionale.

Su Live Sicilia leggiamo le dichiarazioni del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta, Amedeo Bertone:

“Il dispositivo della sentenza mi pare che dia largamente conto della fondatezza dell’accusa e dello straordinario lavoro che la procura di Caltanissetta ha svolto in questi anni e fa in qualche modo anche giustizia di alcune affermazioni che ho avuto modo di sentire durante il processo. Non capisco – ha aggiunto Bertone rispondendo alle domande dei cronisti – a cosa faccia riferimento l’avvocato. La procura si è mossa in condizioni di assoluta libertà senza nessun condizionamento. Abbiamo cercato soprattutto le prove per ricostruire questo sistema che ha trovato riconoscimento nel dispositivo della sentenza. Il fatto che la commissione antimafia farà un’indagine su questo processo è un altro profilo che non riguarda noi. Certamente il sistema che è stato delineato dalle indagini pone la necessità di ulteriori verifiche sui rapporti tra uomini che svolgono attività pubblica e altri soggetti e probabilmente sotto questo profilo la commissione antimafia vuole acquisire ulteriori elementi. Mi pare evidente che la sentenza dia conferma di quello che si è delineato nel corso delle indagini e cioè che esisteva un sistema Montante”.

Nei giorni scorsi la commissione Antimafia regionale, a proposito del ruolo di Montante in Sicilia ha parlato di “governo parallelo”. E’ una definizione che non ci convince, perché mette un su un piano parallelo Montante e la politica siciliana che ha governato con lui.

Ci dispiace per l’attuale commissione Antimafia che, evidentemente, ha ricostruito in modo approssimativo il ruolo di Montante nella politica siciliana prima dell’inchiesta della magistratura.

Montante non gestiva un “governo parallelo”: al contrario, Montante, a partire dal 2009, ha fatto parte di un Governo regionale di centrosinistra. E’ stato uno dei protagonisti del Governo che l’allora presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha varato, nel 2009, con un ‘pezzo’ di Forza Italia capeggiato da Gianfranco Miccichè, con un ampio ‘pezzo’ del PD capeggiato da Antonello Cracolici e Giuseppe Lumia, con Confindustria Sicilia di Antonello Montante e con altri soggetti politici che si sono uniti a questa esperienza politica.

Durante il Governo Lombardo sono accaduti due fatti politici.

Primo fatto politico: una durissima battaglia, condotta da una parte del PD siciliano, che era fermamente contraria all’accordo di questo partito con Lombardo e, forse, anche perché nutriva dubbi su Confindustria Sicilia. Si è parlato, in quegli anni, di un possibile referendum interno al PD. Ma siccome la maggioranza della base di questo partito era contraria all’accordo con Lombardo, il referendum è stato bloccato. Così hanno deciso i vertici del partito.

Secondo fatto politico: nel 2012 si consuma la rottura tra il presidente Lombardo e Confindustria Sicilia. Su questa rottura non si è mai capito molto.

La rottura che si consuma nel 2012 è piuttosto strana. E, in ogni caso, non coinvolge l’alleanza politica di centrosinistra dentro la quale c’è anche Confindustria Sicilia. La candidatura di Rosario Crocetta alla presidenza della Regione, che matura nell’estate del 2012, ricompone e rafforza l’alleanza di centrosinistra. E in questa alleanza che porterà Crocetta a vincere le elezioni il ruolo centrale – di intermediazione e di ‘cucitura’ politica – viene svolto con abilità dal senatore Giuseppe Lumia.

Anche la campagna elettorale e l’elezione di Crocetta contraddicono la tesi di Montante protagonista di un “governo parallelo”: Montante, infatti, era dentro l’alleanza politica che porta all’elezione di Crocetta a Palazzo d’Orleans, tant’è vero che Confindustria Sicilia entrerà nella Giunta con un proprio assessore.

Nell’elezione di Crocetta un ruolo fondamentale viene svolto da Lombardo e da Gianfranco Miccichè: senza la candidatura di quest’ultimo alla presidenza della Regione – candidatura che, lo ricordiamo, ha spaccato il centrodestra – Rosario Crocetta non sarebbe mai stato eletto presidente della Regione, perché il 15% dei voti raccolti da Miccichè sarebbe andato quasi per intero a a nello Musumeci che avrebbe vinto a ‘redini nasse’ le elezioni regionali del 2012.

Perché queste nostre precisazioni dopo la condanna di Montante? Per ricordare a certi personaggi del centrosinistra che Montante ha fatto parte di un’alleanza politica non alla testa di un “governo parallelo”, ma da protagonista con altri protagonisti di ben due Governi regionali di centrosinistra!

La realtà, al di là di immaginifici “governi paralleli”, è che Montante, oggi, è stato condannato (insieme con altri esponenti dello Stato), mentre alcuni tra coloro i quali hanno governato con lui la Sicilia sono ancora ‘piedi piedi’, in alcuni casi ricoprendo importanti ruoli istituzionali e di governo.

Il resto sono solo chiacchiere.

Foto tratta da sicilianetwork.info

 

AVVISO AI NOSTRI LETTORI

Se ti è piaciuto questo articolo e ritieni il sito d'informazione InuoviVespri.it interessante, se vuoi puoi anche sostenerlo con una donazione. I InuoviVespri.it è un sito d'informazione indipendente che risponde soltato ai giornalisti che lo gestiscono. La nostra unica forza sta nei lettori che ci seguono e, possibilmente, che ci sostengono con il loro libero contributo.
-La redazione
Effettua una donazione con paypal


Commenti