Palermo affoga nell’immondizia, ma arriva l’ennesima promessa di una città pulita

Palermo affoga nell’immondizia, ma arriva l’ennesima promessa di una città pulita
5 maggio 2019

Durante l’emergenza rifiuti esplosa a Palermo lo scorso Natale i vertici della RAP si impegnarono a tenere pulita la città. Promessa non mantenuta. Ora arriva l’ennesima promessa. Forse perché, con l’arrivo dell’estate, si teme l’esplosione di qualche epidemia? Intanto in modo subdolo, invece di inchiodare il Comune alle proprie responsabilità, c’è chi prova a dare la colpa ai cittadini!  

Da un anno Palermo è sporchissima. Le discariche a cielo aperto sono la regola. La raccolta differenziata dei rifiuti è una mezza barzelletta. In questo scenario arriva la notizia che Palermo sarà più pulita. Li dice il sindaco della città, Leoluca Orlando, che ha lanciato un appello alla RAP, al mondo della cultura e bla bla bla.

C’è da crederci? Mah… Quelo che va detto è che si avvicina l’estate. E se lo scorso anno non è scoppiata un’epidemia per la ‘lurdia’, non è detto che quest’anno, così continuando, non esplodano possibili emergenza sanitarie. Da qui la promessa che tutto cambierà…

Gli esponenti di Sinistra Comune Barbara Evola, Fausto Melluso, Katia Orlando e Marcello Susinno, in un comunicato stampa, annunciano grandi novità:

“La campagna #facciamounpatto #teniamopulito ed il Piano Pulizia Straordinaria della città di Palermo… sono il segnale di un decisivo cambio di passo. L’impegno della Amministrazione, dell’assessore Catania e dell’assessore Giambrone indicano il cambiamento in atto: è necessario che le aziende lavorino in sinergia, e che il lavoro sia realmente efficace e garante della pulizia e del decoro urbano”.

Gli assessori comunali in questione sono Giusto Catania e Fabio Gianbrone.

Dopo di che, tanto per cambiare, invece di fare autocritica, ammettendo che, fino ad oggi, l’amministrazione comunale di Palermo di Leoluca Orlando e la RAP – l’azienda che fa capo al Comune che dovrebbe occuparsi della raccolta e della smaltimento dei rifiuti – hanno fallito, i ‘compagni di Sinistra comune scaricano in  modo subdolo la responsabilità della città sporca sui cittadini:

“Occorre soprattutto puntare su un cambio culturale della città – scrivono i quattro ‘scienziati’ di Sinistra Comune – ricordando ai cittadini e alle cittadine che ognuno è responsabile della cura degli spazi in cui viviamo. Questo è il senso di una comunità nella quale Amministrazione, cittadini e cittadine collaborano per la realizzazione di un progetto di sviluppo e di crescita condiviso, superando definitivamente quelle criticità che oggi sembrano irrisolvibili nonostante gli sforzi”.

Gli esponenti di Sinistra Comune si comportano come se, fino ad oggi, non avessero appoggiato l’attuale l’attuale amministrazione comunale. Insomma, loro, che sono stati tra i protagonisti del fallimento rilanciano. Siamo alla recita.

Ai ‘compagni’ di Sinistra Comune bisognerebbe ricordare che i palermitani pagano già la TARI – la Tassa per l’immondizia – che è stata anche incrementata dalla maggioranza di centrosinistra del Consiglio comunale di Palermo – e che non spetta ai cittadini tenere pulita la città!

Che cosa si stiano inventando per provare a tenere pulita Palermo non è chiaro. Il Comune ha trovato più soldi per pagare lo straordinario ai mille e 840 dipendenti della RAP? O i vertici dell’Azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti a Palermo sono riusciti a ridurre il numero degli ‘imboscati’? O aumenteranno i mezzi noleggiati per rimuovere l’immondizia dalle strade?

Come scriviamo da mesi, non si capisce perché sono stati tolti i cassonetti se poi i cittadini usano la strada per depositare i rifiuti. Ci rifiutiamo di credere che questa sia una pratica illegale, altrimenti, dopo quasi un anno (questa storia dei cassonetti eliminati comincia con l’avvio del secondo step della raccolta differenziata nella primavera dello scorso anno), qualcuno sarebbe intervenuto.

Nessuno è intervenuto – almeno fino ad oggi – per bloccare questa prassi incivile di depositare i rifiuti per strada. Quindi, quanto meno a Palermo, “città mediorientale” (la definizione è del sindaco Orlando) la munnizza per le strade – con l’aggiunta di topi, scarafaggi e gabbiani che cercano cibo – è legale. Sono invece intervenuti i trattori che, ogni settimana o dieci giorni, rimuovono questi rifiuti.

Sarebbe interessante capire se questi trattori sono nella disponibilità della RAP, o se vengono presi in affitto da soggetti esterni: in questo secondo caso, sarebbe interessante capire quanto vengono a costare alla collettività!

Sulla vicenda interviene il parlamentare nazionale del Movimento 5 Stelle eletto in Sicilia, Aldo Penna, che da sempre, con i comitati civici, si batte per tenere la città pulita:

L’appello di Orlando alla RAP e ai palermitani con l’intervento di personalità della cultura e dello spettacolo per tenere pulita la città è patetico dice Penna -. Palermo si tiene pulita costringendo la RAP a fare il proprio dovere. Quindi spazzare regolarmente le strade, svuotare i cestini, operare per una buona differenziata. Tutto il resto sono scuse di un sindaco che, in quasi trenta anni di sindacatura, ha sempre fallito questa sfida di civiltà finendo per rivendicare a Palermo, visto che la sfida come città europea era perduta, un primato tra le città mediorientali non accorgendosi che con molte di quelle città la sfida l’abbiamo, per l’appunto, già perduta”.

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