Reddito di cittadinanza ed ex sportellisti: una domanda alla senatrice grillina Nunzia Catalfo

Reddito di cittadinanza ed ex sportellisti: una domanda alla senatrice grillina Nunzia Catalfo
23 aprile 2019

La domanda che poniamo alla senatrice Nunzia Catalfo, è la seguente: quante unità di lavoratori sono stati assegnati alla Regione siciliana in tema d’implementazione dei Centri per l’impiego?

di Adriana Vitale

Alcuni lavoratori, cosiddetti Ex Sportellisti, hanno denunciato il loro malcontento sulla pagina ufficiale della senatrice del Movimento 5 Stelle, Nunzia Catalfo, nonché presidente della Commissione Lavoro al Senato e precedentemente operatrice degli Ex Sportelli Multifunzionale, quindi conoscitrice del sistema, tanto da ispirarle, almeno crediamo, il Reddito di cittadinanza, da sempre cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle e dalla stessa senatrice, tanto da essersi guadagnata l’appellativo di “Madrina del Reddito di cittadinanza”.

Molto significativo, da parte della senatrice, insistere sul fatto che il problema è regionale, come dire “Ringraziateci per l’attenzione che vi abbiamo riservato e abbonè”, come se i lavoratori non fossero perfettamente consapevoli che il problema è regionale: infatti è proprio perché in Sicilia non hanno trovato le dovute risposte che si sono rivolti a Roma.

Vale la pena ricordare che anche i siciliani sono italiani e che i problemi li deve risolvere chi governa, e proprio perché si parla d’implementazione dei Centri per l’impiego che diventa a maggior ragione problema nazionale, come dire:

“Finalmente si può rispondere all’ingiustizia che tali lavoratori hanno subito per cinque anni, finalmente è utile la loro professionalità, finalmente saranno ricollocati nel loro posto naturale”. Al netto del nuovo e fresco elettorato chiamato navigator, o meglio, derubricato in compiti di assistenza tecnica, cioè il tipico lavoro della già Italia Lavoro che vive e si nutre di risorse pubbliche.

E meno male che il capo politico del Movimento, il Ministro Luigi Di Maio, aveva detto in lungo e in largo che non avrebbe mai agevolato le lobby e non avrebbe mai creato precariato. Aveva detto, direttamente ad una delegazione di Ex Sportellisti ricevuti il 13 luglio scorso a Palazzo Chigi, insieme con una delegazione di lavoratori degli interventi formativi, che sarebbe assurdo qualificare altri lavoratori se già ci sono, tanto da spingersi a diramare una nota nel sito ufficiale del Ministero del Lavoro.

Gli Ex Sportellisti sono consapevoli che, adesso più che mai, la palla è passata alle Regioni: e infatti si sono già organizzati per far sentire la loro voce a Palermo, davanti la sede dell’assessorato regionale alla Famiglia e al Lavoro. La loro rabbia scaturisce dal balletto dei numeri disponibili, che temono siano insufficienti a dare risposte a tutti i lavoratori storici: ed è proprio su questo aspetto che hanno insistito.

La senatrice ha continuato a riportare parte del decreto senza mai rispondere direttamente sul numero di lavoratori assegnato alla Sicilia in tema d’implementazione dei Centri per l’impiego e sui quali numeri puntano gli ex sportellisti per ottenere risposte concrete, peraltro supportati da leggi e norme, che ne consentirebbero il loro reintegro.

La senatrice, a tratti offesa, ha evidentemente vissuto l’incalzarsi dei commenti come una specie di attacco; ciò che invece dev’essere chiaro è che si tratta di richieste d’aiuto e che, semmai, sotto attacco sono sempre i lavoratori, ormai alla fame e continuamente sottoposti a un balletto che alterna illusione e delusione.

È indubbio che, né la senatrice, né il Movimento 5 stelle hanno responsabilità dirette, ma è altrettanto indubbio che adesso governano e chi governa ha l’onore e l’onere di risolvere i problemi, esattamente come il governo regionale che ha lo stesso onere, anzi di più, di porre fine alla ‘mattanza’ sociale che si è abbattuta su questi lavoratori, avendo finalmente gli strumenti che auspichiamo siano sufficienti per tutti gli Ex Sportellisti storici: ed è esattamente sugli strumenti che tali lavoratori hanno insistito per avere contezza.

Glielo chiediamo anche da qui: senatrice Nunzia Catalfo, quante unità di lavoratori sono stati assegnati alla Regione siciliana in tema d’implementazione dei Centri per l’impiego?

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