L'Intervista

Cardiologia, a Catania la nona edizione di Mediterranean Cardiology Meeting (VIDEO)

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L’evento si è svolto nei saloni dell’Hotel Sheraton di Catania. Oltre millecinquecento i presenti tra docenti, ricercatori e specialisti di tutto il mondo. Intervista al professore Michele Massimo Gulizia. L’intervento di Marc Pleffer, Professore di Medicina alla Harvard medical School

di Patrizia Gangi

Mediterranean Cardiology Meeting è giunta alla nona edizione, diventando sempre più un’appuntamento di alta formazione e qualità per i maggiori esperti nella Cardiologia Clinica ed Interventistica.

Appuntamento all’Hotel Sheraton di Catania, per un evento promosso dalla Divisione di Cardiologia dell’ospedale ‘Garibaldi Nesima’ della città Etnea diretta da Michele Massimo Gulizia, che è anche presidente del Mediterranean Cardiology Meeting.

Oltre millecinquecento i presenti tra docenti, ricercatori e specialisti di tutto il mondo. Tra i partecipanti, il Prof. M. Valentine (Lynchburg – Virginia,USA), P. Casale (Lancaster- USA), Prof. B. Levenson (Berlin – Germany), Prof. B. Gorenek (Eskisehir- Turkey).

Uno dei momenti più attesi del programma è stato l’intervento del Prof. Marc Pleffer, Professore di Medicina alla Harvard medical School e Primario del Reparto di Medicina Cardiovascolare presso il Brigham and Women’s Hospital di Boston (USA); a lui si attribuisce il merito di aver introdotto il concetto in base al quale gli ace inibitori – noti soprattutto per la funzione anti-ipertensiva – hanno anche la funzione di ridurre il danno miocardico post infarto.

Tante sono state le novità presentate durante le tre giornate di programma, come le sessioni Cardiocontest, i simulatori Virtual Clinical e i Virtual ECHO, con cui i partecipanti si sono esercitarti eseguendo ecocardiogrammi transtoracici, transesofagei e procedure interventistiche eco-guidate e di interventistica coronarica avanzata.

“La prevenzione cardiovascolare, effettuata attraverso semplici screening e corretti stili di vita è importantissima – sottolinea il Prof. Gulizia – e in molti casi può salvare una vita, poiché permette il riconoscimento precoce di cardiopatie misconosciute come la fibrillazione atriale, o quelle a ereditarietà genetica, che possono provocare una morte cardiaca improvvisa.”

“Oggi le malattie cardiovascolari – dice Gulizia – rappresentano circa il 40% di tutte le morti in Italia e nella fascia di età compresa tra 35 e 75 anni, e colpiscono il 51% degli uomini e il 37% delle donne”.

Nella foto sopra il Marc Pleffer e il professore Michele Massimo Gulizia 

QUI IL VIDEO SUL Mediterranean Cardiology Meeting

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