I sogni son desideri”, ma… I Siciliani tra metafore, sogni e realtà

I sogni son desideri”, ma… I Siciliani tra metafore, sogni e realtà
13 aprile 2019

Che ne facciamo del mantra che invade il web sul nulla e mette alla gogna il malcapitato di turno? Esercizio becero, utile solo a spaccare.Molto meglio unire, soprattutto nei momenti di crisi. Quando, al posto dei veleni, servirebbe un abbraccio collettivo per risalire la china ed emergere dalle disgrazie che tu, proprio tu, caro siciliano troppo spesso provochi e alimenti

di Adriana Vitale

I giovani avranno l’imbarazzo della scelta tra tante opportunità di lavoro, lasciare la propria terra e i propri affetti sarà una scelta e non una necessità.

Gli anziani avranno una pensione dignitosa, saranno valorizzati nella loro saggezza.

La scuola offrirà servizi all’avanguardia e locali accoglienti, aule spaziose e luminose, laboratori scientifici, linguistici, palestre di vita per favorire insegnamenti di educazione civica e integrazione, i ragazzi saranno al centro dell’attenzione.

Gli insegnanti saranno pagati più che dignitosamente e non saranno costretti a lasciare la loro terra e i loro affetti.

Gli uffici pubblici saranno snelli e l’utente fruirà con celerità e gentilezza dei servizi di cui bisogna.

Gli ammalati troveranno cure adeguate e altamente specializzate, gli ospedali saranno efficienti, gli ambienti puliti.

I cittadini offesi avranno celermente giustizia e sarà assicurata la certezza della pena per chi si macchia di reati.

Le carceri saranno luoghi di recupero sociale.

Ai disabili sarà assicurato l’abbattimento delle barriere architettoniche e il sostegno per le loro necessità.

Ingenti cifre saranno investite nella ricerca e nell’istruzione.

La viabilità di eccellenza consentirà spostamenti veloci ed estremamente sicuri.

I boschi saranno fruibili e produttivi, luoghi dove bambini e adulti potranno stare a contatto con la natura e non bruceranno.

Città pulite e linde senza cumuli di monnezza, dove ogni cittadino farà il suo dovere civico nel rispetto dell’ambiente e di se stesso.

Si pagheranno talmente poche tasse che tutti gli investitori faranno a gara per aprire attività.

Ai lavoratori sarà assicurato un ambiente sicuro dove svolgere le proprie mansioni e saranno remunerati in maniera equa e giusta da potersi permettere anche le ferie estive con tranquillità.

I politici saranno al servizio del popolo e il popolo avrà parte attiva nelle decisioni pubbliche.

Le istituzioni si rispetteranno tra di loro, ognuno per il proprio ruolo e competenze senza alcuna ingerenza, anzi collaborativa e al servizio del bene comune.

Sognare è gratis, fino a quando non troveranno il modo di tassare anche la fantasia su ciò che appare straordinario, ma rappresenta solo la normalità.

Però c’è un però…caro siciliano.

La tua meravigliosa terra, nella quale hai il privilegio di vivere, è un dono di Dio che disprezzi con la tua inciviltà, con la tua strafottenza, con la tua spacconeria da bullo adulto. Ti senti furbo e impunibile ogni qual volta commetti uno sfregio verso la madre che ti nutre, per poi dimostrare tutta la tua debolezza al cospetto di un qualsiasi dominatore e, in ordine di tempo, l’ultimo dominatore sei solo te stesso.

Ogni volta che non fai la raccolta differenziata dei rifiuti, non solo sporchi ma favorisci il malaffare e se il tuo piccolo o grande Comune te la impone, pensi di essere un gradasso gettando il tuo sudiciume nei bordi delle strade che trasformi in discariche a cielo aperto intossicando la tua stessa aria.

Ogni volta che costruisci dove non devi, non solo provochi morte e devastazione, ma danneggi irrimediabilmente la terra di tuo figlio, favorisci un sistema politico corrotto che incorona incapacità e gentaglia e che usa il potere per il potere.

Ogni volta che sei omertoso e intellettualmente disonesto.

Ogni volta che posteggi la tua auto e impedisci la mobilita a chi non ha avuto la tua stessa fortuna anche se in effetti sei solo uno povero cristo a cui manca il cervello.

Caro siciliano, il tifo da stadio, l’insulto gratuito o l’urlo da fans, da qualsiasi parte arriva, è solo un utile esercizio che riempe la pancia per un solo momento, mentre i problemi rimangono allineati e irrisolti.

Che moda è la moda del mantra che invade il web sul nulla e mette alla gogna il malcapitato di turno? Esercizio becero, utile a spaccare, al posto di unire, nei momenti di particolare crisi, in un abbraccio collettivo per risalire la china ed emergere dalle disgrazie che tu, proprio tu, caro siciliano troppo spesso provochi e alimenti.

E come recita il ritornello di una famosa canzone:

“Prima di pretendere qualcosa, prova a pensare a quello che dai tu”

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