Sandro Cardinale (USB) sulla vertenza Formazione: “La Sicilia non può perdere altri posti di lavoro”

Sandro Cardinale (USB) sulla vertenza Formazione: “La Sicilia non può perdere altri posti di lavoro”
9 aprile 2019

“Una società senza lavoro, non è una società libera”, scrive Sandro Cardinale, dell’USB Lavoro Privato dell Siciliaala a due giorni dall’appuntamento romano. Un incontro con il Governo nazionale per affrontare il dramma di migliaia di lavoratori della Sicilia massacrati negli anni passati da scelte adottate dalla Regione siciliana  

da Sandro Cardinale
dell’USB Lavoro Privato dell Sicilia
riceviamo e pubblichiamo

E ora di fare sintesi, l’11 aprile p.v. si terrà presso il Ministero del Lavoro l’incontro istituzionale fra il Governo e la Regione siciliana. Dopo mesi di lunga attesa da parte dei licenziati della Formazione regionale siciliana è arrivato il momento di entrare nel merito della discussione per cercare di trovare la migliore soluzione nell’assicurare un futuro occupazionale ai tanti licenziati e licenziate della Formazione.

Dopo la trasmissione dei dati di tutti i licenziati da parte dei competenti assessorati regionali, necessari per avere una visione più chiara su quanti andranno in pensione e su quanti si potrà applicare l’accompagnamento incentivato alla pensione, si dovrà affrontare l’annosa questione sulle persone da reinserire nel mondo del lavoro.

La USB, che ha seguito sin dall’inizio la vertenza, auspica che vengano rispettate le tutele di cui godevano i lavoratori della Formazione professionale, Servizi/Interventi. Siamo certi che, da parte del Governo nazionale, ci sia la massima disponibilità nella risoluzione definitiva della vertenza, come peraltro ha già fatto con altre realtà lavorative come, per esempio, la Blutec di Termini Imerese.

La USB seguirà con molta attenzione la vertenza a tutela di tutti i licenziati della Formazione professionale, Sportelli/Interventi. Si dice fiduciosa dell’operato del Governo, richiamando al buon senso il Governo regionale.

La Sicilia non può permettersi ulteriori perdite di posti di lavoro, già pesantemente colpita dall’alta percentuale di disoccupazione e soprattutto non può permettersi l’allontanamento di propri figli che lasciano la propria terra in cerca di lavoro.

Una società senza lavoro, non è una società libera.

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