L’Equinozio di Primavera e il mistero della Sfinge nella Piana di Giza in Egitto

L’Equinozio di Primavera e il mistero della Sfinge nella Piana di Giza in Egitto
20 marzo 2019

Una riflessione, anzi un racconto ameno nel giorno dell’Equinozio di Primavera che cade alle 22 e 58 di oggi 20 Marzo 2019. Una lettura che ci riporta indietro nel tempo

di Maddalena Albanese

“Con il termine Equinozio, ci si dovrebbe riferire non a un giorno, ma a un istante. Quello in cui il Sole attraversa, passando dall’emisfero australe a quello boreale, in marzo (e viceversa in settembre durante l’equinozio di autunno), l’orizzonte celeste e tocca il cosiddetto punto vernale: ovvero l’intersezione tra l’ eclittica e l’equatore celeste. Il giorno dell’equinozio di Primavera, come quello di Autunno, è quello in cui il Sole sorge perfettamente ad Est, tramonta perfettamente ad Ovest e a Mezzogiorno si trova allo Zenith”.

Quest’anno l’Equinozio di Primavera cade proprio oggi – 20.03.2019 – alle ore 20.58. Leggendo questi dati su Google ci siamo ricordati di alcune lettura fatte qualche anno fa sull’Equinozio di Primavera e sulla Sfinge della Piana di Giza, in Egitto.

I monumenti più grandi della Piana di Giza – le tre Piramidi di Cheope, Kefren e Micerino e la Sfinge – sono sempre state attribuite alla Civiltà Egizia che si è sviluppata dal 3900 a.C. circa al 300 a.C circa.

Ma la disposizione delle tre Piramidi e della Sfinge e del fiume Nilo che vi scorre vicino hanno suscitato l’interesse di studiosi di archeologia ‘alternativa’, peraltro abbastanza noti ed anche piuttosto controversi: Graham Hancock, John West, Robert Bauval, solo per citarne alcuni. Secondo le loro teorie, la Piana di Giza rappresenterebbe la Volta Celeste, il fiume Nilo la Via Lattea, le tre Piramidi di Giza le tre stelle della Cintura di Orione e la Sfinge la Costellazione del Leone. Tutti disposti secondo una fedele riproduzione della disposizione di questi astri presente nella Volta Celeste del…10500 a.C.

I conti non tornano. Secondo queste teorie, i monumenti in questione sarebbero stati costruiti da una Civiltà molto più antica di quella Egizia, che poi ne sarebbe solo diventata depositaria e custode e, sempre secondo queste teorie, questa Antica Civiltà avrebbe potuto essere parte di una diaspora di popoli che avrebbero colonizzato altre terre. Infatti, la disposizione di templi e monumenti secondo un’architettura organizzata quale “fedele riproduzione” di corpi celesti, la ritroveremmo, sempre secondo queste tesi, presso Civiltà precolombiane nelle Americhe ed anche presso Civiltà che hanno colonizzato il Sud Est asiatico (v. ad esempio i templi di Angkor Wat).

Che c’entra tutto questo con l’Equinozio di Primavera? C’entra, c’entra…
La Sfinge al tempo della sua costruzione avrebbe avuto una testa molto più grande rispetto a quella attuale (che infatti è sproporzionatamente piccola rispetto al corpo) ed avrebbe avuto le fattezze di un leone. Scrivono a tal proposito Graham Hancock e Robert Bauval ne Il mistero di Marte:

“…abbiamo dimostrato con prove sostanziali che la mappa stellare che è replicata sulla piana di Giza nella disposizione delle Piramidi e della Sfinge rappresenti le costellazioni di Orione e del Leone osservate all’alba dell’equinozio di primavera durante l’era era astronomica del Leone (ovvero l’epoca in cui il Sole si trovava all’interno della costellazione del Leone durante l’Equinozio di primavera). Come tutte le epoche precessionali, si trattò di un periodo di 2 160 anni. Viene generalmente calcolato che cada tra il 10 970 e l’8 810 a.C. del calendario gregoriano”.

Tutto questo perché questa presunta Antica Civiltà pre-egiziana avrebbe voluto rendere omaggio agli astri e “congelare” sulla Terra un’immagine del Cielo. Che la Sfinge possa essere precedente al tempo in cui la Civiltà Egizia ha occupato la Piana di Giza e il territorio dell’Egitto, sarebbe dimostrato (per noi è difficile usare questo verbo in maniera così disinvolta, ma stiamo pur sempre parlando di archeologia alternativa) dai segni che plasmano i fianchi del leone di pietra. I segni a cui facciamo riferimento sono stati lasciati dall’acqua e, in particolare, secondo lo studioso John West e lo stimato paleontologo Robert Schoch, dalla pioggia. Ma i tempi in cui l’Egitto era stato ricco di piogge si fermava a molte migliaia di anni prima dello sviluppo della Civiltà Egizia. I conti tornerebbero tutti.

Comunque, noi siamo solo lettori, non sicuramente studiosi di archeologia ortodossa o alternativa che sia, e questo divertissement l’abbiamo voluto solo presentare perché il termine “Equinozio di Primavera” ci ha fatto ricordare tante amene lettura passate.

Quindi, buone letture e … Buona Primavera a tutti.

Foto tratta da youreporter.it

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