Palermo, paesaggio dopo la ‘battaglia’ sui rifiuti in via Serradifalco

Palermo, paesaggio dopo la ‘battaglia’ sui rifiuti in via Serradifalco
1 marzo 2019

Via Serradifalco è il paradigma del fallimento della gestione dei rifiuti a Palermo. Da una settimana le due auto incediate con il rogo di rifiuti sono lì, ad aspettare ‘Godot’… Ma lo sapete qual è il dato surreale dei rifiuti nel bel mezzo delle strade di Palermo? Che la Sicilia, annuncia il presidente Nello Musumeci, è “sempre più protagonista a livello nazionale ed europeo sul tema del riciclo e del rispetto ambientale”. E ha ragione: per i ‘successi’ raggiunti parteciperà alla ‘Settimana europea per la riduzione dei rifiuti’, che si svolgerà a Roma il 6 marzo al ministero dell’Ambiente… 

La foto che vedete sopra è stata scattata ieri a Palermo all’incrocio tra via Tommaso Aversa e via Serradifalco. I rifiuti dati alle fiamme insieme con due automobili è un fatto che risale alla scorsa settimana. Ne ha dato contezza, il 24 febbraio, la consigliera comunale Sabrina Figuccia:

“La storia di Via Tommaso Aversa, nel cuore del quartiere Noce, tra le periferie dimenticate della nostra città inizia circa un anno fa, quando si dà il via al secondo step della raccolta differenziata per molti cittadini del quartiere. Esatto per molti, ma non per tutti! Infatti la via in questione non rientra nel progetto, ma i cassonetti per la raccolta indifferenziata in zona diventano davvero merce rara e così i residenti chiedono a gran voce di poter avere anche loro il grande privilegio di diventare cittadini ‘civili’ e quindi di avere in dotazione i cassonetti per la raccolta differenziata. Ma niente da fare e così gradualmente l’angolo fra la Via Tommaso Aversa e la Via Serradifalco si trasforma in una vera e propria discarica”.

“Ho chiesto più volte alle istituzioni competenti di intervenire, anche, in estrema ratio, ripristinando i vecchi cassonetti per l’indifferenziata, ma la miopia di questa amministrazione ha prevalso. Ed oggi ecco il risultato, roghi di rifiuti, macchine incendiate e danni persino alle abitazioni, per non parlare dei rischi per la salute pubblica. Per questo ho già scritto al Prefetto di Palermo, Antonella De Miro, chiedendo di intervenire nel suo ruolo di garante dell’ordine e della sicurezza pubblica. Sono certa che, a differenza del Sindaco Leoluca Orlando, forse troppo impegnato a curare la sua immagine internazionale, saprà intervenire tempestivamente”.

Noi che abitiamo a poche centinaia di metri dal rogo che ha coinvolto due automobili possiamo certificare che, fino a ieri pomeriggio, non è intervenuto nessuno. Anzi, per la verità, sono intervenuti i cittadini, che hanno ricoperto di nuova immondizia l’immondizia che era stata data alle fiamme.

Possiamo infatti garantire che, dopo l’incendio, i residui dei rifiuti bruciati non sono stati toccati: evidentemente, nessuno dei mille e 840 dipendenti della RAP ha trovato il tempo di andarli a togliere. Del resto, a purificare il tutto ha pensato il fuoco…

E siccome – come già accennato – noi in questo quartiere ci viviamo, possiamo garantire che, da quando è iniziata la ‘raccolta differenziata’ dei rifiuti, in via Serradifalco – nel tratto che va da via Cataldo Parisio a Piazza Principe di Camporeale – si formano da tre a quattro cumuli di immondizia: immondizia che rimane lì per giorni e giorni e che, ogni tanto, viene raccolta con i mezzi meccanici: ma per ‘fortuna’ la sporcizia non viene mai rimossa e via Serradifalco rimane sempre sporca come una “città mediorientale” (vediamo se indovinate di chi è tale definizione…).

Ovviamente, non è solo via Serradifalco, a Palermo, ad essere ‘arricchita’ dal tocco ‘mediorientale’ della munnizza: mezza città è combinata così.

E mentre l’immondizia trionfa a Palermo e in tante zone della Sicilia non possiamo fare a meno di proporvi il seguente comunicato stampa del Governo regionale:

“Sicilia sempre più protagonista a livello nazionale ed europeo sul tema del riciclo e del rispetto ambientale. Sono isolani, infatti, cinque finalisti, in cinque categorie, della ‘Settimana europea per la riduzione dei rifiuti’, che si svolgerà a Roma il 6 marzo al ministero dell’Ambiente. Per la sezione ‘Scuole’ è stata selezionata l’azione coordinata dal dipartimento Acqua e rifiuti e dall’insegnante Gabriella Barchitta: ‘Ambasciatori ambientali per la Serr’. Per le imprese, alla fase conclusiva è stata ammessa la Kalat ambiente Srr, con ‘Dove lo butto: impariamo a scuola’, di Grammichele, nel Catanese. Per la categoria ‘Pubbliche amministrazioni’ in finale è la Città metropolitana di Catania con ‘Carovana Catania pulita’. Per il settore riservato alle associazioni, invece, con il progetto ‘Dal cassetto al riciclo perfetto’ partecipa la Eticologica di Marsala, in provincia di Trapani. Infine, il Comitato mamme in comune con ‘Ric-conosciamo il rifiuto’ di Paternò, nel territorio etneo, concorre per la categoria ‘Cittadini’”.

“Ancora una volta – evidenzia il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci – viene riconosciuto lo straordinario processo di sensibilizzazione alla tutela dell’ambiente in atto in Sicilia. Sempre più cittadini, e in particolare le fasce più giovani, stanno maturando la consapevolezza che un mondo più pulito passa inevitabilmente attraverso l’acquisizione di quella consapevolezza votata alla cultura e al rispetto ambientale”.

“Già lo scorso anno l’azione #SiciliaPulita, coordinata dal dipartimento acqua e rifiuti ha vinto il primo premio nazionale facendo balzare, in positivo, la Regione siciliana agli onori della cronaca ambientale in Italia. Traguardo che è stato anche salutato con l’ammissione della Sicilia nel board nazionale promotore della #Serr, (composto da ministero dell’Ambiente, Utilitalia già Federambiente, Anci, Città metropolitana di Torino, Città metropolitana di Roma capitale, Legambiente, Aica, Erica ed Eco dalle città)”.

Fatta salva la buona volontà delle scuole siciliane, dei docenti e degli studenti – che su tale materia sono molto più avanti di chi amministra la cosa pubblica in Sicilia – ci chiediamo e chiediamo:

ma questi signori del Ministero dell’Ambiente, Utilitalia già Federambiente, Anci, Città metropolitana di Torino, Città metropolitana di Roma capitale, Legambiente, Aica, Erica ed Eco dalle città hanno mai messo piede a Palermo? Lo sanno che, nel capoluogo siciliano – dove ha sede il Governo di Nello Musumeci – a munnizza ‘mmenzu ‘i strati è la norma?

La verità è che la Sicilia di Nello Musumeci e Leoluca Orlando è surreale…

P.s.

Domanda finale al numero uno della RAP, Giuseppe Norata: la situazione non si doveva normalizzare dopo l’Epifania? Che facciamo, ci aggiorniamo a Carnevale?   

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