La nostra proposta sui vitalizi per gli ex parlamentari dell’Ars

La nostra proposta sui vitalizi per gli ex parlamentari dell’Ars
1 marzo 2019

Cominciamo a fare un po’ di chiarezza sui vitalizi degli ex parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana. Partendo dal presupposto che chi ha svolto il ruolo di deputato regionale ha investito il proprio tempo e, quindi, una parte della propria vita in un’attività al servizio della collettività. E il vitalizio deve restare perché è un fatto di civiltà. Senza esagerazioni, però

Infuriano, in queste ore, le polemiche sui vitalizi che il Parlamento siciliano paga ogni anno agli ex parlamentari regionali. Sembra che la cifra ‘viaggi’ intorno ai 18 milioni di euro all’anno. Una cifra colossale che va ridimensionata.

Va dato merito al Movimento 5 Stelle di aver trovato il modo per ‘convincere’ gli attuali ‘capi’ della vecchia politica siciliana a ridurre i vitalizi dell’Ars. E’ bastata una semplice norma nazionale che prevede tagli per le Regioni che non ridurranno i vitalizi agli ex consiglieri regionali e – nel caso della Sicilia – agli ex deputati per costringere anche la Sicilia a ridurre tali vitalizi.

Giancarlo Cancelleri, parlamentari dei grillini, spiega che se l’Assemblea regionale siciliana non ridurrà i vitalizi, la Regione siciliana rischia di perdere circa 70 milioni di euro.

Giunti a questo punto, noi vogliamo lanciare la nostra proposta. partendo dal presupposto che chi ha fatto politica ricoprendo il ruolo di parlamentare non ha potuto svolgere il proprio lavoro e, di conseguenza, il vitalizio è un fatto di civiltà. Ma senza esagerazioni.

Cominciamo con un paio di precisazioni.

La prima è che ci sono vitalizi che non vanno oltre i mille e 500 euro al mese. Ebbene, come ora proveremo a illustrare, questi, a nostro modesto avviso, non vanno ridotti, semmai lievemente incrementati.

La seconda precisazione è che ci sono ex parlamentari dell’Ars che percepiscono sia il vitalizio del Parlamento siciliano, sia il vitalizio del Parlamento nazionale. Ebbene, per questi ultimi – che non sono pochi e che, forse, sono la maggioranza – il ricalcolo va fatto sommando i due vitalizi e non considerando soltanto il vitalizio pagato dall’Ars. 

Ecco, qui di seguito – anche alla luce delle due precisazioni di cui sopra – la nostra proposta.

Introdurre un vitalizio minimo di 2 mila euro mensili.

Calcolare gli eventuali aumenti, com’è stato fatto fino ad oggi, in base al numero di legislature, non andando oltre il tetto di 4 mila euro mensili.

In pratica, tutti i vitalizi pagati oggi dall’Ars che superano i 4 mila euro mensili andranno ridotti a 4 mila euro mensili: somma che, lo ribadiamo, dovrebbe diventare il tetto massimo.

Questo significa che se un ex parlamentare nazionale che è stato anche parlamentare regionale percepisce, in quanto ex parlamentare nazionale, da 4 mila euro in su, ebbene, non ha più diritto al vitalizio dell’Ars.

La reversibilità deve restare – dimezzata – solo per il coniuge. Vanno eliminate le forme di reversibilità verso i figli, se esistono ancora.

Foto tratta da vivimazara.com

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