Il Governo Musumeci ci ripensa: niente più ricorso contro i tagli dei vitalizi

Il Governo Musumeci ci ripensa: niente più ricorso contro i tagli dei vitalizi
27 febbraio 2019

Ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge nazionale che prevede i tagli agli ex parlamentari? Il Governo regionale di nello Musumeci, che era orientato a rivolgersi alla Consulta per provare a bloccare questa legge, ci avrebbe ripensato

Il Governo regionale di Nello Musumeci ci ripensa: niente più ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge nazionale che ha introdotto il taglio dei vitalizi agli ex parlamentari. In realtà, questa norma potrebbe non essere applicata in Sicilia: ma la Regione siciliana perderebbe circa 30 milioni di euro all’anno. E’ questa, grosso modo, la penalizzazione prevista dalla legge nazionale per le Regioni che non ridurranno gli importi dei vitalizi per gli ex deputati e ex presidenti della Regione per la Sicilia e dei consiglieri regionali nelle Regioni a Statuto ordinario.

La notizia, fino a qualche ora fa, era che il Governo regionale avrebbe applicato la legge ‘sfoltendo’ i vitalizi anche agli ex presidenti della Regione, agli ex assessori e agli ex deputati regionali, presentando, però, ricorso presso la Corte Costituzionale (VE NE ABBIAMO PARLATO QUI).

La novità, adesso, che leggiamo in un articolo del Giornale di Sicilia on lin e (QUI L’ARTICOLO), è che il Governo regionale ci avrebbe ripensato: niente più ricorso alla Consulta avverso la legge nazionale taglia-vitalizi.

“La decisione – leggiamo nel Giornale di Sicilia on line – è arrivata ieri sera nel corso della giunta riunita dal governatore Nello Musumeci. In un post su Fb, il presidente della Regione ha chiarito che oggi “a margine dei lavori dell’Ars si affronterà il profilo della norma relativa alla illegittima riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato”.

Perché il Governo Musumeci avrebbe fatto marcia indietro? Per evitare, leggiamo sempre sul Giornale di Sicilia on line, “uno scontro istituzionale col governo nazionale, spedendo alla Consulta una delle norme manifesto della legge di stabilità fatta approvare da Luigi Di Maio. L’impugnativa, peraltro, avrebbe potuto turbare la trattativa in corso al ministero dell’Economia per ottenere il permesso di spalmare in 30 anni invece che in 3 il maxi disavanzo individuato dalla Corte dei Conti”.

A noi questa tesi convince fino a un certo punto: perché come scriviamo ormai da oltre una settimana, non è il Governo nazionale che deve decidere se la Regione siciliana può ‘spalmare’ o no il ‘buco’ finanziario di 2,1 miliardi di euro, perché esiste già una recente sentenza della Corte Costituzionale che vieta espressamente agli enti locali – e quindi anche alla Regioni – di consentire il pagamento in  trent’anni dei disavanzi.

Ma su questo punto saremo ancora più esaustivi tra oggi e domani, pubblicando un parere che approfondisce proprio questo delicatissimo tema.

 

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