Tangentopoli del mare/ L’ex governatore dell’antimafia a processo per corruzione (in buona compagnia)

Tangentopoli del mare/ L’ex governatore dell’antimafia a processo per corruzione (in buona compagnia)
19 febbraio 2019

“Una rivoluzione”. Così, nel novembre del 2012, Rosario Crocetta salutava la sua elezione alla presidenza della Regione. Poco più di sei anni dopo per il Fidel Castro mancato della Sicilia c’è un brutto epilogo: rinviato a giudizio insieme con l’ex parlamentare Simona Vicari, con la parlamentare Marianna Caronia e con funzionari regionali che andavano a braccetto con gli armatori. la Giustizia proverà a svelare la trama di quello che i pm hanno definito un vero e proprio romanzo della corruzione

Si è sciolta come neve al sole tutta la propaganda dell’antimafia siciliana. Dopo il caso eclatante di Antonello Montante (l’ex leader di Confindustria Sicilia che, insieme alla sua cricca, aveva messo le mani sulla Regione e sui suoi enti economici sotto la bandiera dell’antimafia), adesso tocca ad un personaggio che per anni si è riempito la bocca con la parola ‘legalità e rivoluzione della legalità’: parliamo dell’ex governatore, Rosario Crocetta, vicino alla cricca Montante e da sempre sodale dell’ex senatore del PD, Giuseppe ‘Beppe’ Lumia.

La sua prosa antimafiosa si è inceppata in Mare Mostrum, l’inchiesta conosciuta come la Tangentopoli del mare che sta facendo tremare politici, burocrati e lobby imprenditoriali. Si tratta di ‘roba’ pesante: i magistrati di Trapani e Palermo, che parlano di un vero e proprio ‘romanzo della corruzione’, hanno svelato trame fatte di corruzione, uso spregiudicato di risorse pubbliche, tangenti, regalie e uso delle istituzioni per interessi privati. Una vera e propria bomba giudiziaria sulla Sicilia del malaffare (sotto, in allegato alcuni approfondimenti) che ha colpito in pieno anche Rosario Crocetta.

La notizia di questi giorni è che c’è il rinvio a giudizio: niente bla, bla, ma ftti di cui dovrà rispondere in Tribunale.

Lo accusano di avere intascato 10mila euro dalla famiglia di armatori Morace. In cambio – sempre secondo gli inquirenti – Crocetta si sarebbe prestato al gioco degli armatori interessati a ricevere più finanziamenti e più ‘coccole’ al bisogno. Sarà il processo a dire come stanno le cose.

C’è da dire che questa è una storia che gira intorno ad una marea di soldi pubblici. Il sostituto procuratore Francesco Gualtieri e l’aggiunto Sergio Demontis hanno quantificato in 10 milioni di euro i guadagni facili ottenuti dai Morace. Soldi pubblici.

Più che l’entità della somma versata a Crocetta, va considerata- ed è questo che probabilmente stanno facendo i Pm- l’entità dei ‘favori’ concessi.

E così cade un altro mito, se mito è mai stato, considerando che le sue ‘amicizie’ hanno sempre smentito le sue parole.

Crocetta è in buona compagnia: rinviata a giudizio anche l’ex sottosegretario alle Infrastrutture, Simona Vicari, nota alle cronache per avere ricevuto regali preziosi dagli armatori (si parla di Rolex e altri orologi di lusso) in cambio di alcuni favori elargiti quando sedeva tra gli scranni del Parlamento nazionale (da ricordare che la vicenda dei trasporti marittimi siciliani arriva fino a Roma sia per quanto riguarda la ‘distrazione’ dell’Antitrust sul monopolio in questo settore, sia per quanto riguarda la vendita dell’allora Siremar).

Rinviata a giudizio anche Marianna Caronia, deputata all’Ars – che, roba dell’altro mondo, è ancora vice presidente della commissione del Parlamento regionale che si occupa di Trasporti… (in allegato qualche focus sul suo ruolo). Ipotesi dei PM: aver assecondato la richiesta dei Morace di non nominare consulente della commissione parlamentare dell’Ars in materia di collegamenti marittimi il comandante, Giuseppe Prestigiacomo.

Insomma, secondo l’accusa politici e funzionari regionali erano al servizio degli armatori disponendo delle istituzioni e dei soldi pubblici come fossero cosa loro.

I pm Gualtieri e De Montis hanno chiesto il rinvio a giudizio, oltre che dei già citati, ovviamente anche degli armatori Ettore e Vittorio Morace, dell’ex vice presidente della commissione antimafia regionale Mimmo Fazio (“al soldo dei Morace” dicono i magistrati mentre svolgeva il suo ruolo di deputato dell’Ars), della ex dirigente del dipartimento Trasporti, Salvatrice Severino (che, sempre secondo l’accusa, avrebbe si ‘occupava’ dei bandi…) , dell’ex segretario particolare dell’ormai ex assessore regionale Giovanni Pistorio, Giuseppe Montalto, e ancora di Massimo Finocchiaro, Sergio Bagarella, Lucio Cipolla, Elisabetta Miceli, Giacomo Monteleone

Va ricordato che questa è il filone dell’inchiesta dei magistrati di Palermo. Ma c’è anche la Procura di Trapani a indagare e da lì, c’è da scommetterci, arriveranno nuove sorprese.

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