L’arte del poster in Wiesław Wałkuski, ovvero l’angoscia onirica

L’arte del poster in Wiesław Wałkuski, ovvero l’angoscia onirica
5 febbraio 2019

L’autore, illustratore e affichiste polacco,  è conosciuto principalmente in Germania e negli Stati Uniti d’America. L’estrema necessità di sintesi e d’impatto immediato di chi si cimenta con questa forma di creazione artistica ha qualcosa in comune con le necessità grafiche dell’emergente mondo digitale

di James Hansen – Nota Design

Wiesław Wałkuski è un illustratore e affichiste polacco diplomato alle Belle Arti di Varsavia. Oggi 63enne, è noto nel suo Paese d’origine soprattutto per i manifesti cinematografici e teatrali, come l’esemplare che riportiamo sopra – per una produzione polacca di “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi, opera presentata per la prima volta il 17 febbraio 1859 al Teatro Apollo di Roma.

Walkuski è uno specialista dell’angoscia “onirica” e ha un talento particolare per creare eleganti immagini che tendono a rovinare il sonno. Al di fuori della Polonia, è conosciuto principalmente in Germania e negli Usa.

Forse per una certa sovraesposizione, l’arte del poster non è più apprezzata come una volta. In Italia, per molti versi una delle “culle” della specialità, è possibile che la notevole abilità in materia dei grafici del ventennio fascista abbia reso l’opera di due generazioni di cartellonisti – personaggi come Gino Boccasile, Plinio Codognato e Umberto Di Lazzaro – politicamente impresentabile sui muri degli appartamenti dove figurava invece la gigantografia di James Dean o di Marilyn Monroe. Poi, i tempi cambiano…

Comunque sia, l’estrema necessità di sintesi e d’impatto immediato ha qualcosa in comune con le necessità grafiche dell’emergente mondo digitale. Il poster non è facile da fare, ma è facile da guardare. Ha un futuro, anche se ha troppo passato.

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