I migranti della Sea Watch in mezzo al mare servono solo a fare perdere voti ai grillini. Ma… / MATTINALE 263

I migranti della Sea Watch in mezzo al mare servono solo a fare perdere voti ai grillini. Ma… / MATTINALE 263
26 gennaio 2019

Quella dei cinquanta migranti dell’imbarcazione Sea Watch bloccati davanti alle coste siciliane, con molta probabilità, è un’operazione voluta dai liberisti che governano ciò che resta dell’Unione europea (a parte l’euro, molto poco ormai). Obiettivo: cercare di far perdere voti al Movimento 5 Stelle, che gli ‘europeisti’ considerano come il focolaio dell’ ‘infezione’ populista. Ma non hanno fatto i conti con la magistratura che, facendo solo il proprio mestiere, ha rimescolato le carte

Il gioco lo conduce l’Unione europea dell’euro, che sfrutta il leader della Lega e Ministro degli Interni, Matteo Salvini, che con faccia truce ribadisce un giorno sì e l’altro pure:

“Porti italiani chiusi!”.

(A che titolo il Ministro degli Interni decida di ‘chiudere’ i porti italiani non si capisce: ma questo ormai è un dettaglio…).

Questo avviene mentre di fronte alle coste della Sicilia – Regione italiana scelta ovviamente ‘a caso’… – un’imbarcazione con una cinquantina di migranti – la Sea Watch – chiede di potere attraccare per far sbarcare queste persone.

Se le autorità italiane decidessero di far sbarcare i migranti finirebbe tutto: quello che nessuno vuole, perché finirebbe il ‘gioco’ che ha, come obiettivo finale, quello di fare perdere voti al Movimento 5 Stelle. 

Vediamo, prima di entrare nel dettaglio, chi sono i protagonisti di questa vicenda, che non sono tutti d’accordo tra loro: ma tutti, in un modo o nell’altro, cooperano affinché tutto riesca al meglio, provando magari a lucrare qualcosa.

Cominciamo con i mercanti di uomini, ovvero coloro i quali, in questi anni, hanno guadagnato montagne di denaro organizzando i trasporti via mare dei migranti. Sono quelli che, in questa storia, hanno perso di più perché, almeno fino ad ora, il giocattolo si è rotto. Sono in fila nella speranza, molto remota, che gli anni dei grandi affari ritornino: ma sanno che non è così, perché nessun Paese dell’Unione europea vuole più migranti.

Poi ci sono le navi delle ONG. Questi sono i ‘filantropi’: uomini, donne, medici, infermieri, teologi, seguaci di Tommaso Campanella e di Tommaso Moro e ‘intellettuali’ vari che solcano intrepidi le acque procellose del Mediterraneo alla disperata ricerca di vite umane da salvare… Per ora sono un po’ in disarmo, perché ormai, per sistemare 40-50 migranti si devono riunire i Governi dei 27 Paesi della UE, deve intervenire la Commissione europea, quello li vuole, quello se li vuole prendere, una parte sì, una parte no, ma, se, però. Anche per loro, con gli attuali chiari di luna, non c’è molto da sperare.

Un ruolo a sé lo svolge Malta. E’ il Paese europeo che, in proporzione alla propria popolazione, ha dato aiuto, ha ospitato e ospita più migranti. Ma per misteriosi motivi viene etichettato come Paese inospitale. Perché? Perché fa comodo: siccome è la prima parte d’Europa a tiro dei migranti dire “Malta non li vuole” è liberatorio: un ottimo lavaggio di coscienza. Questo non vale per i leghisti: per carità, non perché non abbiano una coscienza, ma perché non è facile ragionare con le proporzioni con Salvini che tira solo colpi di ascia tagliando carne e ossi…

Non mancano i sindaci – che avendo sui porti italiani le stesse competenze di Salvini, cioè nessuna competenza – vogliono invece “aprire i porti”. I sindaci – che in questa storia sono tutti di centrosinistra – si sono ritagliati la parte dei ‘buoni’ contro il ‘cattivo’ Salvini. Con l’occasione – è il caso di Palermo – il sindaco di questa città, Leoluca Orlando, invece di parlare del bilancio comunale ‘bocciato’ da Roma, della munnizza non raccolta per le strade e, in generale, di una città allo sbando, parla dei migranti. Vi pare poco?

Poi c’è la rete. Dove i tifosi di Salvini e i suoi denigratori si scatenano.

“Se toccheranno Salvini sarà rivoluzione”, scrivono i primi, dimenticando che le “rivoluzioni”, in Italia, sono impossibili (vedere Leo Longanesi, Ennio Flaiano e, magari, Mario Missiroli).

“In mare ci sono vite umane”, replicano, Libro Cuore alla mano, i nemici di Salvini.

I veri protagonisti di questa storia non sono i leghisti – che come detto all’inizio lavorano per il vecchio sistema e sono ormai perfettamente in linea con l’Unione europea: non a caso hanno voluto la TAP in Puglia e vogliono l’Alta velocità al Nord – ma i grillini, che è la forza politica che gli ‘europeisti’ sperano di sacrificare.

C’è anche il PD e, in generale, quello che resta della sinistra italiana (in proporzione, ancora meno di ciò che resta dell’Unione europea). Attaccando il ‘cattivo’ e ‘inumano’ Salvini e i “5 Stelle che lo appoggiano”, i dirigenti di questo partito sperano di recuperare voti. Il conto che fanno non è sbagliato: in genere, in queste storie, un Paese si divide a metà: e loro sperano di toccare i cuori (e di acchiappare i voti) del 50% degli italiani che vuole che i migranti sbarchino: ma, come vedremo, i conti potrebbero risultare sbagliati se Salvini decidesse di farsi processare.

Eh già, perché nel bel mezzo di questa storia il Tribunale dei Ministri di Catania ha chiesto l’autorizzazione a procedere contro il Ministro Salvini per il ‘caso’ della nave Diciotti che, la scorsa estate, è stata bloccata nel porto di Catania dal Ministro blocca-porti.

La magistratura non fa parte di questo gioco: si limita a fare il proprio lavoro. Che i magistrati non c’entrino nulla con la gestione ‘politica’ di questa vicenda lo dimostra il fatto che la richiesta di autorizzazione a procedere rischia di rovinare tutto. Vediamo il perché.

Questa storia – come abbiamo scritto all’inizio – serve, anzi sarebbe dovuta servire per screditare i 5 Stelle. Perché riflettendoci, con la storia dei porti bloccati Salvini ci guadagna, perché rafforza la sua posizione in quella parte di Italia che non vuole più migranti.

Ci guadagnano anche i poteri – legati all’Unione europea dell’euro – che prima hanno usato Matteo Renzi e il PD e che adesso hanno puntato su Salvini.

Il gioco avrebbe dovuto essere il seguente.

Arriva una nave con una cinquantina di migranti. Salvini la blocca mettendo in difficoltà il Movimento 5 Stelle che, su tale argomento, non ha la stessa posizione dei leghisti.

Il gioco doveva andare in scena con il comandante della nave che chiede di sbarcare, Salvini che si oppone (e guadagna voti), i sindaci di centrosinistra che protestano (e provano a guadagnare voti sulla metà d’Italia favorevole a far sbarcare la nave) e i grillini che abbozzano, non potendo rompere con Salvini, perché una crisi di Governo ed eventuali elezioni anticipate, in questa fase, li vedrebbe sfavoriti.

Ma – inaspettatamente – irrompe la magistratura che chiede al Senato l’autorizzazione ad indagare su Salvini.

Il centrosinistra cerca di sfruttare la situazione a proprio vantaggio:

“Adesso i grillini che faranno?”.

Se i grillini dovessero opporsi alla richiesta della magistratura di procedere contro il Ministro Salvini perderebbero la faccia. Se dovessero votare a favore addio al Governo.

“Li abbiamo fregati!”, gongolavano gli esponenti del centrosinistra e gli ‘europeisti’.

Invece è arrivata la doccia fredda per il centrosinistra e per gli ‘europeisti’. Il senatore del Movimento 5 Stelle, Gianluigi Paragone, dà la linea politica ai grillini:

“Credo che il Ministro non voglia sottrarsi al processo. Magari anche la Lega potrebbe sorprendere e votare sì”.

Che è successo? Crisi di Governo ed elezioni anticipate in vista? Tutto è possibile. Ma, appunto perché tutto è possibile, è possibile anche che Salvini si sia fatto quattro conti: se si fa processare e viene assolto guadagnerà una barca di voti perché sarà la magistratura a certificare la correttezza del suo operato; se verrà condannato guadagnerà ancora più voti, perché passerà per vittima.

Insomma, la situazione – nata per ‘incaprettare’ politicamente il Movimento 5 Stelle – si è ingarbugliata. I grillini, avallando l’autorizzazione a procedere contro il Ministro Salvini, ne usciranno bene; Salvini ci ha già guadagnato e continuerà a guadagnarci.

Tutto questo a tre mesi dal voto per le elezioni europee. Davvero ‘geniali’ i signori dell’Unione europea dell’euro che, dopo aver puntato su Renzi perdendo la battaglia sull’agognato stravolgimento della Costituzione italiana, cominciano adesso a pensare che, anche questa volta, potrebbero aver scelto il cavallo sbagliato…

Foto tratta da ilfattoquotidiano.it 

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