Appello per i disoccupati degli appalti Cmc: ma in Sicilia tutti i disoccupati sono sullo stesso piano

Appello per i disoccupati degli appalti Cmc: ma in Sicilia tutti i disoccupati sono sullo stesso piano
26 gennaio 2019

Solidarietà ai 2 mila e 500 lavoratori disoccupati degli appalti ‘eterni’ targati Cmc: le strade Palermo-Agrigento e Caltanissetta-Agrigento e la Metropolitana di Catania. Ma ricordiamo che in Sicilia ci sono migliaia di lavoratori rimasti disoccupati non da qualche mese, ma da anni: come i lavoratori della Formazione professionale e degli Sportelli multifunzionali e altri ancora. Ancora: le strade provinciali abbandonate non sono meno importanti  

Gli appalti ‘eterni’ delle strade Palermo-Agrigento, Agrigento-Caltanissetta e delle Metropolitana di Catania hanno la precedenza sullo sfascio di tutte le altre strade (e in alcuni casi anche delle autostrade) della Sicilia? E perché? Ancora: se questi grandi appalti sono stati aggiudicati al gruppo Cmc come mai, gli stessi lavori, sono finiti a “oltre 100 imprese siciliane?”. Non sarebbe stato più logico affidare questi lavori alle “oltre 100 imprese siciliane”, senza bisogno di far scendere in Sicilia il gruppo Cmc, sigla che sta per Cooperativa muratori e cementisti, colosso della Lega delle cooperative?

Queste ed altre domande ci vengono in mente nel leggere l’appello del  “Comitato creditori del gruppo Cmc per i lavori pubblici in Sicilia”.

“Il governo nazionale – leggiamo nell’appello – assuma finalmente una posizione chiara e decisa sulla crisi della Cmc di Ravenna, che in Sicilia ha messo sul lastrico oltre cento imprese e 2.500 lavoratori. Anticipi soldi ai creditori siciliani del Gruppo per consentire la ripresa immediata dei lavori sulla Agrigento-Palermo, sulla Agrigento-Caltanissetta e sulla metropolitana di Catania, e sia poi lo stesso governo a rivalersi sulla Cmc affrontando le lunghe procedure concorsuali di recupero crediti che noi non potremmo sopportare, anche fino all’escussione delle polizze fidejussorie”.

Così, tanto per capire: il Governo nazionale (cioè i cittadini italiani) dovrebbe anticipare i “soldi ai creditori siciliani” del gruppo Cmc, e poi lo stesso Governo nazionale (cioè gli stessi cittadini italiani) si dovrebbe rivalere sulla Cmc “affrontando le lunghe procedure concorsuali di recupero crediti”.

Per la cronaca, va detto che in Sicilia, tra Formazione professionale e Sportelli multifunzionali ci sono circa 8 mila persone licenziate. Ai 2 mila e 500 lavoratori delle cento imprese che hanno lavorato per la Cmc rimasti disoccupati va tutta la nostra solidarietà: ma perché dovrebbero passare davanti a persone che disoccupate lo sono già da anni?

Anche il resto dell’appello non ci convince molto:

“Interi quartieri a Caltanissetta sono rimasti tagliati fuori dal mondo, a causa dei cantieri che hanno interessato la zona devastando le strade di collegamento e dell’improvvisa interruzione dei lavori di ripristino che la Cmc aveva avviato. Per la stessa ragione, sono state sospese le autolinee che collegano diversi centri lungo la Palermo-Agrigento perché gli autobus non possono transitare più dove si sono create strettoie, impedendo a pendolari e studenti di usufruire dei mezzi pubblici. E lo scorso 12 gennaio una donna di Roccapalumba ha dovuto partorire in ambulanza per l’impossibilità di raggiungere in tempo l’ospedale di Palermo. Lo Stato non può restare immobile di fronte a questo ‘sequestro di persone di fatto’, né abbandonare tanti cittadini all’isolamento”.

Siamo d’accordo sul fatto che “lo Stato non può restare immobile di fronte a questo ‘sequestro di persone di fatto’, né abbandonare tanti cittadini all’isolamento” lungo le strade Palermo-Agrigento e Agrigento-Caltanissetta; ma lo stesso discorso vale per tutte le strade provinciali della Sicilia che cadono a pezzi; e anche per l’autostrada Palermo-Catania; e per l’autostrada Palermo- Messina. E, soprattutto, per l’autostrada Messina-Catania.

Sempre per la cronaca, questo è quello che ha scritto su questo blog il nostro Alfio Di Costa sui lavori della Palermo-Agrigento:

“Quest’opera ha visto impegni di spesa spropositati con risultati scadenti. Basti pensare che solo per il rifacimento del tratto che va da Lercara Friddi a Bolognetta – è storia di questi anni – è stato speso oltre un miliardo di euro!

Templi biblici, sprechi e anche errori. Un esempio fra tutti: la realizzazione del viadotto Scorciavacche, inaugurato prima del Natale del 2013 e crollato parzialmente dopo sette giorni per problemi strutturali.

Tutt’ora in questa strada ci sono lavori in corso. La nuova strada a scorrimento veloce Palermo-Agrigento doveva essere completata entro il 2016. Non credo che ad oggi qualcuno ne possa prevedere la data del suo completamento e se sarà veramente una superstrada o uno scorrimento veloce sicuro e moderno; se pensiamo che chi la percorre deve preventivare oltre due ore per arrivare da Agrigento a Palermo e viceversa, ebbene, abbiamo detto tutto!”.

Sempre Alfio Di Costa sulla strada Caltanissetta-Agrigento:

“Agli inizi anni duemila si pensa ad una riqualificazione trasformandola in strada extraurbana principale con importanti lavori di ammodernamenti finalizzati, oltre che al notevole miglioramento della viabilità e della sicurezza, al sostegno dello sviluppo economico del territorio. La fine dei lavori era prevista entro il 2018.

Non vado lontano dal vero se stimo in oltre due miliardi di euro le somme per ammodernare questi 70 km che prevedono due carreggiate con due corsie oltre la corsia d’emergenza. A mio parere i costi finali sono eccessivi per il risultato che sarà ottenuto, non credo prima della fine del 2019″.

Foto tratta da notizieora.it

 

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