Decreto sicurezza: i sindaci non vogliono applicare la legge. E Socrate? Superato da Orlando e De Magistris…

3 gennaio 2019

Nemmeno a noi – lo diciamo subito a scanso di equivoci – piace il Decreto (che ormai è legge) sulla ‘Sicurezza’ usato dal solito leghista Matteo Salvini per fare propaganda sulla pelle dei migranti. Ma non ci convince nemmeno il ‘rimedio’ proposto da alcuni sindaci, che annunciano di voler violare una legge dello Stato

Un sindaco può decidere di non applicare una legge dello Stato? Domanda legittima, perché è quello che sta succedendo in Italia. Pomo della discordia: il decreto, diventato legge, sulla “Sicurezza”. Provvedimento voluto dalla Lega di Matteo Salvini. Legge discutibile – questo è il nostro giudizio e lo diciamo subito a scanso di equivoci – ma, piaccia o no, legge dello Stato.

Il punto centrale che sta suscitando discussioni a mai finire è il divieto di iscrizione all’anagrafe per i migranti titolari di permesso di soggiorno previsto dalla legge ‘leghista’. Cosa, questa, che non va giù al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e ad altri sindaci, in maggioranza di centrosinistra.

Le ragioni della protesta sono comprensibili; il rimedio annunciato dai sindaci ribelli ci sembra un atto un po’ sopra il rigo, se non fuori luogo.

Non è che in Italia manchino leggi non condivisibili: ma se coloro i quali rivestono cariche pubbliche di grande responsabilità e gli stessi cittadini comuni che non condividono questa o quella legge dovessero decidere di non rispettarle che cosa succederebbe?

E’ evidente che, nell’Italia di oggi, Socrate non è molto di moda…

Foto tratta da liberoquotidiano.it

 

 

 

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