Formazione, Costantino Guzzo rompe con l’Unione Sindacale di Base (USB)

Formazione, Costantino Guzzo rompe con l’Unione Sindacale di Base (USB)
16 dicembre 2018

Si rompe un sodalizio che durava da tempo. Costantino Guzzo, già dipendente te dell IAL Sicilia, sindacalista battagliero, lascia l’Unione Sindacale di Base (USB). “Sono orgoglioso del lavoro fatto senza guardare in faccia nessuno e mettendo, in tutte le battaglie, la mia faccia” 

Costantino Guzzo non è più il responsabile regionale Formazione professionale dell’Unione Sindacale di Base (USB). Le sue non sono semplici dimissioni, ma l’uscita dall’organizzazione sindacale “per incompatibilità ideologiche riguardo al percorso intrapreso il 18 luglio 2018 con il ministro Luigi Di Maio ed il conseguente tavolo aperto con l’assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro tenutosi il 6 novembre 2018”.

Guzzo, insomma, non rinnega le scelte fatte: il dialogo con il ministro e vice premier Di Maio e con l’assessore regionale alla Famiglia, Mariella Ippolito. Con molta probabilità, la sua è una critica a chi non ha condiviso questo percorso o, quanto meno, con chi ondeggia, dicendosi prima d’accordo, poi contrario, poi di nuovo d’accordo e poi di nuovo contrario. Insomma, da quello che si capisce Guzzo contesta chi, in una vertenza difficile – dove la controparte è l’attuale Governo regionale – fa confusione, forse perché, sottobanco, è comunque legato allo stesso Governo regionale.

Guzzo spiega che il suo gesto è anche un atto di fiducia verso chi sta combattendo veramente una battaglia sociale difficile: e il riferimento è ai COBAS e a Gli Irriducibili della Formazione professionale. Due soggetti, sottolinea Guzzo, “che con la USB hanno intrapreso questo percorso”. Ma la rottura con l’USB, aggiunge, è anche un atto di “rispetto verso me stesso” e verso “i lavoratori che ho sempre cercato di tutelare con diffide e denunce presso gli organi competenti, contro coloro che hanno permesso il nostro massacro”.

Per “massacro” s’intende il licenziamento di circa 8 mila dipendenti della Formazione.

“Voglio precisare con orgoglio e al tempo stesso umiltà alcuni passaggi di questo mio cammino, all’interno di questa organizzazione sindacale – dice ancora Guzzo -: alcuni momenti sono stati pieni di sacrifici, in alcuni casi c’è stata amarezza, in altri casi ancora non sono mancate le soddisfazioni. Come ex responsabile regionale dell’USB e, soprattutto, grazie all’aiuto fondamentale di uno staff di fraterni amici che ha lavorato nel silenzio più totale, abbiamo raggiunto, in alcuni casi, risultati inaspettati”.

“Da ultimo della classe (quale io mi considero) – aggiunge lormai ex responsabile USB Formazione – sono entrato a Palazzo Chigi (ricevuto come un capo di Stato) e credo che nessuno oggi possa contestare o negare che il percorso romano si possa attribuire ad un’idea avuta dal sottoscritto. È doveroso ringraziare tutti quei lavoratori che, con il loro contributo economico, hanno permesso questo miracolo”.

“Sempre come ex responsabile regionale dell’USB Formazione – ricorda ancora Guzzo – grazie alle mie denunce, si è aperta un’indagine sullo IAL CISL SICILIA; ho denunciato alle autorità competenti i gravi abusi e le disparità di trattamento che hanno subito i lavoratori, anche da parte di chi aveva il dovere di tutelarli”.

“Sempre nel mio piccolo e modesto contributo e nel silenzio più totale – dice sempre Guzzo – ho aiutato tanti singoli lavoratori nelle loro vertenze senza mai gridare i miei risultati ottenuti. La cosa che rivendico con orgoglio è che  per ottenere tutto ciò non ho guardato nessuno in faccia. E nelle denunce pubbliche contro i vari responsabili che hanno creato la ‘macelleria sociale’ nella Formazione professionale siciliana ho sempre messo la faccia. Ringrazio infinitamente questa organizzazione sindacale per aver creduto in me, ma soprattutto ringrazio i tanti lavoratori che hanno creduto nel mio operato e rassicuro tutti i lavoratori che la mia lotta continua”.

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