Province: i grillini battono un colpo. Parla anche Leoluca Orlando poco credibile perché renziano

Province: i grillini battono un colpo. Parla anche Leoluca Orlando poco credibile perché renziano
9 dicembre 2018

La notizia positiva è che alcuni parlamentari nazionali del Movimento 5 Stelle eletti in Sicilia annunciano che si occuperanno dei disastri finanziari provocati dai passati Governi Renzi e Crocetta. non sembra molto credibile, invece, il presidente dell’ANCI Sicilia, Leoluca Orlando, che taceva quando Renzi massacrava la Regione, le Province e i Comuni e parla oggi visto che il PD non è più al governo  

Province siciliane in quasi fallimento: dopo i tagli dello Stato e le ‘riforme’ volute dal passato Governo regionale di Rosario Crocetta a ‘trazione PD è il tempo delle parole condite con qualche polemica.

Ecco i parlamentari nazionali del Movimento 5 Stelle eletti in Sicilia, Paolo Ficara, Adriano Varrica, Maria Marzana, Roberta Alaimo, Vita Martinciglio, Marialucia Lorefice e Andrea Giarrizzo.

“Un tavolo di lavoro permanente tra Ministero e Regione – scrivono questi parlamentari nazionali grillini in un comunicato – un monitoraggio costante degli impegni e della sostenibilità economica degli stessi, interventi concreti per garantire le risorse economiche alle ex Province, affinché vengano assicurati i servizi all’utenza, il pagamento degli stipendi e la realizzazione degli investimenti”.

“È arrivato il momento – proseguono gli esponenti del Movimento 5 Stelle – di correggere gli errori del precedente governo e riparare alle madornali sviste della Regione. È necessario ridefinire i rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione siciliana ed intervenire sul cosiddetto prelievo forzoso, cioè quel contributo che le ex Province destinano alla Stato come compartecipazione alla finanza pubblica”.

“Con il Ministero dell’Economia stiamo lavorando da mesi sul tema, dopo che – spiegano i parlamentari – le leggi di Bilancio dal 2015 in poi e gli accordi Stato-Regione targati PD (Renzi-Crocetta) hanno privato le Province regionali siciliane delle risorse minime per erogare i servizi. Rivedendo adesso quegli accordi, vogliamo garantire agli enti di area vasta le condizioni per poter svolgere le loro funzioni”.

Questa è una buona notizia. Anzi, sono due buone notizie. La prima è che i grillini si stanno occupando della crisi finanziaria delle nove Province siciliane. La seconda è che annunciano di voler “ridefinire i rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione siciliana”. Corretta anche l’accenno gli “accordi Stato-regione targati PD (Renzi-Crocetta): si tratta dei due ‘Patti scellerati’ firmati da Renzi e Crocetta nel giugno del 2014 e nel giugno del 2016.

Solo una precisazione sulle Province siciliane. Per sottolineare che il prelievo forzoso annuale di oltre 200 milioni di euro non è il frutto degli accordi finanziari tra il Governo Renzi e il Governo Crocetta, ma è la conseguenza della demenziale ‘riforma’ delle Province siciliane – voluta dal Governo Crocetta e approvata dalla passata Assemblea regionale siciliana – che ha tolto agli enti intermedi il nome di “Province” (QUI UN NOSTRO ARTICOLO).   

Sempre sulle Province siciliane – e in particolare sulla Città metropolitana di palermo (che altro non è che l’ex Provincia di Palermo con il nome cambiato), leggiamo, poi, una dichiarazione di Leoluca Orlando. Supponiamo che parli non come sindaco di Palermo, ma come presidente dell’ex Provincia di Palermo grazie a un’altra legge regionale che, in modo demenziale, ha recepito l’altrettanto demenziale legge nazionale di ‘riforma’ delle Province che porta il nome dell’ex Ministro Graziano Delrio.

(La legge Delrio, recepita dalla Regione, nel nome della ‘democrazia, prevede che i sindaci delle città capoluogo di provincia diventino, automaticamente, presidenti delle ex Province ribattezzate pomposamente Città metropolitane).

“Leggo di una presunta dichiarazione del presidente della Regione Musumeci – dice Orlando – secondo il quale la Città metropolitana di Palermo dovrebbe intervenire a seguito della frana che ha interrotto una strada nel territorio comunale di Castronovo. Il Presidente Musumeci dovrebbe sapere – secondo quanto più volte rappresentagli dai Commissari dallo stesso nominato – che tutte le Città metropolitane e i tutti i Liberi Consorzi non hanno potuto approvare il bilancio 2018, per colpa dei tagli operati dallo Stato in complicità con la Regione. Quest’ultima è pure colpevole di oltre 6 anni di caos normativo più volte sanzionato a diversi livelli, che hanno prodotto una ormai pluriennale grave crisi istituzionale.
Così, mentre si propongono tagli alla spesa sociale, alla lotta alla mafia, e all’assistenza per le fasce più deboli, il tutto per racimolare i fondi necessari proprio al pagamento degli stipendi degli enti intermedi che la Regione ha portato al collasso, Musumeci parla di manutenzioni che sa già essere impossibili. Ben venga allora un intervento della Regione, che almeno su questo darà segno di essere ancora viva, presente e utile ai siciliani. Se poi, come proposto dall’ANCI, si affiderà all’Anas la manutenzione della viabilità intercomunale, sarà la soluzione strutturale che servirà ad evitare proclami e polemiche”.

Ci fa piacere che il sindaco-presidente della Città metropolitana di Palermo si sia finalmente accorto dei tagli alle ex Province siciliane “operati dallo Stato in complicità con la Regione”.

Però, di tali tagli, Orlando avrebbe dovuto accorgersi nel 2014 e nel 2016. Invece allora taceva. Forse perché al Governo dell’Italia c’era il ‘suo’ leader, Matteo Renzi.

Ricordiamo che Orlando ha aderito al PD di Renzi, ricevendolo a Palermo durante la campagna elettorale per il referendum sulle riforme costituzionali del dicembre 2016; ha organizzato con Renzi la presentazione delle liste del PD alle elezioni regionali siciliane, inanellando una sonora sconfitta; e ha candidato un personaggio a lui vicino alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo per mettere in conto una seconda sconfitta.

Cosa vogliano dire? Che Orlando non è credibile come presidente dell’ANCI Sicilia, non è credibile come presidente della Città metropolitana di Palermo e non è credibile in quanto esponente del PD siciliano, partito che ha cagionato all’amministrazione della Regione siciliana, alle ex Province, ai Comuni e, in generale, a tutti i siciliani danni gravissimi.

 

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