Ars, ultime notizie per la città degli ‘arancini’ (Catania): si passa da 10 a 2 milioni di euro?

Ars, ultime notizie per la città degli ‘arancini’ (Catania): si passa da 10 a 2 milioni di euro?
5 dicembre 2018

Se all’ombra dell’Etna le arancine si chiamano arancini, a Palermo i ‘cazzilli’ restano ‘cazzilli’ (crocchette di patate). E quando il ‘panellaro’ si distrae, i ‘cazzilli’ di ‘affumano’ (si bruciano). A Palermo, quando un progetto va a mare, si dice: “S’affumaru ‘i cazzilli”. E così, grosso modo, all’Ars, sembrano essersi ‘affumati’ i 10 milioni di euro per il Comune di Catania. Insomma, da quelle parti “s’affumaru’ gli arancini

All’inizio erano 10 milioni di euro: questa era la cifra che il Governo regionale (leggere il presidente della Regione, Nello Musumeci, e l’assessore Ruggero Razza) pensava di erogare al Comune di Catania. Ma, in commissione Bilancio e Finanze, già ieri, è andata in scena una mezza sollevazione. I sindaci degli altri Comuni dell’Isola in dissesto e in pre-dissesto si sono ribellati:

“Perché al Comune di Catania 10 milioni di euro?”.

Già, perché? Perché il presidente Musumeci e l’assessore Razza sono di Catania?

Così, da indiscrezioni raccolte qua e là, abbiamo appurato che, dopo la protesta, al Comune di Catania, con la manovra di variazioni di Bilancio in discussione presso la commissione Bilancio e Finanze dell’Ars, potrebbero arrivare solo 2 milioni di euro e non 10 milioni di euro.

Bisognerà pensare agli altri Comuni in dissesto e pre-dissesto, quasi una cinquantina.

In realtà, se proprio la dobbiamo dire tutta, anche questo non è un criterio. Perché ci sono Comuni siciliani che non sono né in dissesto, né in pre-dissesto, ma dove si ‘lecca la sarda’ lo stesso. Quindi…

Detto questo, lo ribadiamo, si tratta di indiscrezioni. Una notizia certa, invece, la possiamo anticipare: per le ex Province siciliane non ci sarà una benemerita mazza!

A quanto si sussurra, sarebbe stato utilizzato il criterio dei due piatti della bilancia: in un piatto hanno messo le ex Province, nell’altro piatto gli ex PIP di Palermo, i Consorzi di bonifica, l’Istituto per l’incremento ippico e persino gli Enti Parco. A quanto si racconta, il secondo piatto pesava di più.

Nel dovrebbe conseguire le le Province mangeranno brioches: a meno che i 6 mila dipendenti di questi enti non si trasformino in ‘Gilet gialli’…

Pensate un po’: i dipendenti degli Enti Parco vengono prima delle Province siciliane!

Sì, gli Enti Parco, quelli che fanno impazzire imprenditori e cittadini con i divieti di qua e i divieti di là vengono prima delle Province che dovrebbero occuparsi della manutenzione delle strade e degli edifici scolastici. Ottimo criterio, no?

Una precisazione: abbiamo scritto che ai farmaci innovativi verranno scippati 8 milioni di euro. Ci siamo sbagliati. Ebbene, gli 8 milioni di euro sono spuntati quando i disabili siciliani sono riusciti a bloccare il taglio di 20 milioni di euro a loro carico.

In pratica, il taglio dei farmaci innovativi c’era già e ammontava a circa 15 milioni di euro; a questi, dopo che i disabili hanno bloccato il taglio di 20 milioni di euro a loro carico, si sono aggiunti gli 8 milioni di euro.

Ne consegue che il taglio ai farmaci innovativi ammonta a 23 milioni di euro circa. 

Complimenti ‘vivissimi’ al presidente della Regione, Musumeci, e, soprattutto, all’assessore alla Salute-Sanità, Razza (che si conferma un… assessore di razza…): tutti, in Sicilia, avvertivamo l’esigenza di un taglio per i farmaci innovativi: in un’Isola che va indietro in tutto giusto con i farmaci si doveva innovare?

Ottima scelta, assessore Razza: molto lungimirante, futuristica, forse anche un po’ stokastica…

Ah, dimenticavamo: da stamattina la commissione Bilancio e Finanze dell’Ars è riunita, ma non è riunita: i deputati che ne fanno parte ci sono e non ci sono: entrano ed escono dalla stanza del presidente della commissione, Riccardo Savona, che, con carta e penna, annota, promette, si impegna, smussa, lima, aggiusta, aggiunge, toglie, moltiplica, divide…

Da quello che si capisce si dovrebbe arrivare a un maxi emendamento che, comunque, non potrà accontentare tutti.

P.s.

E chi lo sente ora il sindaco di Catania, Salvo Pogliese? Gli avevano detto: candidati che ai soldi per il Comune di Catania ci pensiamo noi. Infatti ci stanno pensando…   

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