Da domani nel Castello di Calatubo sventolerà la bandiera siciliana

Da domani nel Castello di Calatubo sventolerà la bandiera siciliana
18 novembre 2018

L’iniziativa è dell’associazione che gestisce il monumento, ‘Salviamo il Castello di Calatubo’, e dell’Altra Sicilia-Antudo. Ci saranno, ovviamente, i rappresentanti del Comune di Alcamo. Ed è proprio degli amministratori comunali di questa cittadina il merito di aver acquistato – e quindi salvato dall’incuria – un monumento bello e suggestivo    

Chi percorre l’autostrada Palermo-Trapani-Mazara del Vallo, all’altezza di Alcamo, non può fare a meno di notare il castello di Calatubo. Arroccato su una grande roccia calcarea alta poco più di 150 metri sul livello del mare, questo castello di origini antiche domina un po’ tutta la valle che dal monte Bonifato si affaccia sul Golfo di Castellammare. La notizia è che su questo castello, da domani, sventolerà la bandiera siciliana.

Iniziativa originale, frutto ella collaborazione tra l’associazione che gestisce questo suggestivo monumento – associazione Salviamo il Castello di Calatubo – e il movimento Altra Sicilia-Antudo, presieduta da Francesco Paolo Catania, che ha donato le bandiere.

Chi percorrerà l’autostrada avrà così un motivo in più per pensare alla Sicilia, oggi bistrattata, così com’è bistrattato tutto il Sud Italia. E per riflettere sull’importanza delle tante testimonianze architettoniche e, in generale, culturali della nostra Isola abbandonate all’incuria.

Anche questo castello – bellissimo – per tanti anni è stato abbandonato. Poi è arrivato, come dire?, un miracolo. Che ha due protagonisti: il Comune di Alcamo e l’associazione ‘Salviamo il Castello di Calatubo’che oggi lo gestisce.

Questa bella storia la raccontano, nella prefazione a una pubblicazione sulla storia di questo monumento, il presidente dell’associazione ‘Salviamo il Castello di Calatubo’, Stefano Catalano, e la vice presidente, Maria Rimi.

“Il Castello di Calatubo – scrivono Stefano Catalano e Maria Rimi – ubicato su uno sperone roccioso, nell’omonimo feudo, tra i più grandi e ricchi della provincia di Trapani, attualmente è di proprietà del Comune di Alcamo, che lo ha acquistato dagli eredi dell’illustre famiglia Papè, con atto notarile n. 8445 il 10 maggio 2007. Era in possesso, per 1/7 ciascuno, di Stefania Plugy Papè, Peter Rolf Lezius, Claudia Lezius Papè, Claudio Flugy Papè, Maria Diaconia, Carla Lanza Papè, Bianca Lanza Papè, Gandolfo Pucci Di Benischi, Paolo Pucci Di Benischi che, come recita l’atto …. ‘sono proprietari di diverse unità immobiliari costituenti, nel loro complesso, nella sua interezza il castello di Calatubo, sito in territorio di Alcamo, inteso come Complesso Monumentale Edificato'”.

“Il Comune di Alcamo si è dotato di un ‘progetto di restauro e rifunzionalizzazione’ del Castello di Calatubo già nel 2010; il progetto è dotato del parere della Soprintendenza di Trapani n.6881 del 28 settembre 2011, provvisto di tutti gli elaborati richiesti dalla normativa vigente”.

A questo punto è interessante conoscere la storia del salvataggio di questo splendido monumento:

“Il Castello di Calatubo – scrivono sempre Stefano Catalano e Maria Rimi – è stato protagonista nel 2014 del 7° Censimento Nazionale indetto dal FAI
(Fondo Ambiente Italiano), ‘I Luoghi del Cuore’, con 71.967 voti che l’hanno promosso tra i primi tre i luoghi più votati d’Italia, tra 22.000 siti italiani partecipanti, primo in assoluto nella classifica online, primo tra tutti i siti siciliani. La campagna di raccolta voti sia online, che cartacei, che ha
coinvolto tutti i cittadini del mondo, è stata promossa dall’Associazione culturale ‘Salviamo il Castello di Calatubo’, i cui volontari, si sono adoperati allestendo dei banchetti tra le città di diverse province della Sicilia, sensibilizzando e portando a conoscenza delle genti storia e leggende di un castello dal fascino millenario fino allora poco conosciuto. Un risultato
straordinario che dà la misura dell’importanza del legame che i siciliani, e non solo, nutrono per questo luogo, e che evidenzia la necessità di un suo tempestivo recupero”.

“Il Castello di Calatubo – prosegue il racconto – è stato poi, tra i protagonisti della ‘Giornate Fai di Primavera il 20, il 21 e il 22 marzo 2015, con più
di 5.000 visitatori, e delle edizioni ‘Le Giornate del Castello’ nel maggio 2015 e giugno 2016, organizzate dall’associazione ‘Salviamo il Castello di Calatubo’. In quei giorni la storica fortezza, ripulita dalle erbacce, in via eccezionale è stata accessibile al pubblico. Il FAI ha assegnato al Castello di Calatubo in quanto vincitore della 7° edizione del Concorso Nazionale ‘I luoghi del cuore 2014’, una somma simbolica (assolutamente inadeguata alle reali esigenze del castello), pari complessivamente a € 30.000 per una prima messa in sicurezza, nell’attesa di un ben più corposo finanziamento pubblico. Nel frattempo, l’associazione ‘Salviamo il Castello di Calatubo’, continua la sua opera di sensibilizzazione e valorizzazione di questo
enorme patrimonio storico-archeologico e paesaggistico”.

Il ruolo svolto dall’associazione ‘Salviamo il Castello di Calatubo’ è stato importante. Ma oggi, oltre alla passione, servono anche i fondi per proseguire nell’opera di restauro. Chissà che la bandiera siciliana, che da domani comincerà a sventolare grazie alla passione dei volontari che gestiscono il castello, di Altra Sicilia-Antudo e anche del Comune di Alcamo, non stimoli i siciliani a partecipare al rilancio di questo bellissimo monumento.

L’obiettivo è il restauro completo di questo castello. Che oggi viene aperto per due-tre giorni ogni anno in un percorso di sicurezza. Il sogno è quello di sistemarlo e farne un logo di iniziative culturali.

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