Comune di Palermo, in aula il Bilancio 2018 in un’atmosfera di ‘prendi i soldi e scappa’

Comune di Palermo, in aula il Bilancio 2018 in un’atmosfera di ‘prendi i soldi e scappa’
17 novembre 2018

“U iornu unni vogghio e a sira sfardu l’ogghiù”. Era un detto rivolto ai giovani siciliani, ai tempi dell’illuminazione ad olio, che non studiavano di giorno e facevano tutto la notte sciupando l’olio. E così fa l’attuale amministrazione comunale di Palermo: si è ‘annacato’ il Bilancio di previsione 2018 per undici mesi e ora vuole che il Consiglio comunale l’approvi subito. Magari per nascondere i ‘buchi…  

Ieri mattina la commissione Bilancio del Comune di Palermo ha approvato a maggioranza la proposta di Bilancio di Previsione 2018. Sembra incredibile che il Bilancio di previsione di un Comune arrivi in aula a fine anno. Ma tant’è.

In genere, gli esponenti del centrosinistra del Comune di Palermo, quando fanno qualcosa, utilizzano sempre toni trionfalistici. Il comunicato stampa inviato ieri da Barbara Evola, esponente di Sinistra Comune, presidente della commissione Bilancio del Consiglio comunale è piuttosto preoccupato:

“Sono sempre al centro i servizi per i cittadini ed il settore del sociale, anche se i margini di azione sono davvero esigui – dice la Evola nel presentare quello che dovrebbe essere il Bilancio 2019 e che, invece, è il Bilancio di ‘previsione’ 2018 -. Le strategie messe in campo dall’assessore al Bilancio hanno realizzato una consistente previsione di entrate grazie alla lotta all’evasione fiscale: è un dato molto positivo, ma le criticità sono legate ai vincoli normativi”.

Già questa è la prima nota stonata: un’amministrazione comunale che si presenta dicendo che le entrate sono legate alla lotta all’evasione fiscale dà un brutto segnale: perché quando un’amministrazione pubblica va a caccia di evasori fiscali significa che le ‘casse’ non sono piene…

“Siamo di fronte ad un’autentica emergenza politica, già all’attenzione dell’ANCI – dice ancora Barbara Evola – che riguarda l’intero territorio nazionale: la previsione legislativa inerente al bilancio e all’armonizzazione contabile sta riducendo i bilanci degli enti locali a fondi di accantonamento che sono obbligatori, comprimendo la possibilità di investire nel sociale. Il rischio è che la funzione degli enti locali si riduca al ruolo di mero esattore di tasse e balzelli, senza possibilità di ampliare i servizi ai cittadini e mettendo anzi a repentaglio quelli esistenti”.

Lo scenario è verosimile. Ma l’esponente di Sinistra Comune si dimentica di aggiungere che a palermo ci sono i ‘buchi’ delle società comunali – AMAT e RAP in testa – dove gli sprechi sono ancora tanti.

“Adesso – prosegue la presidente della commissione Bilancio del Comune di Palermo – la priorità è approvare in aula nel più breve tempo possibile il Bilancio di previsione 2018: i tempi tecnici sono stretti, in quanto la Tesoreria di Stato emette i titoli di trasferimento entro i primi di dicembre. Confido nel senso di responsabilità dimostrato fino ad ora dal Consiglio comunale; uno slittamento metterebbe in pericolo 40 milioni di euro ed il Comune sarebbe costretto ad effettuare anticipazioni di cassa con gravi danni per i cittadini”.

Di fatto, è una sorta dei ‘ricatto politico’: nella prima settimana di dicembre, infatti, tutte le amministrazioni pubbliche bloccano i pagamenti, compreso lo Stato, che non effettua più i trasferimenti. L’amministrazione comunale di Palermo avrebbe potuto pensarci prima a presentare il Bilancio di previsione 2018.

Perché non l’ha fatto? Proprio per costringere ilo Consiglio comunale ad approvare un Bilancio di previsione ‘vuoto per pieno’, in frett’e furia, senza dibattito, senza approfondire che cosa ci sta dentro.

Questo significa che la situazione economica e finanziari del Comune di Palermo è tutt’altra che florida: obiettivo dell’attuale amministrazione comunale è ‘arraffare’ il Bilancio di previsione 2018 senza dare modo al Consiglio comunale di approfondire il contenuto, per tirare a campare per un altro anno. Magari pagando anche i debiti fuori Bilancio che sono diventati gli strumenti con i quali si ‘chiudono’ le più grandi ‘operazioni clientelari’.

L’unica voce di opposizione è quella del consigliere comunale, Fabrizio Ferrandelli:

“Con il voto contrario in commissione Bilancio – spiega – ho ribadito l’inadeguatezza di chi ci amministra. Dopo la dura lotta che fatto emergere disallineamenti per 142 milioni di euro di euro, numeri negati in campagna elettorale, oggi il sindaco capitola con un Bilancio di previsione che, a causa degli stralci, è più un piano di accantonamento che uno strumento di programmazione”.

“Programmazione resa impossibile – aggiunge Ferrandelli – perché già sono trascorsi 11 dei 12 mesi da pianificare. Che disfatta e che pena per la città. Con buona pace per le opere pubbliche, per i servizi ai cittadini e per la messa in sicurezza del territorio anche per questo anno… Vogliamo favorire – continua Ferrandelli – ora che stanno emergendo i dati reali e dopo le barricate sul consuntivo 2017, il trasferimento dei fondi statali, il risanamento dei conti e la procedura di stabilizzazione de personale comunale che altrimenti sarebbe a rischio. Noi siamo futuro e in nome di questo stiamo lavorando”.

 

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