Bilancio e Finanziaria 2019: lunedì prossimo la Giunta regionale non approverà nulla

Bilancio e Finanziaria 2019: lunedì prossimo la Giunta regionale non approverà nulla
16 novembre 2018

Il motivo è semplice: il giorno dopo – martedì 20 novembre – i rappresentanti del Governo regionale sono stati convocati in contraddittorio dai giudici della Corte dei Conti. Ai quali dovranno illustrare cosa stanno combinando con il Rendiconto 2017. Sullo sfondo c’è uno scontro tra Governo e magistratura contabile…  

Leggiamo qua e là che la Giunta regionale di Nello Musumeci avrebbe rinviato l’approvazione del disegno di legge su Bilancio e Finanziaria 2019 (della anche legge di stabilità 2019) a lunedì prossimo. La notizia ci stupisce. Per un motivo semplice: perché martedì 20 novembre i rappresentanti del Governo regionale sono stati convocati, in contraddittorio, dai giudici della Corte dei Conti ai quali dovranno spiegare cosa stanno combinando con il Rendiconto 2017: se non è a posto il Rendiconto 2017 ci saranno problemi seri sul Rendiconto 2018 e – soprattutto – è tecnicamente impossibile approvare Bilancio e Finanziaria 2019!

Ne consegue, sul piano logico-contabile, che lunedì prossimo la Giunta regionale non potrà approvare il disegno di legge su Bilancio e Finanziaria 2019. Piuttosto, il presidente Musumeci, l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, e il Ragioniere generale della Regione, Giovanni Bologna, dovranno preparare le ‘carte’ per andare a illustrare, il giorno successivo – come già ricordato martedì 20 novembre – che cosa stanno ‘armeggiando’ con il Rendiconto 2017.

La vicenda è un po’ ‘inturciuniata‘, ma tocca a chi si occupa di cronaca politica regionale provare a illustrarla ai lettori. Noi ci abbiamo provato ieri (COME POTETE LEGGERE QUI). Provando a sintetizzare quanto scritto ieri, il Rendiconto 2017, la scorsa primavera, è stato approvato (tecnicamente si dice ‘parificato’) dalla Corte dei Conti con alcune prescrizioni.

Secondo i giudici contabili, la Regione deve effettuare una manovra da 2 miliardi di euro. Tradotto: deve trovare 2 miliardi di euro per il 2019, o tagliandoli (cosa impossibile), o contraendo un prestito.

L’assessore Armao – questo è il ‘succo’ della storia – sostiene che la regione non deve effettuare una manovra da poco meno di 2 miliardi di euro, ma di poco più di 500 milioni di euro. La Corte dei ha respinto la tesi dell’assessore Armao. Che insiste: da qui il contraddittorio di martedì prossimo.

Come finirà? Che saranno Governo regionale e parlamento siciliano ad adeguarsi alle prescrizioni indicate dalla Corte dei Conti. Il Governo Musumeci, su poco meno di 2 miliardi di euro dovrà trovare non poco più di 500 milioni di euro, ma almeno 700 milioni di euro; gli altri dovranno essere reperiti con un prestito.

Ma tutto questo non sarà né semplice, né facile. Ciò significa che, molto difficilmente l’Ars riuscirà a varare la manovra economica e finanziaria entro il 31 dicembre. Anche perché ci saranno tagli pesanti in uno scenario già pesantissimo: basti pensare che, per pagare i 115 milioni di euro ai Comuni (si dovrebbe trattare di spese in conto capitale, ma noi non ci crediamo proprio…), il Governo ha tolto questi soldi agli ospedali della Sicilia!

Per non parlare degli enti regionali che non pagano nemmeno gli stipendi ai dipendenti.

Cosa vogliamo dire? Che quando il Governo presenterà in Aula ulteriori tagli scoppierà il ‘viva-Maria’…

Con molta probabilità – a meno che l’Aula non decida di fare gli straordinari e di ‘ingoiare’ in silenzio la nuova ondata di tagli – si andrà all’esercizio provvisorio.

 

 

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