La minoranza di Torino vuole la TAV, la maggioranza del Sud con i treni-delirio/ MATTINALE 190

La minoranza di Torino vuole la TAV, la maggioranza del Sud con i treni-delirio/ MATTINALE 190
12 novembre 2018

Più che la ‘marcia dei 30 mila’, quella di Torino è stata la farsa dei 30 mila. per un motivo semplice: perché in una città di quasi 900 mila abitanti, ebbene, 30 mila persone sono una minoranza che, mediaticamente e scorrettamente, viene presentata come maggioranza. La verità è che Lega, PD e Forza Italia non vogliono che i soldi della TAV finiscano a sostegno delle Ferrovie nel Sud

Torino conta quasi 900 mila abitanti. La sua area metropolitana si attesta intorno a 2 milioni di abitanti. Eppure è bastata una manifestazione nella quale pare fossero 30 mila (ovviamente, si sono contati tra di loro) per arrivare alla conclusione che la maggioranza di Torino vuole l’Alta velocità ferroviaria, ovvero il collegamento veloce tra Torino e Lione.

Non conta più nulla che la città, appena due anni fa, ha eletto sindaco Chiara Appendino, esponente del Movimento 5 Stelle, forza politica da sempre contraria alla TAV; non importa nulla se, nel Nord Italia, da anni, opera il movimento No TAV.

Tutto questo non conta più. Per TV e ‘Giornaloni’ la manifestazione dei 30 mila ormai è la “prova” che la maggioranza di Torino vuole la TAV!

Sarebbe questa l’informazione in Italia? Non è tutta così, per fortuna. Ma è anche così. In questi giorni abbiamo seguito tutti i TG nazionali. Non ce n’è stato uno che abbia fatto quattro conti dicendo:

“Ok, 30 mila persone in piazza, a Torino, sono un fatto importante. Ma non dimentichiamo che, a Torino, la maggioranza dei torinesi, due anni fa, ha eletto sindaco la candidata di una forza politica contraria alla TAV. Quindi 30 mila persone in piazza sono sì importanti, ma non sono la maggioranza della città”.

La cosa particolare è che, in queste ore, monta la polemica tra i dirigenti del Movimento 5 Stelle che, generalizzando, hanno accusato i giornalisti di aver sempre attaccato la sindaca di Roma Virginia Raggi (gli attacchi ci sono stati da ‘Giornaloni’ e soprattutto TV, ma non si possono attaccare tutti i giornalisti, peraltro dimenticando gli editori), tra le ire di tanti giornalisti; poi, però, la ‘Grande informazione’ sulla manifestazione dei 30 mila dimentica di dire che, fino ad oggi, rispettano le regole della democrazia, Torino ha un’amministrazione comunale, democraticamente eletta, contraria alla TAV.

Sappiamo tutti che, dietro la TAV, ci sono gli interessi di chi la deve realizzare. Ci sono gli appalti milionari. Denaro pubblico che, fino a prova contraria, ‘deve’ restare al Nord.

Sempre in queste ore, in un’intervista a La Stampa, quotidiano di Torino, la Ministra per il Sud, la grillina Barbara Lezzi spiega:

“Resto contraria a questa Alta velocità, non a tutte. Daremo quelle risposte che la piazza si aspetta. Il denaro risparmiato da TAV non verrebbe messo in un cassetto, ma lo investiremmo in ponti, trasporti, strade. Vedremo l’esito dell’analisi costi-benefici che è in corso. Di certo deve sempre prevalere il principio dell’efficacia”.

“Quello che dice la Lega resta opinione della Lega – aggiunge la Ministra Lezzi-. Come detto in fase di contratto, devono essere i numeri a prevalere: se conviene o no farla”.

Con i soldi eventualmente risparmiati dalla TAV, aggiunge la Ministra Lezzi, “porteremo l’Alta velocità in Calabria, in Sicilia e in Puglia. Per velocizzare i cantieri stiamo lavorando sul disegno di legge semplificazioni”.

Fino ad ora, a dir la verità, i punti centrali del Governo nazionale hanno rispettato i voleri della Lega, non certo quelli del Movimento 5 Stelle.

I grillini erano contro la riapertura dell’ILVA a Taranto. Ma, alla fine, sull’ILVA, è passata la linea del PD e di Berlusconi sostenuta dalla Lega di Salvini. L’acciaieria di Taranto ha riaperto e, checché ne dica Luigi Di Maio, non c’è alcuna garanzia per la salute dei tarantini.

I grillini erano contrari alla TAP, il gasdotto che sfregia il Salento, in Puglia. Ma lì ci sono gli interessi degli americani e non non-opposizione della Russia di Putin. E sfumò anche questa.

C’era la prescrizione. Rinviata di un anno, forse di due anni: verrà riformata con la riforma della Giustizia. Pare sia la riforma – scritta da grandi giuristi del Ministero e non soltanto del Ministero – bloccata nel 2015 dal Governo Renzi. La vareranno questa riforma? Intanto, per sì e per no, i grillini si sono rimangiati la riforma della prescrizione. Ha vinto di nuovi la Lega di Salvini, in coppia con Berlusconi, con l’appoggio del PD (quelli che hanno bloccato la riforma della Giustizia nel 2015).

Ora rimane la TAV. Il PD, la Lega di Salvini e i berlusconiani – tre soggetti politici ferocemente antimeridionali – vogliono che la TAV si faccia: vogliono, soprattutto, che questi soldi – contrariamente a quello che ipotizza la Ministra grillina Lezzi – restino al Nord. A questo è servita non la marcia, ma la farsa dei 30 mila.

Ce la faranno i grillini – che del Governo sono la forza politica di maggior peso – a reggere la ‘botta’ o si arrenderanno anche questa volta?

La speranza, in ogni caso, è che i cittadini del Sud capiscano che Lega, PD e Forza Italia sono coalizzati con il Mezzogiorno. Lo capiranno gli ingenui che, nel Sud, continuano a votare per PD, Forza Italia e, adesso, anche Lega?

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