Il grande esercito del Regno delle Due Sicilia che non dichiarò mai guerra

Il grande esercito del Regno delle Due Sicilia che non dichiarò mai guerra
9 novembre 2018

LA STORIA DEL SUD VISTA CON GLI OCCHI DI UN BAMBINO/  In questo capitolo l’autore racconta che cos’è stato l’esercito del Regno delle Due Sicilia. I Borbone non erano guerrafondai. E anche se qui non se ne parla, Francesco II, l’ultimo Re del Sud, venne tradito proprio da chi non se l’aspettava: da Vittorio Emanuele II con il quale era imparentato… 

di Domenico Iannantuoni

Il nostro esercito è grande, ma non è per le guerre. Infatti
partecipammo alle coalizioni antinapoleoniche ma per difesa e
mai per attacco. Mi hanno insegnato che lo Stato delle Due
Sicilie non dichiarò mai guerra a nessuno altro Stato nel mondo
se non la Francia, ma in coalizione. E’ come una grande polizia
dedita a garantire l’ordine generale. Il Re Ferdinando II infatti,
diceva sempre che a noi non poteva mai accader nulla; divisi
come siamo dalle acque del mar Adriatico, del Ionio, del Tirreno
e dell’Acqua Santa (il Papato)…dal resto dell’Italia.

Eppure la Storia, quella vera ci dimostrò il contrario…con gli austriaci,
con i francesi e poi ancora con gli austriaci fino al 1825 quando
Ferdinando I concesse la Costituzione nel 1821, rifiutata
appunto dalla Santa Alleanza capeggiata dall’Austria.
Isolati ma dediti ad un progresso per noi inarrestabile… così
diceva il nostro Re Ferdinando II. Può darsi che avesse ragione,
ma mio padre vede soprattutto oggi fermenti e preparativi di
guerre ovunque…specialmente il Piemonte è attivo e questi è
legatissimo, e a doppio filo, con Inghilterra e Francia.

Il Regno di Sardegna, il Piemonte, non è molto cattolico come
il nostro, ed oggi è governato da Vittorio Emanuele II, un
Carignano, che in pochi lo sanno, è lontano anni luce dai Savoia,
almeno dodici generazioni. Ferdinando II, lui sì, sposò l’ultima
Savoia, la regina Maria Cristina, figlia di Vittorio Emanuele I.
Donna meravigliosa e innamoratissima del nostro Re e di
Napoli. Purtroppo ella morì dopo aver dato alla luce il nostro
attuale Re Francesco II.

Ma tornando al nostro esercito, possiamo dire che esso,
comunque, è veramente notevole. La Marina Militare
innanzitutto, la più potente del Mediterraneo. Poi abbiamo i
corpi terrestri, quali i “Cacciatori di Linea”, i “Fucilieri”, i
“Carabinieri”, gli “Zappatori”, il “Genio”, i corpi “Svizzeri”
oltre alle formazioni terrestri-marittime, messe a punto durante
la nostra guerra civile in Sicilia nel 1848 (fomentata
dall’Inghilterra).

Spesso la nostra scuola, ossia quelli di terza, quarta e quinta, è
invitata in Largo di Palazzo per le manifestazioni dell’esercito e
ci sistemano sempre dietro le transenne della Chiesa intitolata a
San Francesco da Paola; in una posizione che resta rialzata
rispetto alla massa dei militari che partecipano all’evento. Da lì,
inoltre si osserva direttamente l’ingresso del Palazzo Reale che
a mio avviso è uno dei più belli del mondo per quel che so.
Le nostre bandiere sventolano al vento ovunque, sia quelle della
nostra dinastia che riprende tutti i diritti della Real Casa di
Borbone, sia quella bianca con i gigli agli angoli, che sarebbe la
nostra bandiera ufficiale.

Oggi, 22 novembre, è un giorno di questi, dedicato alle parate,
e noi del triennio, siamo insieme ai nostri insegnanti a vedere le
esercitazioni. Riggio è vicino a me ed ogni tanto mi stringe la
spalla.

Io non l’ho mai detto a mio padre, ma non disdegnerei una
carriera militare, ma non ho mai avuto il coraggio di
esternarglielo. Quando facciamo i nostri ragionamenti, egli
sempre mi convince con gli studi di ingegneria e mi dice:
– Ricordati Francesco, che questo secolo, il
diciannovesimo, è fatto per gli ingegneri, per lo sviluppo
e per il progresso…non perdere questa mirabile
occasione di potervi partecipare. Qui a Napoli esiste
l’unica facoltà d’Italia di Ingegneria, frequentala e ne
sarai felice! (Era il 5 giugno 1224, quando l’imperatore svevo Federico II, nonché re di Sicilia, da Siracusa emanò l’editto istitutivo dell’Università).

Vedremo…pensavo io nella mia mente, per non dar dispiacere
alcuno a mio padre, ma sempre più spesso pensavo alla scuola
militare della Nunziatella in Napoli.

(continua)

Foto tratta da slideplayer.it

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