La tragedia di Casteldaccia/ I fiumi non sono ‘assassini’: assassine sono incuria e ‘cementificazione’

La tragedia di Casteldaccia/ I fiumi non sono ‘assassini’: assassine sono incuria e ‘cementificazione’
5 novembre 2018

La Natura, quando è maltrattata, prima o poi presenta il conto. Le piogge e, in generale, il maltempo, può essere pericoloso e, talvolta, anche mortale. Ma è la dabbenaggine umana fatta da incuria, ‘cementificazione’ del territorio, abusivismo edilizio, che ne moltiplica gli effetti negativi: e in Sicilia, purtroppo gli esempi, anche tragici, non mancano  

da Mario Di Mauro
di TerraeLiberAzione
riceviamo e pubblichiamo

Una tragedia tira l’altra. E già spunta il titolo:

“FIUMI ASSASSINI!”.

L’Acqua che cade dal Cielo e scorre sulla Terra non è “spaventosa”, né “assassina”. Se il “Meteo” è un “bollettino di guerra”, la Natura non ha “colpe”: ma va ascoltata, non violentata. Si vendica, e non fa sconti. Il peggio deve arrivare, purtroppo.

E se esondano i fiumi non è perché i fiumi sono “assassini”.

E se cadono centinaia di alberi – in molti casi – è solo perché li hanno asfaltati, cementificati, tagliandone le radici per far passare tubi e cavi, fogne e reti cablate…

L’ALBERO E’ VIVO, non è un soprammobile da arredo urbano!

IL FIUME E’ VIVO…

Ci vuole molto a capirlo? Sì.

Piangiamo e seppelliamo morti, in attesa della prossima tragedia annunciata. Amen.

Intanto: caliti junku che passa una esondazione di lacrime di coccodrillo!

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