Dalla colletta per l’Irap alle acciaierie e alle raffinerie che inquinano/ MATTINALE 179

Dalla colletta per l’Irap alle acciaierie e alle raffinerie che inquinano/ MATTINALE 179
1 novembre 2018

Avvertimento alla Sicilia e ai siciliani: bisogna assolutamente trovare un milione di euro per pagare i sudatissimi stipendi dell’Irsap, il doppione dell’assessorato regionale alle Attività produttive che, di suo, non ha mai prodotto una mazza. Se poi ci spostiamo in Senegal, ci accorgiamo che, se non gli rubassero il Cacao, questo Paese sarebbe ricco e i suoi abitanti non avrebbero bisogno di emigrare

1-Organizziamo una colletta per l’Irsap!
L’Irsap (Istituto regionale attività produttive) potentissimo baraccone produttivo di debiti e stipendificio certificato, doppione dell’assessorato regionale che casualmente si chiama “alle Attività produttive”, fonte di prebende e voti a tignitè, ha bisogno di un milione di euro per pagare i sudatissimi stipendi dei suoi impiegati, scelti e selezionati a suo tempo attraverso rigorosissime procedure concorsuali (sic).

2- Come si convince un operaio a votare per il partito finanziato dai suoi padroni? Inoculandogli la paura. Basta costruirgli attorno un mondo di insicurezze, prima di tutto personali, alimentando la sensazione che la sua persona, la sua famiglia, i suoi beni (!?) e il suo posto di lavoro sono minacciati da nemici implacabili, venuti da lontano al preciso scopo di ridurlo in miseria e fargli del male.

E’ un cliché antico e collaudato, su cui, nei momenti difficili che ciclicamente le nazioni attraversano, i peggiori contano per costruirsi una carriera.

3- Studi economici hanno accertato che nessuna impresa industriale può fare profitto se deve spendere una barca di soldi per sottoporre i suoi processi produttivi ai rigidi precetti nazionali e comunitari che impongono procedure antinquinamento. E’ ovvio che quando si scopre che un’impresa non ha eseguito i relativi prescritti interventi e che, nonostante ciò, ha continuato a produrre e ad inquinare, spesso causando morti e disastri ambientali, gatta ci cova. Ovvero che è molto meno costoso pagare mazzette a politici e burocrati.

Così in Italia tante industrie “pesanti” (acciaierie, raffinerie, etc) hanno potuto impunemente continuare ad arricchirsi sulla pelle delle popolazioni. Ed ecco perché non si possono né chiudere, né smantellare.

4- Un attimo, solo un attimo di attenzione. Fate tacere le passioni e allontanate solo per un istante le sirene malefiche. Senza nulla volere togliere all’orrore e senza volere assolvere nessuno e nemmeno attenuare colpe orribili, posso far notare che se una società multinazionale, con la minaccia di organizzare colpi di Stato militari, non si appropriasse del 95% della ricchezza prodotta in Senegal dall’industria del cacao (sono miliardi di dollari), i senegalesi starebbero meglio e forse non avrebbero bisogno di cercare fortuna fuori delle loro patria?

Foto tratta da messinaindiretta.it

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