Il No all’aeroporto cinese in Sicilia e il sì al Muos a Niscemi

Il No all’aeroporto cinese in Sicilia e il sì al Muos a Niscemi
28 ottobre 2018

La colonizzazione della Sicilia ha tanti volti. C’è quello del grano estero che deve sostituire quello della nostra terra. C’è l’acqua dei monti Sicani finita agli svizzeri della Nestlè. C’è il Ministero che decide chi deve commercializzare il grano duro Senatore Cappelli. E c’è chi, dalla resa incondizionata dell’Italia a Cassibile, contrabbandata come armistizio, ha fatto della nostra Isola la propria base militare  

da Mario Di Mauro
di TerraeLiberAzione
riceviamo e pubblichiamo

IL MUOS E’ ABUSIVO E VA DEMOLITO!
LE RUSPE non ci mancano.
PUNTO.
*rileviamo con piacere che anche decine di deputati e attivisti del M5S hanno già letto il nostro libro L’ISOLA SENZA CIELO.
@TERRAELIBERAZIONE

La Sicilia di Sigonella e del MUOS -“gestita” dall’Entità “romana” (e vigilata da GLADIO &C.)- è l’ultimo vero rottame geopolitico della seconda Guerra Mondiale nell’emisfero occidentale.

L’epoca del volo aereo vi decollò sulle Ali della Morte. Oggi
sono ali comandate da remoto, come fosse un videogioco:
la “guerra post-eroica” viene inscenata nelle nebbie fitte
di uno spettacolo totalitario che produce tifoserie cieche
e ignoranti sul canovaccio nazional-razzista colorato perfino
di “umanitarismo”!

Le Battaglie dell’Aria -militari, commerciali, civili- servono comunque a controllare la Terra e il Mare: in Cielo non cresce niente, neanche sulla Via della Seta.

Oltre dieci anni fa, da Pekino, l’avrebbero voluta far passare
dalla SICILIA con un Hub aeroportuale mondiale (altro
che ponticello sul Canale di Messina!). Da Washington e da
ROMAFIA risposero: “NO! – In Sicily si fa il MUOS!”.

L’abbiamo scoperto e denunciato subito, e lo ripetiamo sempre.
Al confronto, il resto è chiacchiera da Spettacolo coloniale,
nebbia per i cervelli vuoti dei sicilianoidi colonizzati: come
in Terra così in Cielo.

La Nuova Via della Seta (Belt and Road Initiative- BRI) è
finalizzata a infrastrutturare nuove rotte commerciali che
interconnettono la Cina attraverso l’Asia -per Terre e per
Mari- col cuore dell’Europa. L’investimento B.R.I. costa a
Pekino almeno 12 volte il “Piano Marshall” americano per
la ricostruzione dell’Europa nell’ultimo Dopoguerra (ma
senza le sue ipocrisie e i suoi trucchi).

La Nuova Via della Seta, questa immane e inedita visione
di sviluppo, è stata addirittura inserita -al recente 19° congresso- nello Statuto del Partito Comunista Cinese, tra i
suoi “14 Principi”, a sigillo della ”ascesa armoniosa della
nazione”. E non si tratta più solo di export di merci – sempre
più qualificate – ma di investimenti in infrastrutture che
realmente mancano.

Le riserve cinesi di moneta estera sono stimate in circa 3
mila miliardi di dollari equivalenti; il progetto BRI permetterebbe di investirne una buona parte nella costruzione di infrastrutture nei 65 Paesi attraversati.

Punto Fermo: nel disegno originario di Pekino era la Sicilia
l’Hub mediterraneo, turistico e infrastrutturale, della
Via della Seta, verso Rotterdam e Amburgo, ma anche verso
la MediterrAfrica e le Americhe. L’Aeroporto intercontinentale
siciliano sarebbe stato tra i più grandi del mondo.
Washington disse: Not in Sicily! Qui si fa il MUOS.

(tratto dal libro L’ISOLA SENZA CIELO -edizioni TerraeLiberAzione).
www.terraeliberazione.wordpress.com

Foto tratta da lasicilia.it

 

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