“Su Montante non si può!”, sembra dire la Regione. 100 mila negozi in meno/ MATTINALE 174

“Su Montante non si può!”, sembra dire la Regione. 100 mila negozi in meno/ MATTINALE 174
27 ottobre 2018

Spigolando in ciò che resta della Sicilia: poca morale (il Governo regionale di Nello Musumeci che ‘sbaglia’ la procedura per la costituzione di parte civile nel processo ad Antonello Montante), la spartizione del sottogoverno, lo sbarramento del 4% alle elezioni europee e, soprattutto, la corruzione nella gestione delle autorizzazioni per le attività commerciali: ‘regali’ ai politici e chiusura di 100 mila esercizi commerciali

La caduta
Musumeci Nullo Nello è un campione di bongee jumping alla siciliana. La sua specialità è la caduta dal piede di pitrusino, ovvero la scoperta ebete di qualcosa che tutti sanno, tranne lui. L’ultima, in ordine di tempo, è quella della mancata corretta procedura, che compete a lui, relativa alla richiesta di costituzione di parte civile della Regione nel processo ad Antonello Montante, un processo nel quale sono in corso accertamenti su rapporti tra l’ex presidente di Confindustria Sicilia e soggetti politici, alcuni dei quali in qualche modo rappresentati nel suo governo. “Rimedierò”, ha assicurato, guardandosi attorno stupito. Si puede, ovviamente.

Sottogoverno a gogo
“Questo a me, questo a te, questo a lui”. “Et diviserunt vestimenta mea”. Qui il bello addormentato, il Nullo Nello si sveglia e diventa bellissimo. La spartenza dei posti di sottogoverno costituisce il momento più alto della politica siciliana. Una sorta di redde rationem, un mix tra sentiti ringraziamenti e luminose nuove promesse. E’ un po’ quello che Cirano de Bergerac dice del bacio: un giuramento un po’ più da vicino, una promessa più precisa, una confessione che cerca una conferma, un apostrofo roseo fra le parole t’amo, un segreto soffiato in bocca invece che all’orecchio,
un frammento d’eternità che ronza come l’ali d’un ape, una comunione che sa di fiore, un modo di respirarsi il cuore e di scambiarsi sulle labbra il sapore dell’anima!

Ecco immaginate la scena tra Musumeci-Cirano (il pizzetto ce l’ha il naso pure) per le bugie e Gianfranco Miccichè-Rossana, la virginale “ntolla” Rossana.

Si consolidano rapporti, si creano nuove alleanze, si stipulano nuovi patti. Un epico mix tra rispetto rigoroso dell’interesse pubblico e valorizzazione del merito. Cencelli alla mano, si sceglie fior da fiore tra sodali, simpatizzanti, elettori multipli e portatoti d’acqua. Uno bravo no? Ma de che?

La soglia di sbarramento
Alle prossime elezioni europee del maggio del prossimo anno si voterà con la soglia di sbarramento del 4%. Evviva! Non è irragionevole, ha sancito la Corte costituzionale. E così il supremo organo di difesa della Carta costituzionale se ne sbatte dell’art. 1 della stessa (“La sovranità appartiene al popolo”) e dà ragione a quelle carogne che nel 2008 introdussero, per blindarsi e perpetuarsi, la soglia di sbarramento, modificando a proprio esclusivo interesse il sistema proporzionale puro che vigeva in precedenza ed impedendo a milioni di elettori di essere rappresentati e portare loro rappresentanti al Parlamento europeo (alla faccia della sovranità).

La storia, però, ha fatto meglio di questi codini conservatori parrucconi che si sono rivelati guardiani inutili di un sistema a pezzi. Di quei partiti che votarono lo sbarramento (Forza Italia, Italia dei Valori, UDC, PD) alcuni sono scomparsi dalla faccia della terra e degli altri nessuno raggiunge già il quorum del 4%. Tutta salute!

L’ecatombe dei piccoli negozi
Negli ultimi dieci anni in Italia sono scomparse oltre 100.000 attività commerciali. Il che vuol dire che, senza che la politica e i governi facessero un plissé, sono stati gettati sul lastrico migliaia di addetti e un tessuto sociale, quasi una classe sociale, è in via di estinzione, è diventa plebaglia, opps, scusate, “popolo”, quel “popolo” giustamente rancoroso e incazzato che tanto comodo fa ai demagoghi e ai Masanielli.

Dirai: è la globalizzazione, bellezza!”. No, è l’insipienza, l’incapacità di visione strategica della società, la miopia politica, e, perché no?, le mazzette che i grandi globalizzatori dispensano a piene mani per avere autorizzazioni e licenze e metter su mostri del cattivo gusto e della cattiva qualità. Cose da suburra, appunto.

Foto tratta da blogsicilia.it

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