Proviamo a capire perché la ‘peste’ della Lega sta contagiando la Sicilia/ MATTINALE 171

Proviamo a capire perché la ‘peste’ della Lega sta contagiando la Sicilia/ MATTINALE 171
24 ottobre 2018

Salvini non fa promesse pericolose: e questa è la garanzia per la vecchia Sicilia fatta di finti imprenditori che pagano in nero, finti professionisti venduti ai politici, sanguisughe di danaro pubblico, mafiosi, corrotti e corruttori assortiti, burocrati vili e proni, tutti soggetti che vogliono continuare a fare ciò che hanno sempre fatto e che trovano nella Lega il ricettacolo ideale 

Che Matteo Salvini e il suo partito, la Lega, vincano al Nord è fisiologico. La Lega è un partito nordista, persegue scopi di salvaguardia e tutela degli interessi del Nord. Salvini ha poi saputo sfruttare la rendita di posizione derivante dal lungo addio di Berlusconi e di Forza Italia e ne sta cannibalizzando gli elettori.

Si tratta in sostanza di un aritmetico travaso di consensi e di corrispondenti percentuali. Quando la deriva sarà esaurita, quell’elettorato guarderà ancora una volta altrove.

Quello che va analizzato con attenzione è il fenomeno del crescente consenso della Lega anche al Sud e in Sicilia, dove il partito di Salvini, nei sondaggi, gode di un 22 per cento dei consensi.

Al Sud Salvini non è Berlusconi, avendo fatto sin da ragazzo campagna contro il Sud e la Sicilia (“Forza Vesuvio” e “Forza Etna” erano i cardini dei suoi “ragionamenti” politici), e quindi il passaggio di voti da Forza Italia alla Lega non dovrebbe essere né facile, né automatico. E allora?

Circoscriverò la mia riflessione alla sola Sicilia e mi sorgono, spontanee, alcune domande. Eccole.

A questi presunti elettori che cosa ha promesso Salvini?

Ha promesso di combattere e vincere la disoccupazione e di dare un lavoro a tutti, ponendo fine all’emigrazione dei nostri giovani e alla fuga dei nostri cervelli migliori? NO!

Ha promesso che porterà il Mezzogiorno e la Sicilia allo stesso livello economico del resto del paese? NO!

Ha promesso che restituirà alla Sicilia i diritti che le sono stati negati e che attuerà lo Statuto della Regione, attribuendo, come segno di buona volontà, al Presidente della Regione i poteri di polizia, cosa che lui può fare domani mattina, se solo lo volesse  e lo volesse Musumeci….?). NO!

Ha promesso che combatterà la mafia facendo adottare dal Parlamento una legislazione adeguata e di reale contrasto e attuando una vera e propria campagna militare? NO!

Ha promesso che fare delocalizzare in Sicilia stabilimenti industriali di tutte le imprese più importanti del Nord (Breda, Oto Melara, Beretta, Ducati, Ferrari, etc.)? NO!

E allora perché la Lega è vincente nel Sud? Tra chi acquisisce consensi Salvini?

Una larga fetta di potenziali elettori Salvini li attrae proprio perché non fa promesse pericolose come quelle e quindi è garanzia dello status quo a coloro per i quali lo status quo è tutta salute: finti imprenditori che pagano in nero, finti professionisti venduti ai politici, sanguisughe di danaro pubblico, mafiosi, corrotti e corruttori assortiti, burocrati vili e proni, tutti soggetti ai quali questa Sicilia così com’è sta benissimo.

V’è poi il siciliano nato opportunista, ascaro e servile, col naso sempre all’aria a fiutare il vento per capire dove piazzare la sua bandiera di “cannavazzo”, il siciliano che cerca nella politica un’occasione per fare un po’ di soldi e una sua carrierucola, scippare qualche piccolo vantaggio e riscattare una vita oscura e inutile.

La Sicilia in questi giorni è battuta in lungo e in largo da galoppini, sottopancia, reclutatori, agit prop che non hanno avuto difficoltà a sconfessare le proprie scelte (significativa, per capire la moralità di certi personaggi rampanti, l’uscita dal movimento di Grillo e il passare con Salvini).

Sono come i topi che portano la peste, hanno venduto l’anima al diavolo e sono alla ricerca di miserabili come loro che stanno facendo il salto della quaglia e si stanno posizionando con sulle labbra le immortali parole di Shylock, il mercante di Venezia:

“A me che me ne viene?”.

E’ una ricerca di numeri, di quelli che nell’esercito romano, in momenti bui, venivano chiamate truppe tumultuarie, raccattate, come diceva Cicerone, in nessuna parte dello Stato e quindi senza che ne rappresentino nessuna. Rappresentano solo se stessi, i propri primordiali appetiti, commisti con una connaturata, anelante viltà.

Questa, ahimè, potrebbe essere la nuova maggioranza che governerà la Sicilia se quelli che Platone definiva i migliori se ne staranno a guardare.

Foto tratta da ilpost.it

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