Zibaldone della mala Italia: il Sud che si vende alla Lega e, alla Regione, gli stagisti dell’illegalità/ MATTINALE 164

Zibaldone della mala Italia: il Sud che si vende alla Lega e, alla Regione, gli stagisti dell’illegalità/ MATTINALE 164
17 ottobre 2018

Il quadro che emerge dall’Italia di oggi è deprimente. Proprio mentre nel Sud cresce la consapevolezza di aver subito, nel 1860, una conquista coloniale da parte del Piemonte sabaudo, ci sono meridionali che oggi, per qualche strapuntino, si consegnano alla Lega di Salvini. E poi altri orrori, dalla trattativa tra Stato e mafia agli stagisti della Regione siciliana reclutati dall’attuale Governo in campagna elettorale. Senza vergogna  

Igor Gelarda è stato eletto alle ultime elezioni comunali di Palermo nelle liste dei 5 Stelle. Entrato in rotta di collisione con il capogruppo dei grillini, Ugo Forello, candidato sindaco al Comune, dopo qualche tempo ha assunto la sofferta decisione di lasciare il Movimento. Ma non ha percorso la nobile strada, tipicamente british, di dimettersi da consigliere comunale: si è guardato intorno e ha trovato ricetto nella Lega (ex Nord).

Se Parigi val bene una messa, che cosa fare per arrivare a Strasburgo, sede del Parlamento europeo? Così il nostro transfuga si è dunque messo a capo dell’ufficio reclutamento dei siciliani indegni e senza onore, quelli che per un poco di visibilità mai altrimenti avuta nella vita, in cerca di riscatto da un’esistenza bassa e inutile, si accingono a offrirsi a chi li ha sempre schifiati (Forza Etna!) e che in cuor suo sempre li schifia e li schifierà sempre.

Per non parlare dell’azione politica. La Lega (ex Nord) non ha presentato uno straccio di programma per le prossime elezioni europee, si va a simpatia. Eppure “recluta” e indica candidati, pronti ad interpretare qualunque linea. E’ corretto pensare che questi reclutamenti sono fatti “a prescindere” dalle intenzioni politiche di Salvini nei confronti della Sicilia e del Mezzogiorno tutto? Direi proprio di sì.

Due parole ai futuri stagisti che saranno assunti alla Regione. Qualunque possa essere la rappresentazione che vi farete della realtà, per cercare un’impossibile interiore assoluzione, sappiate che se accetterete di fare questa esperienza, sarete sempre degli abusivi, presi con metodi raccomandatizi e clientelari, da soggetti usi all’illegalità, ai quali dovrete sempre ed in ogni caso rendere il conto, ubbidire e calare le brache.

La vostra bravura, se c’è, non servirà a nulla e non vi salverà. Del maltolletto non si può fare buon lavoro, ci insegna Dante. Anche se li destini ai poveri, i soldi rubati restano soldi rubati. Una macchia, un peccato originale inemendabile accompagnerà per sempre la vostra esperienza alla Regione, breve o lunga che sia. Sarete visti e giudicati come coloro che hanno tolto il giusto spazio a chi avrebbe voluto le vostre stesse opportunità da verificare in un pubblico cimento, come prescrive la Costituzione italiana che state per violare.

Dati i tempi, sono sicuro che molti risponderanno: “E allora?”.
La  scrittrice Dacia Maraini, in un editoriale, si chiede angosciata il perché del tanto odio, del tanto livore che sta attraversando la società italiana. Posso rispondere elencando alcuni dei motivi che fanno sorgere in me sentimenti che definisco asociali” e penso che tutti gli italiani siano portatori dei loro.

L’aver compreso che questo paese è il frutto di una invasione proditoria, di una conquista predatoria e di un asservimento cinico di uno Stato (il Piemonte ) ai danni di un altro (il Regno delle due Sicilie) e la consapevolezza che la cosiddetta nazione italiana non è mai esistita.

L’aver compreso che questa condizione di menzogna organizzata è “la radice della mala pianta” che ha generato male su male, corruzione, inganni, una politica sporca, sopercherie e sopraffazioni e ha fatto diventare tanti cialtroni e miserabili altrettanti statisti e salvatori della patria.

Che la politica e la giustizia, salvo rarissime eccezioni, sono, senza pudore e senza infingimenti, al servizio della conservazione del sistema di potere la cui formazione risale all’Unità e che si è perpetuata senza soluzione di continuità.

Che dopo la caduta del Muro di Berlino e la vittoria del Capitalismo quelle forze politiche che tendevano ad un sia pur minimo riequilibrio sociale sono state inquinate da quinte colonne dei poteri forti che come un entità aliena dopo un processo di disintegrazione vi si sono installate.

E ora un po’ di casistica recente.

Pier Luigi Bersani che assicura i siciliani che Rosario Crocetta, che lui sa essere la persona più inutile e pericolosa del mondo abitato, è l’uomo giusto per loro;

Luca di Montezemolo che, pur avendo portato l’Alitalia sull’orlo del fallimento, viene sì cacciato via, ma si porta a casa 28 milioni di euro di liquidazione; lo stesso Montezemolo che ancora non ha letto le carte dei fondi offshore e nessun giudice lo fotte in galera;

Giuliano Amato con i suoi 480 mila euro di pensione;

Matteo Renzi che rottama il PD e lo porta scientificamente al disastro, salvando però con i soldi nostri il Monte dei Paschi e le banche venete, quelle stesse banche che, pur essendo in peggiori condizioni delle nostre, si sono sempre salvate mentre quelle siciliane sono state rottamate e i soldi dei risparmiatori siciliani che se ne vanno al Nord;

la mafia che fa patti con lo Stato;

Napolitano che depone ricordando certi personaggi non esattamente encomiabili (“Non so, non ricordo…”);

Mancini assolto;

Di Matteo sbeffeggiato.

Devo continuare?

Foto tratta da ilsudonline.it

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