Formazione, l’assessore Lagalla ‘si sbuccazzia’ in una Tv e USB, Adriana Vitale e Gianfranco Bono lo fanno nuovo…

Formazione, l’assessore Lagalla ‘si sbuccazzia’ in una Tv e USB, Adriana Vitale e Gianfranco Bono lo fanno nuovo…
8 agosto 2018

Ma cosa combina, professore-assessore Roberto Lagalla? La Formazione professionale siciliana non è una malattia da diagnosticare e curare: è un settore da rilanciare e lei, invece, sta continuando ad affossarlo. Hanno torto Sandro Cardinale, Costantino Guzzo, Alessandra Canto e Adriana Vitale a dargliele in testa? Secondo noi, no. Dicono cose giuste, soprattutto sul papocchio del Bando a Catalogo friggi e mangia…   

I personaggi che popolano l’attuale Governo regionale siciliano sono veramente unici. Quando vengono presi di mira dai cittadini si ‘arrunchiano’, diventano disponibili, a tratti anche propositivi. Appena chi protesta molla la presa, però, tornano a ‘spatuliare’, pasticciando tra autorevolezza (ma dov’è?) e autorità (ma chi se li fila?).

Prendiamo l’assessore, Roberto Lagalla. Un grande medico che, però, del settore di cui si occupa – la Formazione professionale della Sicilia – almeno fino ad oggi, è riuscito a sbagliare ripetutamente ‘anamnesi, diagnosi e terapie’. Un disastro totale. Avete presente la celebre canzone di Bennato “Dotti, medici e sapienti”? Ecco, una cosa del genere…

Quando i lavoratori gli hanno contestato, con uno sciopero della fame in piena estate, l’accordo trilaterale tra governo regionale enti e sindacati ‘firmaiuoli’, prima Lagalla ha nicchiato un po’ e poi ha optato per la linea ‘allineato & coperto’.

Quando i lavoratori hanno interrotto lo sciopero in virtù di una trattativa che lo stesso governo regionale dovrebbe intavolare con Roma (leggere Ministro del Lavoro Luigi di Maio), il professore-assessore Lagalla – troppo abituato a salire in cattedra (ci sta: è docente universitario di Radiologia) – è tornato a favellare.

Ma – lo ribadiamo – se tra TAC e RM il professore Lagalla è imbattibile, con la Formazione professionale ‘toppa’ ad ogni piè sospinto.

Il risultato è che il suo ‘sbuccazziarsi’ in una Tv non è piaciuto ai lavoratori. Così è arrivata la replica di chi i lavoratori della Formazione professionale disoccupati li rappresenta davvero: sono Sandro Cardinale, Costantino Guzzo e Alessandra Canto, tutti dell’USB.

“La scrivente Organizzazione sindacale – scrivono in una nota Cardinale, Guzzo e Alessandra Canto – apprende dall’intervista rilasciata all’assessore Lagalla a una tv locale nella quale si ravvisano alcune inesattezze che lasciano l’amaro in bocca. L’assessore dichiara che i sindacati di base si sono sottratti alla discussione sull’accordo trilaterale fra lo stesso assessore, enti datoriali e sindacati di categoria: cosa che risulta non vera in quanto l’Unione Sindacale di Base (USB) non è stata assolutamente convocata per la discussione e sottoscrizione di tale accordo. E’ chiaro che l’accordo non sarebbe stato da noi firmato, ma in un’ottica di democrazia e corrette relazioni sindacali sarebbe stato opportuno che la USB fosse stata invitata”.

“Ad onor del vero la USB – leggiamo sempre nel comunicato – nelle convocazioni pregresse ha chiesto i tavoli separati dagli altri sindacati, in quanto ritenuti corresponsabili dello sfacelo totale della Formazione Professionale in Sicilia. Ma da questo a dire che ci siamo sottratti alla discussione di un accordo…”.

Insomma i tre sindacalisti definiscono “pretestuose” le parole dell’assessore Lagalla.

“Altre inesattezze emerse dall’intervista – recita ancora la nota dell’USB – sono quelle dell’interlocuzione fra Regione e Governo nazionale. E’ vero che gli assessori di tutta Italia sono stati convocati dal Ministro Luigi Di Maio, ma la richiesta formale all’apertura del tavolo di confronto, da parte dell’assessore Lagalla, al Governo nazionale, al momento dell’intervista non era ancora stata avanzata: cosa che dovrebbe avvenire in questi giorni”.

“Anche sull’Albo ci sarebbe da ridire – leggiamo sempre nella nota USB -. C’è una enorme confusione sui numeri, dagli 8 mila di partenza, secondo l’assessorato hanno risposto al censimento 5 mila e 700; però poi il numero è stato elevato a 9 mila dopo la pubblicazione dell’albo con i famosi triangolini”.

“L’USB – conclude la nota con una punta di ironia – ritiene che queste inesattezze siano scaturite dal forte caldo dello studio televisivo… Rimaniamo comunque fiduciosi in una gestione della vertenza quanto più leale possibile”.

Sulla vicenda interviene anche Adriana Vitale, ex sportellista da sempre in prima fila nella lotta per riacquistare il lavoro che la Regione le ha tolto.

“Abbiamo ascoltato con imbarazzante disagio – scrive Adriana Vitale – l’intervista dell’assessore Lagalla sulla parte relativa all’accordo trilaterale e sul tentativo di sminuire la portata dell’ultima protesta davanti la presidenza, facendola apparire come un capriccio delle associazioni e dei sindacati di base, che peraltro si puntualizza, rappresentano la maggior parte dei lavoratori, come se volessero rappresentare l’assurda pretesa di collocare 8000 lavoratori con un bando. I disagi denunciati attraverso la civilissima protesta hanno altra matrice e altra natura. Partendo dal fatto che i citati sindacati di base hanno rifiutato di sedere allo stesso tavolo dei confederali giusto per la promiscuità della loro posizione, che dietro il paravento sindacale nascondono palesi interessi nei confronti dei datoriali e spesso nei loro stessi confronti e non certamente alla partecipazione dell’accordo”.

“Preme puntualizzare – prosegue il post di Adriana Vitale – che la protesta è scaturita al di là dell’accordo, che intende spingere l’istituzione immediata del Fondo di garanzia e un tavolo tra governo nazionale, governo regionale e parti sociali. A tale proposito accogliamo favorevolmente le parole dell’assessore, che dopo qualche resistenza, ammette e sposa l’importanza di un coinvolgimento nazionale per risolvere la grave crisi del settore. Detto questo, preme chiarire posizioni, precisazionini e dinamiche. Il gruppo dei manifestanti che, rimarchiamo, insieme rappresentano la maggior parte dei lavoratori del comparto della formazione, relativo al settore interventi e sportelli, hanno inteso protestare, oltre che per la grave situazione nella quale versano, anche per una serie di anomalie gravi sulla gestione dell’avviso 2”.

Si tratta del Bando a Catalogo voluto dall’assessore Lagalla.

“Il recente accordo trilaterale firmato in data 23 luglio 2018 a ‘salvaguardia’ degli operatori del comparto formativo siciliano tra l’amministrazione, sindacati e datoriali – scrive sempre Adriana Vitale – rappresenta un goffo tentativo per consentire agli Enti assegnatari di risorse di instaurare nuovi rapporti di lavoro attingendo esclusivamente fuori dall’Albo. Infatti basta consultare i bandi di ricerca del personale per rendersi conto dell’assoluta discrezionalità nel reclutamento del personale che ne impedirà, di fatto, il reinserimento di quei lavoratori espulsi dal sistema formativo. Si è lasciato campo libero agli organismi formativi di costruirsi e inventarsi i criteri più fantasiosi e disparati per la selezione del personale. La deroga al CCNL di categoria è un palese tentativo per consentire agli Enti di tagliare il costo del personale consentendo, così, di mantenere quasi inalterato il parametro ora/corso di 129 Euro che diventerebbe un interessante profitto per i gestori”.

“Andando nello specifico – prosegue il post – dall’analisi di alcune schede di reclutamento del personale si evince che nessun lavoratore storico inserito nell’elenco avrà possibilità di ritorno al lavoro. In queste schede c’è la prova provata di un detto che recita: ‘Fatta la legge, trovato l’inganno’. Quaranta punti affidati alla commissione esaminatrice scelta dallo stesso ente che esalta la discrezionalità a fronte degli anni di esperienza valutati a 0.75 punti annui con un massimo di 15 punti, la dice lunga sulla temuta possibilità di reclutamento per cooptazione. Altre schede che offrono contratti da caporalato legalizzato, che si basano sulla speculazione del bisogno a 9.90 euro lordi ora”.

“Tutto ciò – prosegue Adriana Vitale – si replicherà con le Apl, anch’esse inserite nell’accordo trilaterale, dove si è, peraltro, consumato uno sgarbo istituzionale a causa dell’assenza dell’assessore al Lavoro, titolare della gestione delle politiche attive del lavoro. Un Bando a Catalogo che di Catalogo ha solo il nome, affidato ad un Clik day nel quale il dito più veloce è riuscito ad aggiudicarsi i finanziamenti. Infatti è pacifico che la scelta dei corsisti non è avvenuta all’atto della pubblicazione del Catalogo, ma pregressa. In meno di due ore si è esaurito il budget disponibile. Quindi non è altro che la riproposizione dei vecchi vizi spacciati per trasparenza, con l’aggravante di una progettazione non valutata nella qualità. Oltretutto si è creata una disparità alla fonte, tra corsisti concorrenti che non hanno avuto la stessa opportunità di partecipazione”.

“I detti sindacati di base e associazioni – conclude Adriana Vitale – non accettano e denunciano a gran voce le parole spocchiose con le quali l’assessore ha liquidato la protesta, attribuendo ad essa interpretazione scorretta e, cosa più grave, con sufficienza e la grave restaurazione in atto di un sistema deprecabile”.

Gianfranco Bono, de Gli Irriducibili della Formazione professionale, va giù duro:

“Purtroppo l’On. Prof. Lagalla ha vuoti di memoria… Nessuno si è defilato dalla ratifica di un accordo che, però, avrebbe salvaguardato i lavoratori. E nell’incontro dell’11 luglio abbiamo discusso ampiamente di diversi dettagli che consideravano fondamentali: uno tra tutti, un bando omogeneo che gli Enti avrebbero dovuto utilizzare per la selezione del personale. Quello che è successo dopo è sotto gli occhi di tutti. Spunta misteriosamente l’accordo trilaterale, partorito ancora una volta, per turlupinare i lavoratori”.

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