Domani conferenza stampa sulla Metroferrovia di Ragusa: chi mette i fondi? E chi la gestirà?

Domani conferenza stampa sulla Metroferrovia di Ragusa: chi mette i fondi? E chi la gestirà?
5 agosto 2018

Le domande che rivolgiamo al Presidente della Regione, Nello Musumeci, e all’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, non sono oziose e capziose. Non è che tale opera verrà realizzata con i fondi del Sud, senza l’intervento finanziario di Rfi? Proprio qualche giorno fa la SVIMEZ ha ricordato che il Mezzogiorno è stato abbandonato. Le Ferrovie metteranno soldi o pagheremo tutto noi?   

Un comunicato della presidenza della Regione siciliana annuncia:

“Verrà firmata domani (6 agosto) alle ore 11, nella sede della Regione siciliana a Catania (ex Palazzo Esa), la convenzione per la realizzazione della Metroferrovia di Ragusa. A sottoscrivere l’intesa la Regione, il Comune ibleo e Rete ferroviaria italiana. Il progetto, già finanziato dal Fondo di sviluppo e coesione con 18 milioni di euro, punta alla riqualificazione della periferia storica della città, attraverso il collegamento con la zona moderna. Saranno presenti il presidente della Regione Nello Musumeci, l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone, il sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì e l’amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile”.

Due domande.

Prima domanda. Tale opera verrà realizzata solo con le risorse del Fondo di sviluppo e coesione, già FAS (Fondo per le Aree Sottoutilizzate)?

Ce lo chiediamo perché il Fondo di sviluppo e coesione è composto da risorse finanziarie del Sud non spese che vengono riprogrammate (non prima di essere ‘taglieggiate’ e utilizzate, in parte, nel Centro Nord Italia) e poi riassegnate.

In soldoni: tale opera verrà realizzata con soldi già nostri o Rfi (Rete ferroviaria italiana) metterà proprie risorse? Ce lo chiediamo – e lo chiediamo al Presidente Musumeci e all’assessore Falcone – perché, appena qualche giorno fa, la SVIMEZ ha ricordato che il Sud è stato letteralmente abbandonato dallo Stato italiano.

Cosa che è avvenuta e avviene perché lo Stato – per esempio, attraverso Rfi e ANAS – non investe più nel Mezzogiorno, negando a questa parte del Paese gli interventi ordinari che, secondo l’Unione Europea, non possono essere surrogati dai fondi strutturali della stessa Unione Europea.

Vedete, Presidente Musumeci e assessore Falcone, dalla risposta a questa domanda si capisce se un Governo regionale siciliano è ascaro o non-ascaro.

Seconda domanda. Chi gestirà tale opera? Finirà come a Palermo-città-colonia, dove le Ferrovie gestiscono i biglietti del Passante ferroviario? 

Non sappiamo se lo sapete, Presidente Musumeci e assessore Falcone, ma a Palermo i palermitani pagano il biglietto del Tram all’AMAT (Comune di Palermo) e il biglietto del Passante ferroviario (che non la riapertura del collegamento con l’aeroporto ‘Falcone-Borsellino’, già Punta Raisi, diventerà una tratta remunerativa) alle Ferrovie.

Così, se un cittadino deve prendere sia il Tram, sia il Passante ferroviario deve pagare due biglietti!

Domani parlerete anche di questi temi?

P.s.

Il Governo regionale sa con quali soldi è stata realizzata la parte del Passante ferroviario di Palermo in funzione? E’ un investimento fatto per intero dalle Ferrovie che, quindi, coerentemente, lo gestisce?  

Foto tratta da telenicosia.it

 

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