I sindacalisti della scuola che intervengono su Formazione e Lavoro: ma che ci ‘azzeccano’?

I sindacalisti della scuola che intervengono su Formazione e Lavoro: ma che ci ‘azzeccano’?
20 luglio 2018

Non solo. Nel caso degli esponenti di Cgil, Cisl e Uil che negli anni della passata legislatura si occupavano di Formazione e politiche del lavoro, va detto che questi signori non dovrebbero essere convocati dal Governo regionale. Questo perché hanno deluso migliaia di lavoratori. E quando i lavoratori vengono delusi da un sindacato, tale sindacato non ha più motivo di esistere 

Ecco a voi un esempio della confusione creata dalla male affastellata e balorda riforma a metà dell’amministrazione regionale durante gli anni del Governo di Raffaele Lombardo. Tema: le politiche del lavoro e, in particolare, il ruolo che dovrebbero svolgere i dipendenti degli ex Sportelli multifunzionali.

Si parla di un incontro tra i sindacati e l’assessore regionale al Lavoro, Mariella Ippolito.

Su questo incontro – non si capisce bene a che titolo – intervengono, come leggiamo sul blog d’informazione Orizzonte scuola.it, Graziamaria Pistorino, segretaria della Flc Cgil Sicilia, Francesca Bellia, segretaria della Cisl Scuola Sicilia e Claudio Parasporo, Segretario della Uil Scuola Sicilia.

La Flc è la Federazione lavoratori della conoscenza della Cgil nella quale sono i scritti i lavoratori della scuola pubblica e privata. Anche la sindacalista della Cisl e il sindacalista della Uil si occupano di scuola.

Ora, gli Sportelli multifunzionali, prima che la Regione li sbaraccasse, si occupavano di politiche del lavoro. Bene: che cosa c’entrano i sindacalisti che si occupano della scuola con le politiche del lavoro?

La spiegazione è la seguente.

Prima che arrivasse il Governo Lombardo – secondo solo al Governo di Rosario Crocetta per danni prodotti in Sicilia (anche se, in verità, l’attuale Governo di Nello Musumeci è sulla buona strada…) – la Formazione professionale era legata alle politiche del lavoro: e infatti, per tanti anni, in Sicilia, ha operato l’assessorato regionale al Lavoro e alla Formazione professionale.

Poi è arrivato Lombardo “l’innovatore”, con l’allora suo fido assessore-scienziato, Gaetano Armao. I due ‘geni’ hanno deciso che la Formazione professionale andava scorporata dall’assessorato al Lavoro per essere ‘addizionata’ all’Istruzione.

Il problema è che Formazione professionale e Istruzione sono due cose diverse. L’istruzione si occupa della scuola, mentre la Formazione – a parziale eccezione dei corsi OIF (Obbligo formativo) – si occupa di formare i giovani per inserirli nel mondo del lavoro.

Da qui è venuta fuori la confusione, con i sindacalisti della scuola che si occupano anche di Formazione professionale. E siccome le politiche del lavoro, quando la Regione creò gli Sportelli multifunzionali, vennero affidati ad alcuni enti di Formazione, ecco che i sindacalisti della scuola, che si occupano anche di Formazione, vanno a intrufolarsi pure nelle politiche del lavoro!

E’ difficile creare una confusione così ‘inturcionata’: ma gli allora governanti dei tempi di Lombardo ci sono riusciti: e questo gli va ‘riconosciuto’…

Questi signori del Governo Lombardo hanno addirittura anticipato il ‘renzismo scolastico’.

Perché? Semplice: pensate alla scuola-lavoro introdotta dal Governo Renzi: gli studenti dei licei e, in generale, delle scuole superiori costretti a lavorare gratis per le aziende!

Invece di fare studiare i ragazzi li mandano a fare gli ‘schiavi’!

Di fatto, il Governo Lombardo – nel quale, ricordiamo, era presente il PD – ‘impiastrando’ Istruzione e Formazione, ha anticipato la ‘genialità’ renziana…

Detto questo, se i nostri lettori hanno voglia di leggere cosa dicono i tre citati sindacalisti sugli ormai ex Sportelli multifunzionali possono legge l’articolo di Orizzontescuola.it (QUI L’ARTICOLO).

Noi, però, non possiamo non notare che, sulla Formazione professionale e sulle politiche del lavoro, il Governo regionale – e ci riferiamo all’assessore alla Formazione, Roberto Lagalla, e all’assessore al Lavoro, Mariella Ippolito, non hanno motivo di convocare i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, con riferimento ai sindacalisti che si occupano di questi due disastrati settori.

Va detto che quando il Governo Lombardo ha iniziato a smantellare la Formazione e le politiche del lavoro, i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil non si sono opposti.

La stessa cosa si è ripetuta con il Governo Crocetta: dal novembre 2012 al novembre 2017 i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil non hanno fatto altro che assecondare la ‘macelleria sociale’ del Governo regionale di centrosinistra. Del resto, non c’è da stupirsi, dal momento che – con qualche eccezione – Cgil, Cisl e Uil sono correnti del PD, partito che ha governato la Sicilia nella passata legislatura. 

I sindacalisti di queste tre sigle assecondavano il Governo Crocetta firmando accordi farlocchi, soprattutto sulla Formazione, e non stigmatizzando lo smantellamento degli Sportelli.

I lavoratori della Formazione e degli Sportelli che hanno deciso di auto-rappresentarsi con l’Associazione de Gli Irriducibili della Formazione professionale, con i Lavoratori liberi, con l’Unione Sindacale di Base (USB) e con le lotte condotte dal gruppo degli ex sportellisti capeggiati da Adriana Vitale hanno perfettamente ragione a non sentirsi rappresentati dai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil che hanno seguito questi settori: perché, in effetti, non sono stati rappresentati e, soprattutto, difesi, quando il passato Governo li massacrava.

La verità è che l’assessore Lagalla e l’assessore Ippolito non dovrebbero più convocare i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil quando si parla di Formazione professionale e politiche del lavoro. Non convocandoli farebbero una cosa giusta.

Ma forse il punto è proprio questo, se è vero che, da quando si sono insediati, Lagalla e la signora Ippolito non hanno ancora fatto una cosa giusta. Magari per i due fare una cosa giusta sarebbe rischioso…

Foto tratta da manrico.social

 

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