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Gli affari del mare 14/ Liberty lines tra patteggiamenti, trattative e dubbi…

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L’inchiesta Mare Mostrum ha svelato una trama fatta di affari e corruzione. Ma gli interrogativi ai quali rispondere sono ancora tanti…

Cosa avrà detto  Ettore Morace, ex numero uno della società di navigazione Liberty Lines (che gestisce, per conto della Regione e di un controverso bando, i collegamenti con le isole minori in Sicilia) ai magistrati di Trapani?  All’indomani della notizia del suo patteggiamento – ha patteggiato una condanna a un anno e sei mesi di reclusione  per corruzione e traffico illecito di influenze-  nell’ambito di uno stralcio dell’inchiesta “Mare Mostrum”, l’interrogativo aleggia pesante sui palazzi del potere: avrà fatto nomi? Chi ha corrotto? Chi ha detto sì alle sue richieste?

Si vocifera che anche Girolamo Fazio, l’ex deputato di Trapani indagato nell’ambito della stessa inchiesta (corruzione, rivelazione di segreti di ufficio e traffico illecito di influenze, qui potete leggere l’atto di accusa dei Pm nei suoi confronti)  che dovrà presentarsi davanti al giudice il prossimo 8 Ottobre (l’udienza era prevista in questi giorni, il rinvio per un difetto di notifica) potrebbe optare per il patteggiamento. E, anche in questo caso, le sue eventuali dichiarazioni potrebbero preoccupare non poco ex colleghi e attuali personaggi dell’amministrazione regionale e nazionale.

Certo è che in questa inchiesta, una delle più pesanti degli ultimi decenni, sulla quale lavorano anche i magistrati palermitani (che l’hanno definita un vero e proprio “romanzo della corruzione”), gli interrogativi ai quali rispondere sono ancora tantissimi e toccano i fili dell’alta tensione: soldi, soldi, soldi. Un mare di soldi. Naturalmente pubblici.  E un intreccio opaco tra lobby imprenditoriali e politica.

Interrogativi e dubbi che si estendono anche all’attuale gestione della compagnia di navigazione che è commissariata, ma è già oggetto di interesse per un eventuale cambio di proprietà. Cosa sappiamo in proposito?

Come abbiamo scritto qui, la società Marnavi, che fa capo ad una famiglia di armatori napoletani, sarebbe già in pole position. Lo ha ammesso la stessa Liberty Lines che, in una nota, ha comunicato che la società in questione ha manifestato interesse e la richiesta di avviare la cosiddetta attività di “due diligence”, ovvero una verifica dei conti della Liberty Lines per potere stabilire quanto sia appetibile e quanto vale.

Anche in questo passaggio qualche dubbio nasce spontaneo. Come mai non è stato fatto un invito a manifestare interesse anche ad altre compagnie? Si può avviare una trattativa ‘privilegiata’ anche quando si parla di una società commissariata? Considerando che la Liberty Lines vive di ingenti contributi statali e regionali, possibile che non interessi a nessuno, oltre che alla famiglia Ievoli (così si chiamano gli armatori cui fa capo la Marnavi)?

C’entrano qualcosa i rumors secondo cui i Morace e gli Ievoli sono amici da sempre? L’amministrazione giudiziaria può favorire un singolo gruppo?

Tra le altre cose,  le indagini della magistratura di Palermo riguardano anche la controversa acquisizione della Compagnie delle Isole (società a partecipazione regionale che aveva provato a rilevare la Siremar) da parte della SNS (joint venture fra Caronte&Tourist e Ustica Lines, ovvero le famiglie di armatori Morace e Franza).

Se dovesse essere provato che questo passaggio di proprietà non è stato del tutto lineare,  gli azionisti di Compagnia delle Isole potrebbero impugnare la vendita. Grane per i nuovi proprietari?

E ancora:  nell’ordinanza della Procura c’è scritto chiaramente che si dovevano allontanare tutti gli uomini vicini alla famiglia che potevano continuare con quel sistema corruttivo.

Ebbene, come mai  Nunzio Formica  rinviato a giudizio a Barcellona Pozzo di Gotto con Vittorio Morace, l’uomo che, secondo l’accusa comprava i Rolex da regalare ai politici, continua a sedere nei tavoli sindacali e dirigere la Liberty a Milazzo?

foto tratta da Wall Strett magazine

 

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