Disastro Finanziaria 2018: il responsabile è Miccichè o la Segreteria generale?

Disastro Finanziaria 2018: il responsabile è Miccichè o la Segreteria generale?
6 luglio 2018

A nostro modesto avviso, i responsabili di questo modo errato di legiferare, caratterizzato da approssimazione e superficialità, sono entrambi: il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, e la Segreteria generale del Parlamento siciliano. Anche se con maggiori responsabilità da parte di Miccichè

Chi è responsabile delle norme scritte con i piedi inserite nella Finanziaria regionale 2018 della Sicilia che rischia un’ampia impugnativa per manifesta incostituzionalità?

Il presidente della Commissione Bilancio e Finanze dell’Assemblea regionale siciliana, Riccardo Savona, dice che responsabile è il Governo, perché, aggiunge, le norme a rischio sarebbero quelle volute dal Governo.

Diversa la tesi dell’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, secondo il quale le norme a rischio sarebbero state inserite dai parlamentari.

Ricordiamo che le norme inserite nella Finanziaria regionale – che il titolare di questo blog, Franco Busalacchi, ha definito da “saccunari” e sautavanchi” (QUI IL SUO ARTICOLO) – passano dalla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana che, prima di metterle in votazione, ne verifica la costituzionalità con il supporto della Segreteria generale del Parlamento siciliano.

I parlamentari possono proporre tutte le iniziative parlamentari che ritengono opportune: ma non spetta a loro valutarle sotto il profilo tecnico-costituzionale.

E’ la presidenza dell’Ars che è responsabile di una legge approvata: perché è il presidente, sentiti tecnici della Segreteria generale – con in testa il Segretario generale – che decide se una legge può andare o no in votazione.

La polemica tra Savona e Armao sarà magari politica, ma ha poco di tecnico. Perché, alla fine, la responsabilità di una legge Finanziaria tutta ‘buchi’ – perché tale è la Finanziaria 2018 approvata qualche mese fa dal Parlamento siciliano – si restringe alla presidenza dell’Ars e alla Segreteria generale.

Leggendo attentamente quanto scrivono le burocrazie ministeriali – che purtroppo, in molti passaggi, sul piano tecnico hanno ragione – viene fuori che, in tanti, troppi articoli della Finanziaria regionale 2018 a rischio di impugnativa mancano le relazioni tecniche.

Non possiamo fare a meno di notare che, nella passata legislatura l’allora presidente dell’Assemblea regionale, Giovanni Ardizzone, imponeva le relazioni tecniche alle leggi, soprattutto là dove potevano sorgere dubbi di costituzionalità, legati magari alla copertura finanziaria.

Mentre con la presidenza di Gianfranco Miccichè non possiamo non sottolineare il pressappochismo e, perché non dirlo?, la superficialità con la quale viene esaminata una legge.

A noi risulta che, proprio sulla Finanziaria, gli uffici dell’Ars hanno in tanti casi segnalato la ‘temerarietà’ di certe norme, poi messe comunque in votazione dal presidente Miccichè, e l’assenza di relazioni tecniche.

La verità è che Miccichè vorrebbe innovare la ‘liturgia’ parlamentare di Palazzo Reale. E se non fare leggere, ad inizio di ogni seduta di Sala d’Ercole, cos’è stato fatto nella seduta precedente può anche andare bene, diverso – molto diverso – è la questione relativa alla costituzionalità di una legge e all’assenza di relazioni tecniche: in questo caso non si tratta di ‘innovazioni’, ma di errori, peraltro grossolani, che danno al Governo nazionali armi in più per impugnare le leggi.

Detto questo, anche la Segreteria generale non esce certo ‘assolta’ da una legge-marasma.

C’è uno ‘stile’ che non funziona nell’attuale Segreteria generale: un atteggiamento forse troppo accondiscendente verso le deviazioni clientelari. Cosa che abbiamo osservato anche nella legge sul cosiddetto ‘Collegato alla Finanziaria 2018’, nell’articolo che prevede il ‘comando’ di non si capisce quanti Guardiani dei Parchi nel Corpo Forestale.

La Segreteria generale ha fatto presente al presidente dell’Ars che, su un argomento così delicato, non si può legiferare all’insegna dell’indeterminatezza? Perché a legge la norma, i ‘comandati’ nel Corpo Forestale ella Regione potrebbero essere 25, come ha scritto un lettore, ma anche 2 mila!

La Segreteria generale ha spiegato al presidente Miccichè che se, tra sei mesi o tra un anno, si dovesse materializzare un disegno di legge che prevede la ‘stabilizzazione’ dei ‘comandati’ nel Corpo Forestale tale legge sarà palesemente incostituzionale?

Insomma, la Segreteria generale ha spiegato al presidente Miccichè che l’Ars non è un self service al servizio dei capricci clientelari della politica?

 

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