Il Tram di Palermo al capolinea? Non esattamente: è tutto il Comune che è ormai alla frutta

Il Tram di Palermo al capolinea? Non esattamente: è tutto il Comune che è ormai alla frutta
21 giugno 2018

Fallimentari non sono solo le tre line di Tram. E’ fallimentare tutta la gestione del Comune di Palermo. Alla città serve una svolta, che non può essere assicurata dalla vecchia politica della quale l’attuale sindaco è espressione. Basta con gli affari: è irrazionale realizzare altre sette linee di Tram se le prime tre linee sono economicamente ingestibili    

Al Comune di Palermo hanno scoperto l’acqua calda: e cioè che il Tram è economicamente insostenibile. Al di là delle cifre ballerine – la gestione delle tre linee di Tram costerebbe 5 milioni di euro all’anno, anzi 6 milioni e mezzo, anzi 10, no 11 milioni all’anno – un dato è certo: questa costosissima opera – ‘regalo’ delle Giunte comunali di centrodestra e di centrosinistra – non è più gestibile.

Per mantenere in piedi le attuali tre linee di Tram – che peraltro servono, sì e no, l’1 per cento dei cittadini di Palermo – ogni utente dovrebbe pagare almeno 10 euro a biglietto! E dovrebbe raddoppiare il numero degli utenti rispetto agli utenti attuali. Due condizioni, ovviamente, impossibili.

Attenzione: l’insostenibilità del Tram è nota da tempo. Ma la vecchia politica cittadina – centrodestra e centrosinistra – pur di gestire questo affare ha fatto finta di non vedere il problema secondo la nota regola:

“Prima aggranfamu i picciuli, poi si ‘nni parra…”.

Già, i picciuli. Come dimenticare la Giunta comunale di centrodestra – sindaco di Palermo era Diego Cammarata – che acquista le carrozze senza che ancora fossero state realizzate le linee del Tram?

Poi, nella primavera del 2012, sono arrivati – anzi sono tornati – gli ‘scienziati’ del centrosinistra, con Leoluca Orlando sindaco ed ecco che, dopo un paio di anni di ‘riflessioni ferroviarie’, vengono realizzate tre linee di Tram.

Un’operazione incredibile, la realizzazione delle tre linee di Tram: appena 15 km di strada ferrata in città, senza galleria, al costo stratosferico di 320 milioni di euro. Soldi caricati sul groppone dei fondi europei.

La dimostrazione, matematica, che in Sicilia, spesso, la infrastrutture realizzate con i fondi europei, piuttosto che modernizzare la realtà, la caricano di costi impropri deturpando l’ambiente.

I 15 Km di Tram realizzati a Palermo rappresentano, in assoluto, la più costosa follia ingegneristica della storia della città.

Senza senso la linea di Tram che, da Borgo Nuovo, scende lungo via Leonardo Da Vinci per arrivare fino alla stazione Notarbartolo. Centinaia di alberi tagliati, traffico automobilistico impazzito lungo le strade laterali di via Leonardo da Vinci, caos in via Notarbartolo e – chissà perché di questo parlano in pochi – inquinamento elettromagnetico.

Non mancano i problemi anche nella linea del Tram che attraversa Corso dei Mille.

Ricordiamo che, sulla realizzazione del Tram, agli atti, c’è una relazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. Si segnalavano opere realizzate con varianti extra-contrattuali, errori progettuali e contestate consulenze a soggetti politici. Ma tutto è passato in cavalleria.

I 320 milioni di euro spesi per 15 Km di Tram – più di 20 milioni di euro al Km! – sono cosa buona e giusta.

Ed è anche logico: siamo in Sicilia, terra di spartizioni. La prima parte dell’ ‘operazione’ l’ha chiusa il centrodestra con l’acquisto della carrozze; la seconda parte l’ha chiusa il centrosinistra, con i 15 Km di Tram.

A ciascuno il suo…

Come dimenticare, poi, la pupiata dell’inaugurazione del Tram di Palermo con il sindaco Orlando che si gingillava con i Ministri del Governo Renzi?

I problemi cominciano con la gestione. Che il Comune affida all’AMAT, l’Azienda che già si occupa – male – del trasporto pubblico delle persone.

L’AMAT è quello che è: un’Azienda che usa male, malissimo i fondi pubblici che ha a disposizione. Tema che, nella passata consiliatura, l’allora vice presidente vicaria del Consiglio comunale, Nadia Spallitta, ha segnalato a più riprese (come potete leggere i calce a questo articolo).

Per far muovere il Tram l’AMAT sguarnisce il servizio degli autobus in alcune periferie della città. Non mancano le lamentele dei cittadini. Ma l’amministrazione comunale ha altro a cui pensare.

Nonostante il servizio autobus dell’AMAT sia sempre più insoddisfacente, l’Azienda ha bisogno di soldi per gestire un Tram che pare costi 10-11 milioni di euro all’anno. Così il Consiglio comunale inventa la Zona a Traffico Limitato (ZTL), forse – per Palermo – la più grande presa per i fondelli degli ultimi cento anni.

La ZTl, per definizione, è un’area della città chiusa al traffico per limitare l’inquinamento. Vi si accede con le auto pagando una ‘botta’ di soldi. Quella di Palermo è invece una ZTL a convenienza: entri, paghi e inquini. Basta ‘dare in pasto’ 100 euro all’anno al Comune e il gioco è fatto. Questa è la ‘ZTL’ di Palermo.

(Per carità: la stessa cosa aveva fatto la Giunta Cammarata, in un’area cittadina molto più estesa, facendo pagare circa 15 euro all’anno. Ma alla ‘presunta’ sinistra di Palermo la ZTL di Cammarata non piaceva: era “fuori legge” – COME POTETE LEGGERE IN QUESTO ARTICOLO – Ora gli amici della ‘sinistra’ hanno cambiato idea: la coerenza prima di tutto…).

Di fatto, la ZTL di Palermo è una tassa occulta che serve per pagare i costi esorbitanti del Tram.

Le polemiche sono roventi. Si va prima davanti al TAR e poi davanti il CGA (in Sicilia organo di appello del TAR).

La questione è ancora oggi sospesa. Il Comune è stato obbligato dai giudici amministrativi a ridurre l’area della ZTL. Ma nel frattempo è stato appurato che il Comune, nell’istituire la ZTL, ha ignorato una legge regionale. La ZTL di Palermo è illegittima, anche se si fa finta di non saperlo.

Pur essendo illegittima, l’amministrazione vorrebbe addirittura estenderla ad altre aree cittadina per fare ‘cassa’. E qui viene fuori l’anima vecchio-democristiana di Orlando, un sindaco abituato ad amministrare nel ‘formaggio’ della spesa pubblica. E siccome da Roma e dalla Regione soldi non ne arrivano più, il sindaco pensa di risolvere i problemi economici infilando le mani nelle tasche dei cittadini.

Il problema è che il Comune di Palermo accumula debiti su debiti: ci sono i ‘buchi’ del Tram, i ‘buchi’ nella gestione dei rifiuti, i ‘buchi’ delle altre società collegate e via continuando.

E c’è, soprattutto, una città sempre più povera che l’attuale amministrazione comunale ha ulteriormente impoverito, aumentando a dismisura la pressione fiscale. Ormai, a Palermo, tante famiglie non pagano più tasse e imposte comunali non perché evadono, ma perché non hanno soldi.

Ma questo non è un problema della sinistra radical chic di Palermo, che la povertà non sa nemmeno dove sta di casa.

Non solo. Ci sono altre due grandi opere pubbliche – il Passante ferroviario e l’Anello ferroviario – che andranno avanti chissà ancora per quanti anni, rendendo sempre più caotica la città (una di queste due opere – la chiusura dell’Anello ferroviario – è ancora più inutile delle tre linee di Tram: sta costando un pozzo di soldi, sta distruggendo Piazza Politeama, ha reso la vita impossibile a chi vive nei pressi dei cantieri, ha fatto chiudere decine e decine di esercizi commerciali e – questo si fa finta di non saperlo – nessuno la gestirà quest’opera ferroviaria inutile perché, non avendo né capo, né coda, sarebbe sempre sempre sempre in perdita!).

Oggi non solo il Tram, ma tutto il Comune di Palermo è arrivato al capolinea. La notizia che l’AMAT non gestirà più le tre linee di Tram è solo la punta di un iceberg. E tutto il Comune di Palermo che, ormai, sotto il profilo finanziario, non regge più.

Troppe società collegate, alcune inutili. Troppo personale. Troppi sprechi. Troppo clientelismo. Troppe speculazioni sul territorio che, alla fine, aumentano solo il caos, l’inquinamento e i costi sociali.

Oggi il sindaco di Palermo dice di voler fare causa alla Regione perché non onora i debiti con l’AMAT. Comportamento un po’ strano, quello di Leoluca Orlando, che è anche presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) della Sicilia.

Non lo sa, il sindaco di Palermo, in che condizioni economiche e finanziarie si trova la Regione? Non lo sa che sono tantissimi i soggetti che la Regione siciliana non paga per mancanza di soldi?

Orlando era sindaco di Palermo e presidente dell’ANCI Sicilia quando il Governo nazionale di Matteo Renzi svuotava le ‘casse’ della Regione siciliana con i due ‘Patti scellerati’ firmati da quel ‘genio’ di Rosario Crocetta, allora Presidente della Regione siciliana.

Due Governi – quello nazionale di Renzi e quello regionale di Crocetta-PD – che, insieme, impoverivano le finanze regionali. Crocetta si adeguava perché pensava – sbagliando – che Renzi alla fine del ‘giro’ gli avrebbe garantito un seggio al Parlamento nazionale. Cosa che poi non è avvenuta, con Crocetta che sbraitava contro Renzi (che grandi ‘contenuti’ politici troviamo nella sinistra siciliana a trazione PD: gente seria…).

E lei, signor sindaco di Palermo, nonché presidente dell’ANCI Sicilia, perché taceva quando il Governo Renzi ‘saccheggiava’ la Regione siciliana?

Noi la ricordiamo con Renzi nel novembre del 2016, poco prima del referendum sulle riforme costituzionali che lo stesso Renzi avrebbe perso.

Poi la ricordiamo come il protagonista della candidatura di Fabrizio Micari alla presidenza della regione per il centrosinistra: avventura finita in un flop.

Poi – poco prima delle elezioni politiche nazionali del 4 marzo – ha addirittura aderito al PD: ma il suo candidato è stato ‘bocciato’.

Dopo di che – cioè dopo aver fatto parte del PD siciliano che ha massacrato le finanze regionali governando la stessa Regione – vuole fare causa all’amministrazione regionale che non paga? E che credibilità politica pensa di avere?

Qualche considerazione finale su Palermo.

Mentre la città affonda tra il fallimento della raccolta differenziata dei rifiuti (che ormai è una barzelletta), le società collegate allo stesso Comune quasi tutte con i conti in ‘rosso’, il traffico automobilistico impazzito (la chiusura di Ponte Corleone senza una programmazione a monte ha creato un inferno), il taglio continuo degli alberi, le strade piene di buche, gli autobus dell’AMAT sempre in ritardo, gli ospedali pubblici deliranti a cosa pensa l’amministrazione comunale di Orlando?

A sette nuove linee di Tram!

Una domanda semplice: ma se una linea di Tram non è economicamente sostenibile, perché distruggere la città per realizzare altre linee di Tram diseconomiche?

A chi dovrebbero servire le altre sette linee di Tram? Ai palermitanti o alle imprese che le debbono realizzare?

Dobbiamo dirlo: Leoluca Orlando è portatore di un’idea vecchia della politica. Nella sua gestione di Palermo non c’è alcunché di innovativo. Ci sono solo idee stantie: appalti, Tram, Bellolampo, società comunali zeppe di personale che è ormai impossibile pagare, tasse e imposte comunali alle stelle.

Non è arrivato il momento di dire basta?

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Ricordate il dicembre 2015? La ZTL di Palermo – scrivevamo – massacrerà i cittadini… Tutto vero!

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