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Allarme per le malformazioni congenite a Milazzo, Valle del Mela, Gela e Augusta

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C’è molta preoccupazione per i dati – allarmanti – contenuti nel Rapporto 2017 sullo stato di salute delle popolazioni che risiedono nelle aree a rischio ambientale della Sicilia. L’incidenza di malformazioni congenite risulta particolarmente elevata – superiore alla media regionale – a Gela, a Milazzo e nella Valle del Mela. Preoccupazioni anche ad Augusta e nell’area di Priolo-Melilli   

“È allarme malformazioni congenite a Milazzo e nella Valle del Mela”.

A prendere posizione è Peppe Maimone presidente dell’ADASC, sigla che sta per Associazione per la difesa dell’Ambiente e della Salute commentando lo studio dell’assessorato regionale della Salute il Rapporto 2017 sullo “Stato di salute nelle della popolazione residente nelle aree a rischio ambientale e nei siti di interesse nazionale per le bonifiche della Sicilia”.

“I dati sono veramente allarmanti – si legge nel comunicato dell’ADSC -. Le malformazioni congenite rappresentano uno dei principali indicatori dello stato di salute di una popolazione, soprattutto in situazioni di rischio sanitario per esposizioni a determinanti ambientali. L’incidenza di malformazioni congenite risulta particolarmente elevata, e superiore alla media regionale, nel sito di Gela ed in quello di Milazzo”.

Gela, è noto, è stata per decenni sede di un’area industriale petrolifera. Milazzo, in provincia di Messina, è sede di una raffineria. E per l’area di Augusta, provincia di Siracusa, dove insistono altre raffinerie.

“Limitatamente al sito di Milazzo – si legge nel ‘Rapporto 2017’ – si osservano valori più elevati per malformazioni dell’apparato cardiovascolare mentre in quello di Augusta per il sistema nervoso, ed in quello di Gela per l’apparato
muscoloscheletrico”.

“L’osservazione di un incremento del numero di nati con malformazioni congenite – leggiamo ancora nel ‘Rapporto’ – è ritenuto un segnale di allarme sanitario per le comunità prossime ad aree industriali a elevato rischio di crisi ambientale. La plausibilità dell’esistenza di associazioni causali tra inquinanti presenti nell’ambiente e malformazioni congenite, totali e specifiche, è sostenibile sulla base della copiosa letteratura scientifica esistente. Il triangolo Augusta-Priolo-Melilli e l’area di Gela sono stati più volte al centro di segnalazioni di criticità ambientali e sanitarie e le malformazioni congenite sono state tra gli esiti più frequentemente riportati come fonte di maggiore preoccupazione”.

“Questa è l’ennesima dimostrazione di ciò che affermiamo da anni – sottolinea Maimone -. Il nostro territorio è malato a causa di un pressante inquinamento ambientale. Viviamo in un territorio nel quale è presente una grave crisi sanitaria. Ci aspettiamo un intervento urgente da parte dei sindaci quali massima autorità sanitaria locale”.

Le associazioni chiedono con estrema urgenza il riesame delle Autorizzazioni integrate ambientali al fine di inserire le prescrizioni sanitarie che sono volte alla tutela del territorio e alla difesa della salute dei lavoratori e di tutta la cittadinanza.

“Prescrizioni sanitarie che ci piace ribadire – precisa sempre il presidente dell’ADSC – prevedono limiti più restrittivi grazie all’applicazione delle migliori tecnologie disponibili”.

“Questa è la conferma di quanto sia stato abusivo togliere le prescrizioni sanitarie redatte dai sindaci dal provvedimento finale del riesame dell’AIA della Raffineria di Milazzo”, dichiara Davide Fidone, presidente del comitato cittadini contro l’inceneritore del Mela.

“Sulla salute dei bambini e dei cittadini non si può scherzare e bisogna intervenire con estrema urgenza. Chiederemo l’intervento di tutte le istituzioni che hanno il ruolo di tutela dell’ambiente e della salute pubblica”,  concludono i rappresentanti delle Associazioni che operano in questo angolo molto inquinato della Sicilia.

QUI IL ‘RAPPORTO 2017’ SULLE MALFORMAZIONI NELLE AREE A RISCHIO AMBIENTALE DELLA SICILIA

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