Formazione, martedì sit-in dell’USB a Palermo su Fondo di garanzia e ‘caso’ IAL

Formazione, martedì sit-in dell’USB a Palermo su Fondo di garanzia e ‘caso’ IAL
27 maggio 2018

Come si illustra nell’articolo, il Fondo di garanzia potrebbe ‘materializzarsi’: ma occorre una norma – che dovrebbe essere approvata dal Parlamento siciliano – per evitare che queste riserve finiscano nell’Avanzo di amministrazione. Sul ‘caso’ IAL Costantino Guzzo, responsabile Formazione dell’USB, chiede chiarimenti alla CISL siciliana

Magari ci sbagliamo, ma abbiamo la sensazione che, sulla Formazione professionale siciliana, la prossima settimana e, in generale, nelle settimane a venire ne vedremo delle belle. Non che quanto avvenuto finora non abbia creato clamore (si pensi all’inchiesta di Messina, con relativo processo, e alla condanna, in primo grado, di tanti imputati, a cominciare dall’ex parlamentare nazionale, Francantonio Genovese), ma abbiamo la sensazione che l’USB – sigla che sta per Unione Sindacale di Base – non mollerà sulla battaglia che ha iniziato.

Questo blog riceve e pubblica spesso le lettere di Costantino Guzzo, il responsabile regionale dell’USB Formazione professionale della Sicilia.

Guzzo, di fatto, ha riesumato una vicenda – il fallimento dello IAL, uno dei più grandi enti storici della Formazione professionale siciliana – che sembrava finita nel ‘dimenticatoio’. Una storia che riguarda il centrosinistra siciliano che, in verità, su queste e su altre storie, ha sempre usufruito, come dire?, di quella particolare mistura fatta di memoria che si perde, disinteresse e altre ‘stranezze’.

Solo che Guzzo non si vuole arrendere: e, uno e due, picchia duro. Allo IAL ha poi aggiunto la vicenda – non meno strana del fallimento dello IAL Sicilia – del Fondo di garanzia che, da quanto si capisce, secondo alcuni c’è e secondo altri non c’è.

Scrive Guzzo sulla propria pagina facebook, a proposito del Fondo di garanzia:

“Come non ci sono soldi nel Fondo di garanzia? È mai possibile che la mano destra non sappia cosa faccia la mano sinistra?”.

E sul seguente post, sempre su facebook, aggiunge:

“Qualcuno può chiedere a CGIL, CISL e UIL perché i lavoratori dell’ex Cefop non furono messi sul FONDO di GARANZIA? Forse mancavano i soldi o forse erano le grandi prove per fare uscire la formazione siciliana dal bilancio regionale? Meditate gente meditate vi aspettiamo martedì”.

Martedì prossimo, a Palermo, alle nove di mattina, davanti la sede dell’assessorato alla Formazione professionale, andrà in scena un sit-in.

Obiettivo: “Svelare ai lavoratori e agli allievi – si legge in un comunicato della stessa USB – la finta crisi che ha attraversato la Formazione professionale, ma soprattutto svelerà il disegno criminale attuato contro i lavoratori storici con la complicità di chi ha avallato questa finta crisi per fare uscire la Formazione dal Bilancio regionale e potere accedere ai fondi europei (sempre della collettività) definendo questa manovra la Buona Formazione”.

Ma la cosa più interessante – che, con molta probabilità, sta creando grandi attese per quello che succederà martedì – è contenuta in un altro post su facebook, dove si legge:

“Avevamo pensato per Martedì, al Sit in che si svolgerà presso l’assessorato ISTRUZIONE e FORMAZIONE di stupirvi con EFFETTI SPECIALI e invece abbiamo deciso che vi stupiremo con carte alla mano con uno dei tantissimi argomenti che ascolterete: il FONDO di GARANZIA!!!”.

Insomma, si annunciano rivelazioni sul Fondo di garanzia che compare e scompare. Detto questo, per completezza d’informazione, va detto che, in realtà le risorse per il Fondi di garanzia ci sono. Per farli ‘materializzare’, però, serve una norma che impedisca che questi fondi finiscano nell’Avanzo di amministrazione come prevede la nuova legge di contabilità pubblica.

Ci spieghiamo meglio. Questi fondi – che potrebbero andare a costituire il Fondo di garanzia – sono legati alla chiusura delle vecchie rendicontazioni. Da un calcolo sommario, si dovrebbe partire da 25 milioni di euro. Che potrebbero ridursi a seconda di come si chiuderanno le già citate rendicontazioni.

Detto questo – lo ribadiamo per fare chiarezza – serve una norma apposita. A noi risulta che il Governo regionale abbia presentato tale norma sotto forma di emendamento al disegno di legge sul cosiddetto ‘Collegato alla Finanziaria 2018’. A decidere, alla fine, sarà Sala d’Ercole. Noi proveremo a informarvi.

E oltre le polemiche sul Fondi di garanzia? Con molta probabilità, martedì prossimo, al sit in, si parlerà anche del ruolo della CISL siciliana, organizzazione sindacale che, nel passato, ha gestito lo IAL Sicilia.

Il tema è affrontato in una lettera piuttosto ‘pepata’ che Guzzo ci ha inviato e che noi sintetizziamo.

Guzzo parla del “silenzio della CISL siciliana” sulla vicenda IAL. E chiama in causa l’attuale segretario regionale, Mimmo Milazzo. Ricorda i retroscena  della “presunta compravendita dello IAL. E, contemporaneamente, torna su una vicenda che ha più volte denunciato: la storia dello IAL che percepiva fondi dalla Regione e utilizzava, contemporaneamente, la Cassa integrazione.

“A questo punto – scrive Guzzo – forse c’è da chiedersi se non c’è stata anche la complicità di qualche funzionario regionale… Perché la domanda che nasce spontanea è: come ha fatto l’Amministrazione regionale a non vedere che, da un lato, erogava i finanziamenti e, dall’altro lato, pagava le integrazioni dei lavoratori che erano in CIGD?”.

In effetti, se le cose stanno così, qualche risposta dovrebbe arrivare. Ma su questo non c’è bisogno di rivolgersi sempre alla magistratura. Dovrebbe essere la politica e l’amministrazione regionale a fare chiarezza. E’ così difficile ragionare sulle ‘carte’ invece che alimentare le polemiche?

 

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