Lottizzazioni abusive/ Quante ‘Pizzo Selle’ ci sono a Palermo?

13 marzo 2018

La domanda è legittima, a giudicare da quello che scrive in un comunicato Nadia Spallitta. Da quanto si capisce, il metodo Pizzo Sella – la ‘ridente’ collina che sovrasta Mondello, oggetto, nei primi anni ’80 di una mega lottizzazione abusiva – deve avere fatto scuola. Soprattutto a Mondello, dove il Comune di Palermo… 

In un comunicato Nadia Spallitta, già vice presidente del Consiglio comunale di Palermo, oggi esponente di Liberi e Uguali, solleva una questione che questo blog ha affrontato nell’agosto dello scorso anno: la violazione delle leggi urbanistiche che va in scena a Mondello, dove il Comune di Palermo e, soprattutto, alcuni tra suoi dirigenti avrebbero ‘dimenticato’ che in questa parte della città, in assenza di Piano particolareggiato esecutivo, non dovrebbero sorgere nuove abitazioni!

Invece… Invece sorge il dubbio – che in verità è più di un dubbio – che a Mondello, zona a mare di Palermo, ognuno fa quello che vuole! (COME POTETE LEGGERE QUI).

“Il Comune di Palermo si costituisce parte civile e chiede un risarcimento, nel caso di condanna, da mezzo milione di euro agli imputati, molti dei quali funzionari e dirigenti comunali, alla luce della presunta lottizzazione abusiva di via Miseno a Mondello, oggetto di un recente processo penale in itinere. Secondo l’accusa, sull’area di pregio ambientale sarebbero state rilasciate concessioni edilizie in assenza dell’autorizzazione paesaggistica dei competenti uffici regionali, ma soprattutto in assenza dell’obbligatorio Piano particolareggiato, indispensabile per legge, ai sensi dell’art. 7 delle Norme tecniche di attuazione urbanistica e del vigente Piano Regolatore Generale della città (PRG), che impone, per Mondello, per terreni superiori a 1000 mq, per potere costruire, l’adozione da parte del Consiglio comunale, di un preventivo Piano particolareggiato”.

Qui entriamo subito in tema: parliamo di urbanistica. E su questo tema la competenza è dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente.

“Il Piano particolareggiato – sottolinea Nadia Spallitta – è lo strumento attuativo, che consente di dotare il territorio di urbanizzazioni primarie (strade, impianti, fogne, etc.) e secondarie (scuole, ospedali, biblioteche, giardini, etc), indispensabili per garantire servizi agli abitanti nel rispetto degli standard urbanistici”.

Questo non è un elemento secondario: tutt’altro. Perché non si possono costruire ville e villette senza una pianificazione del territorio. Perché i cittadini che vanno a vivere in queste abitazioni non possono essere privati dei servizi. Questo succedeva nella Palermo del ‘Sacco edilizio’ degli anni ’50, ’60 e ’70. Ed è semplicemente inconcepibile che succeda oggi!

“A Palermo, poi – dice sempre Nadia Spallitta – l’adozione di un Piano particolareggiato, ai sensi dell’art.12 delle Norme tecniche di attuazione urbanistica – è necessaria anche per le zone ‘Cb’, per i lotti edificatori superiori ai 2500 mq. Se non che, sembrerebbe che, negli ultimi anni, queste disposizioni, peraltro conformi a consolidati principi giurisprudenziali, siano state disattese dalla stessa Amministrazione”.

Qui arriva l’attacco, pesantissimo, che Nadia Spallitta, ‘carte alla mano’ sferra all’attuale amministrazione di centrosinistra, appoggiata, anche, lo ricordiamo, da ‘Sinistra comune’, un ‘cartello’ che vede insieme Rifondazione comunista di Palermo e quel che resta di SEL:

“In particolare – scrive Nadia Spallitta – il Comune, che oggi chiede i danni ai suoi dirigenti per avere rilasciato concessioni edilizie, in assenza dello strumento esecutivo, contestualmente, invece individua (sanando?) circa 35 casi similari, per lotti di grandi dimensioni, che si estendono complessivamente su una superficie di circa 120.000 mq, di interventi edilizi a Mondello e in zone Cb, in assenza dei preventivi e obbligatori Piani particolareggiati e senza che il Consiglio comunale si sia mai espresso”.

Insomma, da una parte il Comune di Palermo chiede i danni a funzionari e dirigenti comunali per violazione della leggi urbanistiche; dopo di che lo stesso Comune di Palermo commette gli atti che contesta ai propri dirigenti e funzionari…

“In altri termini – sottolinea sempre Nadia Spallitta – l’Amministrazione inserisce questi interventi edilizi in blocco nel ‘redigendo’ nuovo Piano Regolatore Generale (in particolare, nello Schema di massima), quando invece, probabilmente, dovrebbe avviare i procedimenti amministrativi di cui al DPR 380/2001 e di cui alla legge regionale n. 17 del 1994 sulle violazioni edilizie, e conseguentemente accertare, in via amministrativa, la sussistenza di eventuali abusi edilizi ed urbanistici, ed adottare i conseguenti provvedimenti repressivi e sanzionatori”.

“In sintesi – picchia duro l’esponente della sinistra – se si è edificato in assenza di Piani particolareggiati, ancorché obbligatori, se ne deve desumere che una parte della nostra città e, in particolare, Mondello, a dispetto della sua connotazione di bene di rilevanza ambientale sottoposta a vincolo paesaggistico, potrebbe risultare in parte edificata irregolarmente”.

“Ritengo pertanto che l’Amministrazione comunale – conclude Nadia Spallitta – indipendentemente dagli esiti di un giudizio penale, debba affrontare, invia amministrativa, il tema in modo uniforme e trasparente; inoltre, data l’importanza di questioni che interessano anche le competenze dell’assessorato Territorio ed Ambiente, la Regione, soprattutto per la zona di Mondello, dovrebbe avviare una procedura ispettiva ed eventualmente sostitutiva, per capire se sia stato corretto l’iter amministrativo fin qui seguito per il rilascio delle concessioni edilizie, adottando tutti gli opportuni provvedimenti per la tutela di beni collettivi di valenza storica ed ambientali”.

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e l’assessore comunale Emilio Arcuri sanno qualcosa di questa incredibile storia?

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