Berlusconi e l’infamia dell’ombra della mafia

Berlusconi e l’infamia dell’ombra della mafia
27 febbraio 2018

Questa riflessione è stata scritta sulla propria pagina facebook da Pippo Giordano. Parliamo di un servitore dello Stato che, per anni, ha lavorato accanto ai magistrati che hanno veramente combattuto la mafia. A cominciare da Giovanni Falcone. La sua è una testimonianza importante

di Pippo Giordano

Signor Berlusconi, lei si lagna che: “Scrivono che io sono mafioso? Un’accusa di questo genere è un’infamia. Io sono al contrario una vittima della mafia, lo siamo stati io, i miei figli e le mie aziende”.

Bene! Il fatto che lei non sia mafioso nel senso stretto del termine, ovvero che non è “punciuto”, ne sono convinto e comunque l’avrei saputo se fosse stato “combinato”. Purtuttavia, non occorre essere “punciuto” per essere mafioso. Mafioso lo si è anche e soprattutto contribuendo a far divenire più forte l’associazione Cosa nostra.

Lei ritiene di non averlo fatto? Si legga la sentenza di condanna di Dell’Utri. Ma che lei vuole apparire come una vittima di Cosa nostra, no! Per favore la smetta di dire castronerie. Almeno abbia la compiacenza di tacere e di non offendere l’intelligenza delle persone.

Lei calpesta la memoria di tutti i martiri della violenza mafiosa. Non le è mai venuto il dubbio che le cartedde chine di picciuli fatti arrivare a Cosa nostra, possano essere state usate per acquistare armi, munizioni e esplosivi?

A me sì, signor Berlusconi, almeno come dubbio. Perché non si fa un dibattito pubblico, proprio sulle sue lagnanze e soprattutto su quanto scritto dalla Cassazione in ordine alla condanna di Dell’Utri? Vedo che lei ha una fluida parlantina e quindi non dovrebbe essere difficile per lei esibire l’arte oratoria.

Forza, signor Berlusconi, inviti a un dibattito Travaglio, altri giornalisti o magistrati. Vede, così avrà la possibilità di rintuzzare le accuse. Sa come si dice a Palermo? “Aria netta un avi paura di truoni!” , e lei penso non ne abbia. O sì?

p.s.

Vittima di mafia è stato Libero Grassi, Galantuomo Siciliano, e non certamente lei e l’altro galantuomo di Dell’Utri. 

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