Potere al Popolo alla Rai Sicilia: “Non siamo fantasmi”

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Domani pomeriggio i militanti di Potere al Popolo della Sicilia si catapulteranno davanti la sede della Rai siciliana di Palermo. Obiettivo: presentare al servizio televisivo pubblico il ‘certificato politico di esistenza in vita’, visto che vengono persino indicati con un altro nome… La paura del PD siciliano che rischia di perdere una barca di voti

Una manifestazione davanti la sede della Rai della Sicilia per ‘dimostrare’ che Potere al Popolo esiste, è una formazione politica di sinistra fatta di uomini e donne. E sarà anche presente, con una propria lista, alle elezioni politiche del 4 marzo in tutta l’Italia.

Insomma, “non siamo fantasmi”, fanno sapere alla Rai siciliana. E, per dimostrare di essere uomini e donne in carne ed ossa, e non fantasmi, domani pomeriggio i militanti di Potere al Popolo si presenteranno davanti la sede della Rai di Palermo. Appuntamento in viale Strasburgo alle 19,00.

“Libera Informazione in Libero Stato?”, si chiedono in un comunicato i militanti di questa formazione politica che si colloca a sinistra del PD e anche di Liberi e Uguali.

Potere al Popolo, si legge in un comunicato “è nato con un video appello. E in poco più di due mesi è cresciuto in maniera esponenziale. Solo a Palermo sono state fatte assemblee che hanno visto partecipare oltre 300
persone”.

“Sono state raccolte nella nostra città più di 600 firme”. Le firme sono quelle che servono per la presentazione della lista alle elezioni politiche.

“Tutto questo non è bastato ad attirare l’attenzione dei media locali – si legge sempre nel comunicato -. Nei sondaggi continuiamo ad essere identificati con la denominazione ‘Altro Partito di Sinistra’ che si attesta sul 2%. Per la emittenti televisive locali, ma anche per la sede regionale della tv
pubblica, siamo FANTASMI.Un fantasma che si aggira per le elezioni”.

Più che fantasmi, forse, i protagonisti di questa formazione politica fanno paura. E il perché è presto detto.

Il PD siciliano, alle recenti elezioni regionali, è riuscito a tenere perché controllava tutto il Governo della Regione, tutto il sottogoverno regionale, tutt’e nove le ex Province e la stragrande maggioranza dei Comuni.

Quello che è andato al PD siciliano alle elezioni regionali dello scorso 5 novembre, alla fine, è stato voto che, al 90%, era clientelare.

Ora il PD siciliano andrà al voto senza il controllo del Governo regionale; senza il controllo del sottogoverno (in queste ore il Governo regionale di Nello Musumeci sta sistemando i propri adepti nelle società della Regione); senza il controllo delle ex Province, con il solo appoggio dei sindaci che governano Comuni senza soldi.

Il contraccolpo potrebbe essere pesante.

In più il PD siciliano è anche diviso: oltre alla lista Liberi e Uguali – nata da una scissione del PD – c’è una durissima polemica di alcuni dirigenti del PD contro i renziani siciliani che si sono presi tutti i migliori posti nelle liste per le elezioni politiche: migliori si fa per dire, perché gli stessi renziani dell’Isola si aspettano dagli elettori siciliani una sonora ‘scoppola’…

In questo scenario si sono liberati tanti voti: per esempio, i voti dei docenti dei licei e, in generale, delle scuole superiori, tradizionalmente di sinistra, delusi da Renzi. Questi, uniti ad altre categorie sociali, potrebbero decidere di votare Potere al Popolo per dare un segnale antirenziano al PD.

Questo, con molta probabilità, fa paura. Così la vecchia politica serra le fila. E nelle Tv Potere al Popolo diventa, per l’appunto, “Altro partito di sinistra”.

Riusciranno a rompere il “muro del silenzio”?

P.s.

Domani Tg della Rai siciliana dedicherà un servizio alla manifestazione di Potere al Popolo? Avanti, troppo bello sarebbe…

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