Berlusconi sta prendendo in giro gli elettori del centrodestra e la Sicilia

Berlusconi sta prendendo in giro gli elettori del centrodestra e la Sicilia
1 febbraio 2018

Non è vero che Berlusconi lavora per un Governo di centrodestra. L’ex Cavaliere proverà a carpire il voto degli elettori di centrodestra per poi tentare di costituire un Governo con il PD di Renzi. Quest’ultimo si è sbarazzato di tutti gli esponenti post comunisti proprio per avere le mani libere a chiudere un accordo con Forza Italia (e con chi ci starà) dopo il voto del 4 marzo

La campagna elettorale infuria e, di giorno in giorno, le balle raccontate dagli esponenti della vecchia politica aumentano e diventano ogni giorno più chiare. La rete è ormai piena di commenti ironici sulla riduzione delle tasse, sull’abolizione del canone Tv, sulla riduzione della tasse universitarie e bla bla bla. La verità è che l’Unione Europea dell’euro aspetta con ansia il responso delle elezioni del prossimo 4 marzo per presentare il conto all’Italia.

L’unica cosa che la vecchia politica non può nascondere è che bisogna ridurre il rapporto tra deficit e Pil. Che, tradotto, significa che dobbiamo consegnare un bel po’ di soldi alla finanza internazionale che si è impossessata del debito pubblico dell’Italia.

Già una persona di buon senso si chiede: ma come, questi vogliono un’altra caterva di soldi dall’Italia e gli esponenti della vecchia politica (leggere centrodestra e centrosinistra) ci dicono che ridurranno le tasse?

L’arcano lo spiega il solito Berlusconi che, da un lato, propone la Flat tax (cioè la riduzione delle tasse ai redditi medio alti in un Paese che conta oggi 13 milioni di poveri!) e, dall’altro, ha pronto un “piano di privatizzazioni”.

Ovviamente, le sue Tv non vi illustrano che cosa si intende per “piano di privatizzazioni”. Ovvero la svendita, a prezzi stracciati, di beni dello Stato a Paesi stranieri spacciati per ‘investitori’.

Se provate a fare una ricerca sulla rete vi accorgerete che una parte consistente dell’apparato produttivo del Bel Paese non è più italiano. Appartiene ormai a quei soggetti stranieri che hanno imposto al Governo Renzi prima lo smantellamento dello Statuto dei lavoratori e poi il Jobs Act per poter assumere per quattro soldi e, soprattutto, per potere licenziare liberamente.

Ci dobbiamo chiedere perché Berlusconi, che per le condanne che ha subito non può nemmeno candidarsi, sta facendo campagna elettorale. La risposta è semplice: siccome Renzi e il PD, ormai, non sono più utilizzabili dall’Europa dell’euro perché gl’italiani non ne vogliono più nemmeno sentir parlare, hanno scelto lui per continuare a fare il ‘lavoro sporco’ avviato dal centrosinistra.

Il dato politico grottesco di questa campagna elettorale è rappresentato proprio da Berlusconi, che gira per le Tv promettendo Flat tax e altre amenità, non dicendo nemmeno agl’italiani ai quali chiede il voto chi dovrebbe essere il capo del Governo di centrodestra.

Pensate un po’: Berlusconi chiede il voto agli elettori, ma non gli dice chi dovrebbe essere il Presidente del Consiglio. Lo deciderà lui dopo le elezioni!

Tutto questo con una legge elettorale – il Rosatellum – che è più incostituzionale della precedente legge elettorale, il Porcellum.

Nonostante gli ‘avvertimenti’ della Corte Costituzionale, che ‘bocciando’ il Porcellum ha scritto a chiare lettere che debbono essere i cittadini a scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, il prossimo 4 marzo voteremo con una legge che ci impedisce di scegliere i parlamentari.

Due terzi dei futuri deputati e senatori sono candidati nelle liste bloccate del proporzionale: tutti scelti ad uno ad uno dalle segreterie romane (è per questo che si stanno ‘scannando’); i parlamentari del restante terzo, che verranno eletti con l’uninominale, sono stati selezionati ancora una volta dalle segreterie romane dei partiti.

Nel primo caso, poi – cioè nel caso delle liste bloccate del proporzionale – hanno messo personaggi che nessuno eleggerebbe. Facendo l’esempio della Sicilia, ci sono candidati che non hanno nemmeno i voti per risultare eletti in un Consiglio comunale, figuriamoci in Parlamento!

Gl’italiani che andranno a votare dovranno, con il proprio voto, mettere il ‘bollo’ su queste liste. Non eleggeranno i ‘propri’ parlamentari: ma i parlamentari scelti dalle segreterie romane, in barba agli ‘avvertimenti’ della Corte Costituzionale.

Siamo al ridicolo!

Ma se fosse questo, sarebbe nulla. Il peggio deve ancora arrivare. A Bruxelles sanno che il centrosinistra è diviso e dilaniato da lotte intestine. Così, come già ricordato, hanno scelto il centrodestra. Ma sanno benissimo, nonostante i sondaggi farlocchi, che il centrodestra non vincerà le elezioni, proprio perché la stragrande maggioranza degl’italiani non crede alle balle che Berlusconi un giorno sì e l’altro pure racconta in Tv e nelle piazze.

Ormai è chiaro che, dopo le elezioni, Berlusconi e Renzi, trovando alleati qua e là, dovranno allearsi e provare a formare un Governo.

Che ciò risponda al vero lo certifica il fatto che lo stesso Berlusconi, un giorno sì e l’altro pure, ripete ossessivamente che non farà mai un Governo con il centrosinistra. Berlusconi sa di mentire, ma deve mentire (cosa che non gli viene difficile, visto che lo fa dal 1994).

Dall’altra parte – nel PD – Renzi, nel comporre le liste del suo partito, ha fatto in modo che non meno dell’80 per cento (e forse più) dei parlamentari che verranno eletti nel Partito Democratico sarà composto da suoi amici & sodali.

Il PD di Renzi perderà un sacco di voti e un sacco di parlamentari: ma gli eletti saranno in grande maggioranza con lui. E quindi, con Renzi proveranno a costituire un Governo con Berlusconi e con chi ci starà.

Come faranno Berlusconi e Renzi a fare un Governo non lo riusciamo a capire, dal momento che il primo partito sarà il Movimento 5 Stelle. Misteri.

Non è da escludere che sia già pronto un candidato ‘esterno’ al mondo politico italiano che verrà chiamato, dopo le elezioni, a “salvare l’Italia”.

Ciò posto, quello che va detto agli elettori italiani di centrodestra è che Berlusconi, ancora una volta, li sta prendendo in giro. Non chiede i loro voti per fare un Governo di centrodestra: chiede i loro voti per andare a costituire un Governo con Renzi. 

Ribadiamo: ancora una volta Berlusconi sta raggirando l’elettorato moderato italiano. Gli promette la Flat tax così come nel 1994, nel 1996, nel 2001, nel 2006, nel 2008 e nel 2012 prometteva la riduzione delle tasse e le ‘mitiche’ due aliquote: impegni che non ha mai onorato quando ha governato e che non onorerà nemmeno questa volta.

Egregi elettori del centrodestra: Berlusconi vuole i vostri voti non per introdurre la Flat tax, ma per tutelare le proprie aziende e, in generale, i propri interessi. 

In Sicilia, poi, le promesse di Berlusconi offendono l’intelligenza dei siciliani. Berlusconi, nel 2001, si era impegnato a realizzare il Ponte sullo Stretto e sappiamo tutti com’è finita: una beffa per i siciliani e i calabresi che ci hanno creduto e tanti soldi alle imprese per la ‘progettazione’ e per il risarcimento dell’opera bloccata!

E che dire dei mirabolanti investimenti promessi nel 2001 al Sud e alla Sicilia? Ricordatevi che dal 2001 al 2006 e, ancora, dal 2008 al 2011 i Governi Berlusconi hanno usato i soldi del Sud per foraggiare le imprese del Centro Nord Italia!

Tra il 2001 e il 2006 Berlusconi – con l’allora Ministro delle Regioni Enrico La Loggia – si era impegnato a risolvere la questione dell’articolo 37 dello Statuto. Le imprese che hanno stabilimenti in Sicilia, ma sede sociale fuori dalla nostra Isola avrebbero finalmente pagato le imposte nella nostra Regione.

Ebbene, altra promessa da marinaio: l’allora Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, bloccò tutto.

Vogliamo parlare dell’apertura dell’autostrada Palermo-Messina, con i lavori fatti in frett’e furia (peraltro una barca di soldi di cui non ha mai parlato nessuno…)? Un paio di mesi dopo la ‘nuova’ autostrada cominciava a cadere a pezzi. Percorretela oggi e vi farete un’idea: vedere per credere!

E che dire della riapertura del casinò di Taormina? Grande promessa di Berlusconi nel 2001. Poi, a fine legislatura, ai siciliani che chiedevano il rispetto di un impegno assunto in campagna elettorale, l’allora Ministro degli Interni di Forza Italia, Giuseppe Pisanu, disse che il casinò di Taormina non si poteva riaprire perché c’era la mafia…

Questo è Berlusconi. Un venditore di fumo. Che in Sicilia, però, fin dai primi anni ’70 del secolo passato ha sempre avuto gli agganci ‘giusti’: tant’è vero che, a cominciare dal 1994, ha sempre saputo dove e, soprattutto, come andare a cercare in voti nella ‘vecchia Sicilia’.

Sarà così anche stavolta? I Siciliani, questa volta, riflettano.

 

 

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