Il dramma della Formazione, una disoccupata tenta il suicidio: salvata per miracolo

Il dramma della Formazione, una disoccupata tenta il suicidio: salvata per miracolo
3 gennaio 2018

Sulla vicenda intervengono i vertici dell’USB (Unione Sindacale di Base) con una lettera inviata al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, all’assessore regionale alla Formazione professionale, Roberto Lagalla. L’attacco alla CISL e allo SNALS

Con una lettera inviata al presidente della regione siciliana, Nello Musumeci, all’assessore regionale alla Formazione professionale, Roberto Lagalla, i vertici dell’USB (Unione Sindacale di Base) fanno il punto su questo martoriato settore.

Questo il testo della lettera:

“La USB Formazione Professionale ritiene che non si possano affrontare e risolvere i problemi creati al settore da 7 anni di disamministrazione con la partecipazione ed il consiglio di coloro che hanno causato i problemi, burocrati, sindacati datoriali e sindacati confederali, non necessariamente nell’ordine dato”.

“La notte di Capodanno – prosegue la lettera – si è sfiorata l’ennesima (non si contano più) tragedia: ancora una volta, una nostra collega che non reggeva più all’oscurità del futuro, all’assenza di prospettive, all’assenza di uomini di buona volontà ed all’incombente presenza di affaristi attirati nel settore dall’ignobile iniziativa di erogare i finanziamenti sulla base di ‘costi unitari standard’ (e quel che resta è mio!) aveva deciso di andarsene”.

“Ripresa per i capelli grazie ad una catena di solidarietà ed all’intervento tempestivo dei carabinieri e del personale sanitario – si legge sempre nella lettera – non abbiamo intenzione di lasciarla sola.
Mai più sola né lei né gli altri. Vogliamo incontrare il Presidente Musumeci e l’assessore Lagalla per dir loro che il personale deve essere tutto messo in sicurezza, subito, prioritariamente e che la Formazione Professionale non può esser lasciata in balia di imprenditori con l’unico fine di arrotondare il loro utile”.

“Vogliamo anche dir loro – prosegue la lettera – che nessuna soluzione può essere trovata ai gravi problemi del settore chiedendo consiglio ai nostri carnefici. Chi ha provocato tutto questo non potrà essere la soluzione. Fuori i burocrati che hanno assecondato la mala politica o non hanno saputo spiegare dove ci avrebbero portato iniziative sconsiderate. Fuori i sindacati confederali che hanno avallato tutto questo, complici o ricattati non sappiamo, ma certamente corresponsabili. Fuori gli enti datorali che hanno pensato soltanto a difendere ed espandere il loro putrido orticello”.

“Non ci saranno più sconti – conclude la lettera – e questo settore sarà il vostro Vietnam”.

Alla lettera si accompagna un comunicato:

“Noi Dirigenti della USB, insieme all’Avvocato Francesco Menallo – si legge nel comunicato -abbiamo deciso di mandare un comunicato con una richiesta d’incontro URGENTE all’assessore Lagalla, benché consapevoli che questo governo, compreso naturalmente l’assessore, non ha la bacchetta magica per risolvere tempestivamente i problemi creati dal governo precedente e dai sindacati firmatari che, con il loro silenzio, hanno avallato con le loro firme leggi collettive come la 223/1991, quando è chiaro che i lavoratori dovevano essere tutelati attraverso le leggi vigenti regionali e non quelle nazionali”.

“Per noi Dirigenti della USB le proposte fatte da alcune organizzazioni sindacali sono apparse una vera offesa all’intelligenza dei lavoratori e nostra, come ad esempio quella fatta dal dirigente della UIL che solo adesso si ricorda la legge 24/76. Peccato che tutti questi dirigenti sindacali non se lo sono ricordati quando i lavoratori venivano LICENZIATI /SOSPESI E NON RETRIBUITI, anzi per essere precisi, sigle sindacali come la CISL si sono ricordati delle leggi regionali vigenti non per tutelare i diritti dei lavoratori, ma per tutelare i diritti dei propri dirigenti sindacali”.

“Difatti cinque dei loro dirigenti sindacali, compreso chi si è seduto al tavolo tecnico per tutelare i diritti dei lavoratori e cioè Giovanni Migliore che, al contrario dei lavoratori di serie B dello IAL SICILIA, nello stesso giorno che i lavoratori venivano LICENZIATI, lui insieme con un gruppo di dirigenti della CISL SCUOLA FP applicando le leggi vigenti regionali che servivano per tutelare tutti i lavoratori del comparto, transitavano in altri enti”.

“Che dire del Dirigente dello SNALS, che oggi si giustifica su Facebook, che ha firmato alcuni passaggi diretti all’interno sempre dello IAL SICILIA dichiarando che è stata applicata la mobilità orizzontale per questi passaggi? Noi dirigenti della USB saremmo curiosi di sapere da questo dirigente dello SNALS se veramente si rende conto delle cose che dice quando cerca di giustificarsi dicendo che è stata applicata la mobilità orizzontale, visto che noi, materialmente, siamo in possesso di questi documenti, e ci siamo anche chiesti se aveva un mandato di rappresentanza per firmare questi passaggi diretti, perché corrono strane voci…”.

“E’ chiaro che la nostra decisione d’incontrare urgentemente l’Assessore nasce, oltre a tutte le problematiche citate, dall’ultimo tentato suicidio, fortunatamente sfiorato, ma nasce anche dalle dichiarazioni, lette nei giornali, di quelle Associazione datoriali che pensano ancora di poter operare a danno dei lavoratori del comparto, soprattutto a danno degli allievi.

“Per noi è chiaro che non esistono alcune condizioni proposte o piattaforme da proporre o da inventarsi, bisogna solo che finalmente si rispettino le leggi vigenti regionali e per farli rispettare oggi le uniche alternativa che si intravedono sono:

1) LA RIQUALIFICAZIONE DEL PERSONALE LICENZIATO ILLEGITTIMAMENTE;

2) LA NASCITA -SENZA SE’ E SENZA MA’ -DI UN NUOVO PROF.

SU QUESTI 2 PUNTI FONDAMENTALI PER NOI DIRIGENTI DELLA USB NON FAREMO SCONTI O PASSI INDIETRO”.

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