Ars: ora si approvano anche le leggi senza il numero legale!

Ars: ora si approvano anche le leggi senza il numero legale!
29 dicembre 2017

Il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, sostiene che il numero legale in Aula si calcola in base al numero di tesserini inseriti negli scranni parlamentari e non dal voto effettivo dei deputati. Franco Piro, che è stato parlamentare all’Ars e alla Camera dei deputati, non la pensa come Miccichè. Per caso, stamattina, su facebook, Piro ha ricordato una patologia che colpisce, ogni tanto,i presidenti dell’Ars: la “Sindrome della Torre Pisana”…

Dopo gli stipendi d’oro del ‘Palazzo’ (il cui iter non è stato bloccato, semmai avviato) e i giornalisti che non possono porre domande, l’accoppiata del giorno della politica siciliana, Gianfranco Miccichè-Nello Musumeci ne ha combinata un’altra: l’approvazione del disegno di legge sull’esercizio provvisorio senza la maggioranza in Aula.

Secondo il presidente del Parlamento siciliano, il già citato Miccichè, il numero legale, a Sala d’Ercole, si calcolerebbe in base alla presenza dei deputati rilevata dai tesserini inseriti negli scranni e non dal voto effettivo del parlamentare.

Nel Parlamento siciliano una cosa del genere non si è mai vista. Dovevamo aspettare lo scalcagnato Governo regionale di Musumeci e la ‘creatività’ parlamentare di Miccichè per assistere a una votazione surreale: con un esercizio provvisorio approvato con 31 voti su 70.

Sul Giornale di Sicilia on line leggiamo la spiegazione dello stesso Miccichè:

“Ai fini della determinazione del numero legale ho studiato e mi sono rifatto alla prassi parlamentare utilizzata durante la XVIII legislatura dal presidente della Camera Luciano Violante che, per il calcolo del numero legale, considerava presenti in Aula anche coloro che non avevano attivato il dispositivo elettronico. Un’interpretazione che ha capovolto la linea di ragionamento utilizzata fino a quel momento”.

Noi abbiamo chiesto un parere a Franco Piro, che è stato deputato all’Ars e parlamentare della Camera dei deputati.

“Ai miei tempi – dice Piro a proposito del Parlamento siciliano – il tesserino inserito non significava che il deputato era presente in Aula. La presenza a sala d’Ercole veniva certificata dal voto. Se un deputato non partecipava alla votazione veniva considerato assente”.

“Lo stesso discorso avveniva alla Camera dei deputati – aggiunge Piro -. Il tesserino inserito non determinava la presenza in Aula di un parlamentare. Se un deputato non votava veniva considero assente”.

Insomma, Franco Piro non la pensa come Miccichè.

Il caso ha voluto che, proprio stamattina, l’ex parlamentare regionale Piro, nonché ex assessore al Bilancio, su facebook ha commentato la cosiddetta “Sindrome della Torre Pisana”, che è il luogo di Palazzo Reale, per altro molto bello, dove i presidenti del Parlamento dell’Isola ‘riflettono’.

Qualche volta succede che il presidente dell’Ars comincia apensare di poter fare tutto e il contrario di tutto. Scrive Piro:

“Commentando su La Repubblica gli stipendi d’oro dell’Ars, Sebastiano Messina conclude il suo articolo sostenendo che ‘deve essere l’aria di Palazzo dei Normanni… che intacca la memoria, la vista e l’intelletto e fa dimenticare di colpo dove ci si trova’. Vorrei dire a Sebastiano Messina che ci ha visto giusto. Si tratta di un fenomeno da tempo conosciuto e che viene definito come ‘Sindrome della Torre Pisana’, che può dare origini a sintomatologie piuttosto gravi, soprattutto per chi, come il Presidente dell’Ars, ivi trascorre gran parte del suo tempo. Sarà che già di per sé è una torre; sarà che la verticalità della torre tende a trascinare verso l’alto, ben oltre i confini delle mura; saranno gli affreschi che si intravedono: cavalli, armi e cavalieri che incombono a rafforzare il potere dell’inquilino; sarà che il Presidente ha nelle sue stanze una splendida cappella, detta ‘della Regina’. Sarà per tutto questo e per altro ancora, ma posso assicurare, avendo frequentato il Palazzo e Torre Pisana per molti anni, che la sindrome esiste e, a volte, produce danni seri”.

Già, danni seri…

“Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli…”, disse Mussolini nel suo primo discorso alla Camera da capo del Governo.

Chissà cosa dirà Musumeci nel suo primo discorso…

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