Non all’inceneritore di rifiuti nella Valle del Mela. Le contraddizioni della sinistra di Palermo

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Una lettera di un rappresentante di un’Associazione della Valle del Mela critica la scelta dell’inceneritore di rifiuti: idea folle del Governo nazionale già ‘bocciata’ dal Parlamento siciliano, come ricordano i grillini. Le proposte del consigliere comunale di Palermo Antonio Randazzo. Giusto Catania (Sinistra Comune) contro gli inceneritori e per la raccolta differenziata (che il Comune di Palermo, del quale è stato assessore, ha in gran parte ignorato…)

Nella Valle del Mela, in provincia di Messina, non si ferma la battaglia dei cittadini per dire “No” al progetto folle che prevede la realizzazione di un inceneritore di rifiuti.

Emilio Sofia, dell’Associazione TSC – Associazione che si batte per la tutela dell’ambiente – ha inviato la seguente lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, alla Deputazione Nazionale, al Presidente della Regione siciliana, agli “Onorevoli Tutti Regione siciliana”, agli Sigg. Amministratori del Comprensorio, agli Organi di Comunicazione Tutti:

“Carissimi, siamo stanchi esausti e in molti gravemente ammalati, pertanto visto il proseguire delle persecuzioni a cui siamo sottoposti, vittime incolpevoli se non di abitare in questo angolo di mondo, una volta splendido, ci chiediamo:

Chi sono i mafiosi?

Sono mafiosi coloro che si arricchiscono uccidendo e recando grave danno alle popolazioni, contro ogni forma di leggi dello Stato.

Coloro che fanno le stesse cose protetti dalle leggi dello Stato.

Coloro che si fanno le leggi a proprio uso e consumo, per poter lucrare, incuranti del danno arrecato alle popolazioni.

Certamente Totò Riina era un mafioso da condannare per i morti ammazzati e per i disagi causati alla società, ma come Totò Riina, sono da condannare tutti coloro che, attraverso l’inquinamento, hanno ucciso e uccidono migliaia di cittadini, bambini compresi, del Comprensorio del Mela”.

Emilio Sofia non risparmia critiche alle industrie che hanno inquinatola Valle del Mela.

“Come Totò Riina – aggiunge – sono da condannare tutti coloro che non si sono ad oggi… attivati al risanamento della Valle del Mela, pur avendone ricevuti da molti anni i fondi necessari. Come Totò Riina sono da condannare coloro che non hanno imposto di trasformare la Centrale termoelettrica a metano come chiesto dal 97/% dei cittadini, attraverso il referendum di molti anni or sono, mentre a ‘Termini Imerese sì”.

“Come Totò Riina – prosegue – sono da condannare tutti coloro che in tutti questi anni hanno permesso che queste industrie bruciassero combustibili ad alto tenore di zolfo, causando moltissime vittime innocenti e distruggendo un territorio molto pregiato e una volta ricco di coltivazioni di ogni genere”.

Sofia critica “tutti coloro i quali, a vario titolo, hanno permesso la costruzione dell’elettrodotto doppia Terna 380KV, elettrodotto che sfiora i centri abitati, “creando potenziali danni, in sommatoria, alla incolumità delle persone e alle colture locali”.

Sofia se la prende con “tutti coloro che, oggi, stanno facendo di tutto per permettere la realizzazione del Termovalorizzatore nella Centrale Termoelettrica di Archi, senza tener conto della zona ad Alto rischio di crisi Ambientale, nonché zona SIN e del piano paesaggistico ‘attivo in essere’ che ne vieta la costruzione, nonché della volontà popolare espressa contro, attraverso referendum, grandi manifestazioni e delibere di tutti i Consigli comunali della Valle del Mela. Quindi se dispensata, la concessione del Ministero, in totale contrasto delle leggi promulgate dallo stesso Stato!”.

A noi, in verità, risulta che il Ministero non abbia ancora autorizzato l’inceneritore di rifiuti nella Valle del Mela.

“Come Totò Riina – prosegue la lettera – siamo da condannare tutti coloro i quali, alla luce di tanta gravità, non facciamo nulla per impedire uno scempio assai peggiore dell’esistente, perpetrato ancora una volta, in questo prezioso angolo della natura ricco di bellezze paesaggistiche naturali ed ancora di preziosi frutti della terra e in gravissimo danno dei figli nati e nascituri!”.

“La popolazione è stanca di subire angherie da più di 50 anni – scrive sempre Sofia – non è affatto disponibile a diventare la pattumiera di mezza Italia, per favorire il lucro altrui, e farà di tutto per impedire la realizzazione di questo nuovo micidiale impianto. Ci rivolgiamo pertanto a tutti i cittadini del Comprensorio” invitandoli a “scendere in campo e fare di tutto affinché non venga commesso quest’ennesimo tentato omicidio”.

“Ci rivolgiamo a tutti i politici onesti e con sentimenti umani – leggiamo sempre nella lettera – a fare di tutto affinché questo impianto non venga realizzato, adoperandosi invece al risanamento del nostro territorio”, risanamento che “nonostante sia già previsto e finanziato da anni dalle leggi dello Stato, ad oggi volutamente disatteso”.

“La presente pertanto – conclude Sofia – è un invito a tutta la comunità civile ad unirsi in una lotta per la vita e per il benessere dei figli e dei posteri, ad oggi artatamente negato da certi strali di potere. Questa mia è un invito a tutti i politici regionali e locali ad incontrarci per concertare strategie comuni, onde poter arrivare al traguardo di soluzioni positive per il benessere e la vivibilità del comprensorio tutto”.

Sulla vicenda del folle progetto dell’inceneritore della Valle del Mela intervengono i parlamentari regionali del Movimento 5 Stelle:

“Nella legislatura appena conclusa il Parlamento ha approvato una mozione per impedire la realizzazione dell’impianto”, si legge nel comunicato dei grillini dell’Assemblea regionale siciliana. Che precisano:

“L’inceneritore nella Valle del Mela non va fatto, è questa la volontà dei siciliani. Musumeci (Nello Musumeci, presidente della Regione siciliana ndr) faccia la voce grossa col governo nazionale”.

“Il cammino di Musumeci non inizi con un passo falso – scrivono i grillini dell’Ars -. Sulla questione inceneritore nella Valle del Mela, nei piani del governo nazionale, faccia la voce grossa e si metta di traverso. Questa, del resto, è la volontà del Parlamento siciliano e, quindi, dei cittadini che esso rappresenta, se è vero, come è vero, che Sala d’Ercole, nella legislatura appena conclusa, ha approvato una nostra mozione a firma di Valentina Zafarana per dire ‘no’ all’impianto”.

Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Ars ribadisce il suo secco ‘no’ alla realizzazione dell’inceneritore verso cui corre a grande velocità il governo Gentiloni, bypassando di fatto la Regione, grazie ad un decreto di Renzi.

“Cinque anni di governo regionale prono alla volontà nazionale – dicono i deputati M5S – ci sono bastati. Musumeci non si affidi allo stesso copione di Crocetta. Il governo nazionale, forte dello ‘sblocca Italia’, sta cercando di piazzare un inceneritore nel territorio siciliano senza ascoltare i cittadini e tanto meno la politica regionale ed il governo della Regione. Musumeci e i suoi devono farsi sentire con più forza se non vogliono aprire la loro legislatura con una clamorosa sconfitta per il territorio messinese, già gravemente compromesso da impianti inquinanti in zona”.

“Il ‘no’ agli inceneritori – concludono i deputati M5S – era nel programma del centrodestra, adesso che il centrodestra ha vinto le elezioni è arrivato il momento di rispettare il voto popolare e fare la differenza con il governo Crocetta”.

Le cronache registrano anche un comunicato del consigliere comunale di Palermo del Movimento 5 Stelle, Antonio Randazzo, che si rivolge all’assessore regionale con delega ai Rifiuti, Vincenzo Figuccia:

“Caro Assessore Figuccia Vincenzo, ci ripensi: questo termovalorizzatore non s’ha da fa’, lo dice l’Europa! La invito a leggere il pacchetto ‘economia circolare’ approvato dal Parlamento Europeo a marzo 2017. Azioni decise a favorire il recupero e il riciclo di almeno il 70% dei rifiuti urbani! Perché bruciare rifiuti quando esempi virtuosi in Europa dimostrano che è possibile recuperare materia almeno per il 70%!”.

“Tra i rifiuti da imballaggio prodotti – prosegue Randazzo – molti trovano un’immediata collocazione nelle filiere di riciclo e di recupero (bottiglie e barattoli in vetro: la invito ad approfondire il circuito COREVE in Sicilia un punto di eccellenza con un riciclo a km zero a Marsala! La plastica, il pet, il pe, la carta il cartone, tutti industrie green che producono nuova ricchezza e forme occupazionali!!). La frazione organica, che risulta circa il 35-40% dei rifiuti prodotti in un isola dove il cibo fresco trova ancora un posto a tavola: possiamo ottenerne compost di qualità, ammendante per le nostre aride terre, o addirittura possiamo costruire impianti di digestione anaerobica e ottenere dalla buccia di banana anche del biogas, o biometano per auto trazione!”.

“Caro assessore – prosegue il consigliere comunale grillino – non scivoli anche lei nell’errore dei suoi predecessori: i bruciatori di rifiuti quando questi possono invece essere recuperati per almeno l’70% significa volere costruire cattedrali nel deserto che non potranno essere poi utilizzate. L’Europa ci impone di riciclare e recupere materia per almeno il 70% dei rifiuti! Ed è possibile: nel mondo avviene! Allora soluzioni: faccia partire immediatamente gli impianti di compostaggio fermi o in attesa di iter autorizzativi, valorizzi e incentivi le attività di compostaggio domestico e di comunità nelle zone rurali e nei paesi dell’entroterra, supporti economicamente le 3 città metropolitane per la realizzazione di centri comunali di raccolta e impianti di riciclo cittadini, fornisca supporto economico per ampliare il porta a porta a Palermo, Catania, Messina; sanzioni i paesi che non hanno attivato la differenziata; obblighi tutti i Comuni a differenziare la frazione organica”.

“E si ricordi della piramide…  la termovalorizzazione è quasi alla fine del processo! – prosegue l’esponente del Movimento 5 Stelle di Palermo -. Iniziamo a prevenire, recuperare, riciclare… e solo dopo che la Sicilia avrà raggiunto il 70% di recupero e differenziata inizieremo a valutare come gestire il residuale non riciclabile (che si attesta al 15/20%)”.

“Per i pannolini – conclude Randazzo – può stimolare la realizzazione di un impianto privato per il riciclo, incidono circa il 5% della produzione ed esiste già un’azienda che riesce a recuperare materia: si trova Vedelago, Comune della provincia di Treviso, tecnologia di 5 milioni di euro, fater”.

Dopo che dalla Regione è andato via il Governo regionale a trazione PD del renziano Rosario Crocetta, Sinistra Comune di Palermo prende posizione:

“Il problema dei rifiuti a Palermo e nel resto della Sicilia non può essere affrontato con le categorie dell’emergenza, ma con una proposta organica che eviti la costruzione di inceneritori che, oltre a rappresentare un danno per la salute e l’ambiente, non sono una soluzione credibile – afferma Giusto Catania, capogruppo di Sinistra Comune -. Se non si parte da punti incontrovertibili come questi, la situazione ambientale, già delicata, potrebbe aggravarsi. Se occorre, faremo le barricate per opporci ai rimedi fittizi che propone l’assessore Figuccia. Evidentemente il nuovo assessore ai Rifiuti ‘dimentica’ che uno dei termovalorizzatori previsti penalizzerebbe in prima battuta la zona di Borgonuovo e di Bellolambo, il territorio delle sue radici”.

In realtà l’assessore regionale Figuccia non ha mai – almeno fino ad oggi – assunto una posizione in favore degli inceneritori; piuttosto ha parlato di nuove tecnologie.

“Sarebbe opportuno rilanciare e implementare la raccolta differenziata – dice ancora Catania – per adeguarla agli standard europei. Ma soprattutto prendere atto che i rifiuti sono una questione strutturale, che si affronta partendo dalla sensibilizzazione dei cittadini e dall’utilizzo nuove ecotecnologie proprio come si fa nelle altre città d’Europa”.

Ha ragione Giusto Catania: proprio come si fa nelle città europee. Proprio quello che non ha fatto, nei cinque anni passati, l’Amministrazione comunale di Palermo della quale lo stresso Catania è stato assessore.

Proprio quello che continua a non fare l’Amministrazione comunale di Palermo, appoggiata fino ad oggi dallo stesso Catania.

Un po’ di coerenza ogni tanto ci vuole, no?

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  • Il problema é purtroppo anche questa famosa raccolta differenziata che tutti quanti parlano.una buona raccolta differenziata ha prima di tutto a monte una filiera di separazione ,stoccaggio e imballaggio dei rifiuti che possono essere reciclati,aree/ isole ecologiche,strutture per la produzione di compost ecc...potrei scrivere tantissimo altro.in Svezia con queste strutture ,sono costretti a importare rifiuti per farle funzionare.in questo modo hanno creato migliaia di posto di lavoro e materie prima da poter rivedere e riutilizzare.costruiamo le strutture per fare veramente la differenziata,costano meno di costruire un termovalorizzatore,che per quanto dicano sicuri,producono cmq polveri sottili pericolosissime...

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