Sanità, Micari vuole più medici di famiglia. E i Pronto Soccorso? E gli ospedali in deficit di personale?

Sanità, Micari vuole più medici di famiglia. E i Pronto Soccorso? E gli ospedali in deficit di personale?
1 ottobre 2017

Ogni volta che il candidato alla presidenza della Regione del centrosinistra, Fabrizio Micari, parla è un disastro. Prima il pasticcio sui fondi europei, poi, come Berlusconi nel 2001, vuole il Ponte sullo Stretto di Messina. Ieri altra dichiarazione a ruota libera: vorrebbe più medici di famiglia, dimenticando i problemi veri della sanità siciliana: il caos nei Pronto Soccorso, la mancanza di posti letto negli ospedali, i medici ospedalieri e gli infermieri in affanno. Perché i medici che lavorano negli ospedali pubblici siciliani non hanno motivo di votare centrosinistra e centrodestra

Però, corretti i medici di famiglia della Sicilia. Organizzano a Palermo un convegno e invitano i candidati alla presidenza della Regione siciliana. Non tutti: solo quelli che considerano – supponiamo – più importanti. E cioè: Nello Musumeci, candidato del centrodestra; Giancarlo Cancelleri, candidato del Movimento 5 Stelle; Claudio Fava, candidato della sinistra (momentaneamente) alternativa al PD; e il candidato del centrosinistra a trazione PD, Fabrizio Micari.

Ci sarebbero anche altri candidati. Ma che importanza ha? Del resto, i ‘capi’ della Fimmg, sigla che sta per Federazione italiana medici medicina generale, ieri mattina erano i padroni di casa: hanno deciso loro: ognuno con il proprio stile…

Certo, non è andata bene, per i medici di famiglia, perché all’incontro si è presentato – com’era prevedibile – solo Micari. E il motivo è anche logico: nei sondaggi, per quello che valgono,  Musumeci, Cancelleri e anche Fava sono avanti al rettore dell’università di Palermo: perché mai avrebbero dovuto dargli questo vantaggio?

Certo, in politica la fuga è vergogna. Ma va anche detto che le cose cominciate male, di solito, non finiscono bene: Micari è rimasto solo, mentre i ‘capi della Federazione italiana medici medicina generale non hanno fatto una bella figura, se è vero che, come si dice dalle nostre parti, sono stati chiantati… (leggere lasciati in asso)

Micari ha provato a vendere bene l’assenza degli avversari: della serie, io c’ero e voi no. Poi ha iniziato a ‘svuccazziare’ (straparlare). Semplicemente incredibile quello che ha detto sui medici di famiglia e, in generale, sulla sanità pubblica della Sicilia:

“I medici di famiglia sono fondamentali, in Sicilia ne servono più: aumenterò le risorse che dipendono dalla Regione per formare medici di famiglia”.

Professore, anzi rettore Micari – visto che non si è dimesso -: ma che cosa dice? Come le salta in testa di affermare una cosa del genere?

Invece di aumentare il numero dei medici che operano nei Pronto Soccorso, dove il caos è indescrivibile e i medici e gli infermieri sono in grandissimo affanno, invece di potenziare, in generale, i medici ospedalieri (e gli infermieri), invece di istituire e far funzionare la medicina del territorio lei cosa propone? Aumentare le risorse a disposizione dei medici di famiglia!

Ma lo sa quanto lavorano, in Sicilia, i medici di famiglia? Lo sa che, nella nostra Isola, non esiste alcun coordinamento tra i medici di famiglia da una parte e i PTA e i PTE dall’altra parte?

I PTA – ingegnere Micari – sono i Punti Territoriali di Assistenza; mentre i PTE sono i Punti Territoriali di Emergenza. Parliamo della medicina del territorio. Nei Paesi civili, di concerto con i medici di famiglia, le strutture di medicina del territorio filtrano i malati e, se i casi non sono gravi o gravissimi, impediscono che i Pronto Soccorso si intasino.

In Sicilia PTA e PTE o non esistono, o esistono soltanto sulla carta: così i Pronto Soccorso sono intasati di gente che ha bisogno di essere visitata dai medici: anche di malati (codici bianchi e codici verdi) che potrebbero benissimo essere curati dai medici di famiglia e dai medici di PTA e PTE.

Lei è veramente un personaggio incredibile, rettore Micari: parla di fondi europei dimenticando che sono aggiuntivi e non sostitutivi rispetto ai fondi dello Stato; come Berlusconi nel 2001, vuole il Ponte sullo Stretto di Messina e poi promette altri soldi ai medici di famiglia.

Ma cosa pensa? Che i medici di famiglia chiamino ad uno ad uno i propri assistiti per fare votare lei? Del resto, essendo il candidato del disastroso centrosinistra siciliano – dal PD a Totò Cardinale, da Angelino Alfano a Giampiero D’Alia – che cosa c’è da aspettarsi di diverso da lei?

Per chiudere, visto che siamo in tema – e visto che lei è ingegnere e i conti li sa fare meglio di noi – si faccia raccontare dagli ‘ascari’ del centrosinistra siciliano dei 600 milioni di euro all’anno circa che, dal 2009, lo Stato si rifiuta di erogare alla Regione siciliana.

Si vada a leggere la Finanziaria nazionale del 2007: scoprirà che la sua parte politica – il centrosinistra – tra il 2007 e il 2009, ha portato dal 42% a quasi il 50% la quota di compartecipazione della Regione siciliana alle spese sanitarie (che poi – detto per inciso – è più alta del 50%, perché Roma, in modo truffaldino, considera il gettito IRAP ‘statale’, anche se pagato dagli imprenditori siciliani!).

In cambio, i ‘banditi’ del Ministero dell’Economia dovrebbero riconoscere una somma, pari a quella che è stata scippata dal Bilancio regionale, calcolata sulle accise relative ai carburanti.

Ma il Ministero dell’Economia, dal 2009, non ne vuole sapere di riconoscere alla regione queste somme che, con gli arretrati, ammontano, oggi, a quasi 6 miliardi di euro, se consideriamo anche le quote del 2007 e del 2008!

Pensi un po’, ingegnere Micari: con 6 miliardi di euro – che lo Stato ha rubato alla Regione siciliana dal 2007 ad oggi – si risolverebbero tutti i problemi della sanità siciliana e del Bilancio regionale. In più ci sarebbero i circa 600 milioni in più ogni anno.

Questi sono fatti concreti, rettore Micari, non chiacchiere. fatti che i suoi amici del centrosinistra, che amano ‘inginocchiarsi’ al cospetto dei poteri romani, non le avranno raccontato.

Con questi soldi, rettore Micari, si potrebbero ripristinare i posti letto negli ospedali siciliani, che il Governo di Raffaele Lombardo prima e il Governo Crocetta fino ad oggi hanno sbaraccato.

Si potrebbero far funzionare bene i Pronto Soccorso, sia aumentando la dotazione di personale, sia istituendo, per davvero, i presidi di medicina del territorio.

E si potrebbe riconoscere ai medici siciliani gli incrementi nelle retribuzioni bloccate da circa otto anni.

Lei, rettore Micari, è andato dai medici di famiglia a pavoneggiarsi. Noi ci auguriamo che tutti i medici e tutti gli infermieri della Sicilia, alle elezioni regionali del 5 novembre, non votino per il centrosinistra e nemmeno per il centrodestra.

I medici e gli infermieri siciliani non debbono dimenticare che Berlusconi e il centrodestra hanno governato l’Italia dal 2008 al 2011: ma non hanno riconosciuto alla Regione siciliana i 600 milioni di euro all’anno che lo Stato, come già ricordato, ci deruba dal 2009. Chissà perché.      

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