In Sicilia torna il caldo ‘sahariano’ a 40 gradi: che si sta facendo per prevenire gli incendi?

In Sicilia torna il caldo ‘sahariano’ a 40 gradi: che si sta facendo per prevenire gli incendi?
30 luglio 2017

Quella che il professore di Ecologia all’università di Palermo, Silvano Riggio, definisce “la bolla sahariana” sta per tornare a colpire – per la quinta volta da quando è iniziata la stagione calda – la Sicilia. Che si sta facendo per prevenire il fuoco? Le proposte del Si.F.U.S. (il sindacato dei Forestali) al Governo della Regione 

Quella che il professore Silvano Riggio definisce “la bolla sahariana” sta per colpire, per la quinta volta dall’inizio della stagione calda, la Sicilia (qui l’articolo con l’intervista al docente universitario di Ecologia). La temperatura è di nuovo in rialzo. Le previsioni ci dicono che, tra qualche giorno, nella nostra Isola, si ‘viaggerà’ intorno ai 35-40 gradi centigradi.

La domanda è: cosa si sta facendo per prevenire gli incendi?

Canadair ed elicotteri sono importanti (oltre che costosi). Ma quello che conta è la prevenzione. E il fuoco, piaccia o no all’attuale Governo regionale, si previene con l’intervento dell’uomo: ovvero con il personale presente nelle aree verdi ventiquattro’re al giorno su ventiquattro.

I tanto vituperati operai della Forestale  – che insieme con i Vigili del Fuoco, alla fine, sono quelli che, nelle giornate di grande caldo, si ritrovano per tutto il giorno a domare gli incendi – sono stati avviati al lavoro? Sono già nelle aree boscate della Sicilia? Sono tornati a operare utilizzando i mezzi antincendio e le torrette di avvistamento degli incendi?

Le nostre domande sono più che legittime. Perché siamo un po’ stanchi delle offese, gratuite, contro chi si ritrova a 40 gradi, in mezzo al fuoco, spesso a rischiare la vita, mentre i professionisti della tastiera, da casa, con l’aria condizionata sparata a tremila, sputano sentenze che, alla fine, servono solo a difendere un Governo regionale che, in materia di tutela del verde dagli incendi, è indifendibile.

Già ieri – e non c’era il caldo sahariano che, già da domani, dovrebbe tornare a martoriare la Sicilia – sono stati registrati incendi in provincia di Palermo: le fiamme hanno colpito Caccamo, Altavilla Milicia, Corleone e Valledolmo. Proprio a Valledolmo, paese agricolo dove il grano duro è la coltura prevalente, le fiamme hanno lambito una parte del centro abitato. Il fuoco è ricomparso anche a Carini e a Partinico.

Che succederà nei prossimi giorni in Sicilia?

Qualche giorno fa Maurizio Grosso, segretario generale del Si.F.U.S. (Sindacato Forestali Uniti per la Stabilizzazione), che ha già presentato denunce in tutta la Sicilia, è tornato a ribadire alcuni concetti.

Il primo concetto è che gli incendi, nella nostra Isola, non sono un problema di ordine pubblico, come cerca di far credere il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ma la conseguenza della mancata prevenzione.

Senza le opere di prevenzione – eliminazione di erbe secche e sterpaglie dal sottobosco, viali parafuoco e, lo ribadiamo, senza la presenza H24 del personale nelle aree verdi – gli incendi non daranno tregua.

Nella pagina facebook del Si.F.U.S. (come potete leggere qui) Grosso ribadisce che i due assessori regionali che si dovrebbero occupare del problema incendi – con riferimento all’assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici, e all’assessore al Territorio e Ambiente, Maurizio Croce – “sono incompetenti e, pertanto, non all’altezza del compito, tant’è che, con petizione popolare, ne stiamo chiedendo la rimozione”.

I sindacalisti hanno chiesto un incontro a Crocetta per potere organizzare un servizio antincendio per il mese di agosto.

Tre le richieste che il sindacato dei Forestali avanza al Governo della Regione.

Prima proposta: tenere nei cantieri, per il mese di agosto, i 151-isti e i 101-isti (cioè gli operai che sono chiamati a svolgere 151 e 101 giornate lavorative).

Seconda proposta: assumere immediatamente tutti i 78-isti per presidiare e ripulire i viali parafuoco.

Terza proposta: rimpinguare le squadre di Pronto intervento contro gli incendi (che, ad oggi, presentano un deficit di 400 unità) con i 78-isti e completare la manutenzione di tutti i mezzi antincendio disponibili.

Sempre sulla pagina facebook del Si.F.U.S. leggiamo che il Corpo Forestale avrebbe fatto sapere che non ci sarebbe la disponibilità di cassa per assumere i 78-isti.

A questo punto una domanda per l’assessore-commissario delle finanze regionali, Alessandro Baccei: 

assessore-commissario: che fine hanno fatto i soldi per la tutela dei boschi e, in particolare, per il Servizio antincendio? Rispondendo ai giudici della Corte dei Conti, preoccupati per la tenuta dei conti della Regione, lei ha risposto che i conti sono a posto.

Bene, se i conti sono a posto come mai non si trovano i soldi per le attività di prevenzione degli incendi? 

Lo sa che quest’anno bisognerà pagare una barca di soldi a privati per il servizio svolto dai Canadair?

Ci sono i soldi per gli aerei anfibi e non ci sono i soldi per gli operai della Forestale?

Sempre dal sito del Si.F.U.S. apprendiamo che nel distretto di Caltanissetta sono stati avviati al lavoro 274 operai della Forestale 78-isti. Meglio tardi che mai.

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